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Il pagellone della Serie A: Sassari e Trento, dalle stalle alle stelle

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1 a Sassari: voto che vale per tutti, nessuno escluso, dal presidente ai giocatori, fino ai tifosi. Prestazione da dimenticare, pubblico che fischia (possono anche avere ragione, ma il fischio in se ha poco conto, servirebbe qualcosa di più concreto!) e presidente che perde la testa. Di fronte c'era Trento, una delle squadre più belle e in forma del campionato, ma non è un alibi sufficiente per nessuno; la scalata al successo con tanto di triplete dello scorso anno, probabilmente ha tolto lucidità all'intero movimento sassarese che ora, tornato con i piedi per terra, fatica a trovare una sua dimensione. Società e tifosi troppo “giovani” sotto questo punto di vista, devono ancora farsi le ossa, e se a questo aggiungiamo giocatori che ci lasciano perplessi sul loro rendimento, ecco che forse abbiamo trovato un po' di argomenti da sistemare. Per riprendere il cammino serve serenità, e l'ambiente ostile non aiuta.

2 a Varese: una partita passata in televisione, ma che ci auguriamo abbiano visto in pochi, soprattutto i bambini, perchè ha fatto venire la pelle d'oca più di film di Dario Argento! Brutta caduta quella dei biancorossi, che non solo hanno subito Avellino a tutto campo, ma non hanno nemmeno provato a reagire dopo la sfuriata dell'allenatore e dopo i fischi del pubblico. A tutto questo aggiungiamo (non è un alibi, ci mancherebbe, perchè puoi perdere la partita pur salvando la faccia!) che Ukic è uscito a metà incontro per infortunio, Faye ha fatto due tempi a tenersi una coscia e Kuksiks era in campo nonostante le condizioni precarie: pensare che due partite a settimana per disputare una coppa con questo roster siano troppe è un azzardo? Mah, lasciamo ad ognuno il proprio pensiero e le proprie priorità, ciò non toglie che la classifica della Serie A non sorrida tanto quanto quella della Europe Cup, e di fronte ora, ci saranno ostacoli molto complessi da superare.

3 a Venezia: 103 punti subiti in casa da Cantù. Serve aggiungere altro per giustificare questo voto? Sinceramente non riusciamo a spiegarci come possa la squadra di Recalcati passare da prestazioni “da urlo” a quelle “da fischi” come in questo caso. Qualcuno sui social ha pure azzardato un'ipotesi che è ancora più spaventosa dei 103 punti presi, e cioè: “manca Ress”. Speriamo vivamente che fosse una battuta perchè altrimenti i tifosi veneti avrebbero davvero molto di cui preoccuparsi! Appurato il fatto che un personaggio del calibro dell'azzurro sia fondamentale nel gioco di Venezia, ci chiediamo: l'assenza di Tomas è un motivo sufficiente per permettere ad Abass di aprire in due il quintetto di casa in quel modo? Il capitano biancoblu ha ricoperto quasi tutti i ruoli disponibili e nessuno è stato capace di limitarlo: forse ci fosse stato Ress avrebbe difeso! (scusate l'ironia)

4 a Torino: cambia l'avversario, cambiano le giornate, cambiano anche i protagonisti della Manital, ma non cambia mai il risultato. A fare una gita nella città della Mole questa settimana era Pistoia che cercava di lasciarsi alle spalle le ultime sconfitte per riprendere la testa della classifica; i ragazzi di Bechi in realtà hanno provato a vincere, di questo dobbiamo dargli atto, anzi, sono riusciti a portare i toscani ai supplementari, ma poi, nel finale si sono persi Filloy che ha avuto il tempo di: tentare la tripla del sorpasso, sbagliarla, raccogliere il rimbalzo, passarla a Blackshear e permettere a quest'ultimo di depositare il pallone nel canestro per il definitivo 87-88. Ok, ho impiegato più tempo io a scriverlo che loro ad eseguirlo, questo è vero, ma è altrettanto vero che Torino ha presentato una difesa un po' “timida” nell'azione decisiva. Sfortuna o altro dietro a questa sconfitta? A voi la scelta.

5 a Reggio Emilia: ma la Grissin Bon ha vinto, perchè è insufficiente? In realtà, se Sassari, Varese e Venezia non l'avessero combinata così grossa la voglia era quella di dare 1 a Reggio, un voto di protesta, ma visto il mal di fegato che hanno fatto venire le altre, ci limitiamo ad un 5. Ai ragazzi di Reggio vorrei porre una domanda: quando sei avanti di un canestro pieno e a 20″ dalla fine vedi il tuo capitano uscire per 5 falli per aver giustamente fermato il gioco impedendo agli avversari di costruire la tripla del pareggio, cosa non ti è chiaro di quel fallo? Hai forse pensato che Rimas fosse caduto addosso a Simon per caso? Andiamo oltre: Sei nuovamente avanti di 3 punti e Milano tenta la tripla (perchè tu non hai fatto fallo!) che cosa ti passa per la testa nel momento in cui decidi di amputare un braccio a Cinciarini subito dopo che il pallone sia uscito dalle sue mani regalandogli 3 liberi? Ok, un errore ci sta. Torni in lunetta, avanti ancora di 3 punti e cosa fai nell'ultima azione? Ovviamente fallo su Gentile mentre prova la tripla dall'angolo. Senza parole!

6 a Pistoia, per aver ritrovato, con molta fatica, la vittoria a Torino. La formazione di Esposito torna in testa, meritatamente, non tanto per l'andamento dell'incontro (in cui ci sono stati veri e propri momenti di blackout), ma per la determinazione messa fino alla sirena finale. Torino ha cambiato molto in queste ultime settimane, e preparare l'incontro non era certamente facile, ma Pistoia è stata capace di mantenere alta la concentrazione fino alla fine e, anche quando la tripla di Filloy non è andata a segno, ha saputo sfruttare gli ultimi secondi a disposizione per rimediare. Complimenti, bell'esempio di società che riesce ad uscire da un paio di prestazioni sottotono grazie ad un vero gruppo.

7 a Cantù: ai brianzoli l'arrivo dell'inverno siberiano ha portato un vero e proprio cambiamento di rotta. Abass fa la voce grossa, ma anche gli altri non sono da meno e riescono ad espugnare un palazzetto come quello della Reyer. Passare i cento punti è già un'impresa, farlo in un campo avversario è ancora più difficile, ma Cantù durante l'incontro non se n'è nemmeno resa conto; il quintetto biancoblu sembrava una macchina da guerra: sia che la palla arrivasse da un recupero, o da un rimbalzo difensivo o semplicemente da una rimessa a fondo campo, i ragazzi di Corbani attraversavano il campo e mettevano in moto i loro schemi, liberando uno alla volta tutti i suoi giocatori. Attendiamo la conferma di questa nuova “fabbrica di canestri” per la prossima settimana, per capire quanto questi 103 punti fossero frutto di una serata di grazia, e quanto invece (e secondo noi tanto!