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Il pagellone della Serie A: Varese da 10 assieme al suo Davies

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1 penso sia scontato darlo a Sassari, vista la facilità con cui passa da una vittoria ad una sconfitta, in qualsiasi momento e senza un motivo logico; ma soprattutto, vista la semplicità con cui quest'anno sia riuscita a far saltare due allenatori del calibro di Sacchetti e Calvani. Su questo punto però, abbiamo indagato a fondo, e stiamo aspettando che arrivino i RIS, gli uomini di NCIS, quelli di CSI, Jessica Fletcher, Perry Mason e in caso chiameremo anche Poirot e Miss Marple, perchè è da prendere in esame un'altra pista per attivare al colpevole: Bologna. Sacchetti all'andata e Calvani al ritorno, entrambi (seppur in modi differenti) hanno lasciato la panchina sarda dopo la sconfitta con Bologna: coincidenze? Mah, a voi la sentenza! Per fortuna dei biancoblu e del buon Pasquini, i ragazzi di Valli non dovrebbero incrociare più la strada della Dinamo da qui a fine campionato.

2 ancora a Cantù, perchè il freddo siberiano ormai si è impadronito della Brianza, impedendo ai biancoblù di fare balzi in avanti in classifica. Avellino è in perfetta forma, probabilmente in Irpinia splende il sole e gli uccellini cinguettano felici dando il benvenuto alla primavera, qui invece, visto il meteo dei giorni scorsi, a parte qualche pinguino e un paio di orsi polari, potremmo trovare solo lo yeti; spero di no per gli amici canturini, perchè non escluderei un ulteriore tesseramento nel reparto lunghi! Premessa meteorologica e metaforica a parte, la sconfitta ad Avellino è sempre da mettere in previsione, ma quando vedi che il treno dei playoff si allontana sempre più, potresti anche allungare il passo per provare a raggiungerlo, no? Dalla prossima settimana le previsioni in terra comasca parlano di sole e clima più mite: propongo un paio di allenamenti all'aperto per uscire dall'ibernazione!

3 sono indecisa sul nome della squadra, perchè questo terzetto ha sprecato un'occasione ghiottissima. Per capirci, come se uno il 15 di agosto, sedendosi al tavolino di una gelateria, invece di accettare una coppa da 20 gusti di gelato, si limitasse a chiedere un caffè: ecco, queste tre squadre, una più, una meno, hanno preso un bel caffè amaro. Sì dai, le metto tutte e tre: Pesaro, Capo d'Orlando e Torino. Di fronte c'erano tre padrone de casa di primissimo livello, che però, per tre quarti di partita hanno preferito fermarsi al bar a firmare autografi, ricordandosi di dover entrare in campo solo negli ultimi dieci minuti, eppure, sia i ragazzi di Pesaro che i siciliani hanno smesso a loro volta di giocare, lasciando giustamente un po' di applausi anche agli avversari. Peccato che oltre agli applausi abbiano lasciato anche i due punti in classifica, però sono stati gentili! Su Torino, ammettiamolo, non avremmo mai scommesso, visto che per Milano era un'occasione speciale, ma a metà partita l'idea che le “scarpette rosse” avessero brindato un po' troppo è venuta a tutti, vero? Eppure i ragazzi di Repesa, probabilmente impauriti da quell'omone in panchina fermo immobile con le mani sui fianchi, il fumo che gli usciva da naso e orecchie e il bottone della giacca che urlava disperato chiedendo aiuto per non esplodere, hanno deciso di appoggiare il bicchiere e giocare 2 minuti del tempo regolamentare e 5 di supplementare: cari gialloblù, sarebbe bastato approfittare della situazione chiudendo la partita mentre brindavano!

4 a Trento, perchè come le “tre sorelle” precedenti s'è spenta nel finale, tornando a mani vuote da Varese. Niente da contestare in realtà a Pascolo e compagni, anzi Dada, con o senza il benestare delle statistiche (non le ho ancora studiate, ma credo mi diano ragione!) è stato senza dubbio il migliore dei suoi, li ha tenuti avanti per oltre 30' aiutato un po' da Wright un po' da Sanders ed infine dal solito inesauribile Peppe Poeta; sì, perchè Peppe, se lo osservate bene, vedrete che ad inizio partita illude tutti di essere in “serata no”, lasciando il palcoscenico ai compagni e sbagliando canestri dopo un'entrata con “triplo salto con doppio carpiato in avvitamento”, ma quando poi abbassi un attimo la guardia ecco che boom!, come per magia arrivano punti e assist importanti, è un diesel? Mah, secondo me è tutto studiato in allenamento! Infatti, anche quando la squadra ha improvvisamente smesso di giocare, permettendo a Varese di raccogliere le energie ed allungare, lui ha comunque provato a tenere il passo, trovando però compagni rimasti senza benzina. Forse, in vista del rush finale di stagione non sarebbe il caso che anche gli altri passassero come lui al diesel?

5 a Venezia, anche se, dovremmo dire 6– perchè i ragazzi di De Raffaele hanno dato vita assieme a Reggio ad una delle partite più belle di tutta la stagione. Dei protagonisti parlerò dopo, perchè certi personaggi meritano una standing ovation (e il primo che non applaude si prende una bacchettata in testa!) in ogni caso abbiamo visto finalmente una Venezia concreta e convinta, una vera rarità in questa stagione, ma che contro la corazzata emiliana, si è ricordata di esserlo pure lei. Che sia finita ora la crisi d'identità? Ce lo auguriamo, perchè i tifosi veneti vorrebbero vedere i playoff. Ops! Era una sorpresa, non ve l'avevano fatto sapere? Beh, non importa, quello che conta ora è rivedere la stessa Venezia che è scesa in campo al PalaBigi anche nei prossimi incontri. La sconfitta a Reggio ci sta, ma lo spirito è quello giusto: visto che l'aria reggiana, e magari anche il cibo, vi fanno bene, potreste chiedere ospitalità alla Grissin Bon in settimana, per preparare le prossime partite, sia mai che poi la FIP decida di costruire una “Coverciano” in Emilia per preparare il pre-olimpico con prosciutto, grana e lambrusco!

6 a Milano, che nel giorno della festa per gli ottant'anni si dimentica di avere un impegno sul parquet alle 18. Scusate se mi intrometto, capisco le facce meravigliate, visto che solitamente si inizia alle 18.15, capisco anche che in palestra questa variazione non sia pervenuta, comprendo pure che gli altri stessero brindando e sarebbe stato maleducato non partecipare alla festa, ma vorrei farvi notare che siete entrati comunque in campo a metà dell'ultimo periodo, non vi è parso un po' eccessivo? Sarebbe bastato passare al buffet, prendere una tartina e con molta classe dire: “oh, scusate, ho un impegno improvviso, vedrò di liberarmi in fretta!”. Invece così, per portarla a casa avete dovuto fare gli straordinari. Suvvia, basterebbe aggiornare l'agenda dello smartphone, o prendere un maggiordomo che lo faccia per voi, no?

7 a Brindisi e 10 a Banks, perchè il buon Adrian oltre ad essere il miglior marcatore di questa giornata, ha pure tolto le castagne dal fuoco alla squadra del presidente Marino, che ultimamente sembra un po' “distratta”. La mancata partecipazione alle F8 di Coppa Italia, invece di caricare l'Enel e portarla ad una striscia di vittorie stratosferiche, per la serie “mi avete privato della possibilità di lottare per il mio tessssoro, ed ora vi farò sterminare dall'esercito della morte”, ha trasformato la formazione di Bucchi in una sorta di Calimero, piccolo pulcino nero, che alla prima difficoltà si arrabbia e dice “perchè ce l'avete tutti con me?”. Domenica invece, dopo un primo tempo che lasciava pensare all'ennesima partita gettata alle ortiche, Bucchi è riuscito nel suo esorcismo; 5 semplici parole: “Calimero esci da questi corpi”, e Brindisi è rientrata in campo con le giuste motivazioni per battere Pesaro. Missione compiuta!

8 a Bologna: otto, il numero che se metti in orizzontale significa “infinito”, come la striscia aperta verso l'infinito delle vittorie di Bologna su Sassari, e come il numero di allenatori che le Vu Nere sapranno far saltare in Sardegna da quest'anno in poi; otto come i giocatori bolognesi che hanno costruito questa vittoria in casa dei Campioni d'Italia, tutti seduti in cerchio nello spogliatoio degli ospiti intenti a dar vita ad una seduta spiritica, intanto che Giorgio Valli preparava la pozione per trasformare in zombie Logan e compagni… Ok, fermate il sottofondo macabro, riaprite le tende staccate i pipistrelli di halloween dal soffitto e riportate la salma che avete preso in prestito all'obitorio, qui non ci sono magie, qui c'è una squadra che non ha più tempo da perdere e deve giocare “alla morte” tutte le partite che le rimangono per raccogliere più vittorie possibili; dove arriveranno? Non lo sappiamo (abbiamo dimenticato la sfera di cristallo!), ma viste le premesse di questa giornata, penso che nemmeno loro lo sappiano: tutto è ancora possibile, il destino bianconero è nelle loro mani, e la vittoria in Sardegna potrebbe anche essere la prima di una striscia positivamente “stregata”!

9 vi avevamo lasciato in sospeso due protagonisti di Reggio – Venezia, vero? Eccoli qui, con gentile concessione da parte di Aradori, a cui facciamo tanti applausi, ma che ha davanti ancora anni e anni di carriera, la nostra standing ovation la dedichiamo a due nomi da brividi: Mike Green e Rimantas Kaukenas. Cavolo, non avrei dovuto dirli assieme, va beh, chiamate le ambulanze per soccorrere le persone svenute, avrei dovuto immaginare che quest'accoppiata avrebbe provocato diversi mancamenti. Non penso che serva fare un riassunto delle carriere di questi due supereroi, vero? Tutti avete letto i loro fumetti, con le storie di assist da lacrime agli occhi e bombe a fil di sirena da arresto cardiaco! C'è ancora qualcuno che non è andato al cinema a vedere i loro film in cui spiegando basket salvano il mondo? Va beh, aspettate che esca il dvd; nel frattempo, vi comunico che i due sono stati avvistati al PalaBigi in occasione di una partita di campionato; il primo pare abbia messo 28 punti con medie che non ripeterò per evitare ulteriori collassi, a cui vanno aggiunti 6 rimbalzi e 7 assist; il secondo invece, è approdato in Emilia dalla sua Lituania e con 24 punti, uno più emozionante dell'altro, ha trascinato i padroni di casa alla vittoria nel tempo supplementare. Ma chi saranno mai Mazinga e Goldrake quando in campo ci sono Mike e Rimas? Mi inginocchio davanti a tanta magnificenza!

10 era dura assegnarlo dopo aver parlato di due supereroi, ma questa settimana non posso non lodare la mia Varese e il tanto criticato Davies. Dieci ad entrambi, senza possibilità di contestazioni (sul voto intendo, sul resto sorvolo!). Sono di parte lo so, ma per una volta (quest'anno quante volte è capitato? Forse solo contro Cantù!), lasciatemi festeggiare! Parto comunque facendo i complimenti agli amici di Trento, perchè hanno giocato una bella partita e se avessero vinto, nessuno avrebbe avuto niente da ridire, però vedere, dopo tanto, ma proprio tanto tempo, Varese giocare a basket, e farlo per 40 minuti, è stato emozionante. Stregoneria? Un miracolo? Un colpo di ehm… fortuna? Non ne ho idea, ma sinceramente, non mi pongo nemmeno il problema in questo momento, brindo e stop! Anzi, prima di brindare (perchè poi da ubriaca non rispondo di ciò che scrivo) vorrei spendere due parole su Brandon Davies, viste le continue e ripetute critiche subite (e qui mi tiro fuori, perchè nella mia lunga lista di critiche trovate nomi, cognomi e codici fiscali messi con chiarezza, ma mai una critica ai singoli giocatori per quanto fatto in campo!): forse la sua è stata una serata “di grazia”, o potrebbe essere l'arrivo di un vero play in squadra (scusate, ma quando c'era Ukic? va beh…sorvoliamo), o per i più “tecnici” potremmo semplicemente sostenere che il pacchetto lunghi degli ospiti non avesse un uomo con le caratteristiche giuste per fermarlo; insomma, pensatela come volete, ma leggere: 27 punti con 13/16 dal campo, ai quali aggiungiamo ben 16 rimbalzi e un 38 di valutazione come ciliegina sulla torta è davvero tanta roba! Complimenti Brandon, ti auguro (per te e anche per noi!) che questa sia la prima di una lunga serie di “seratone” da festeggiare da veri “ciucàt”!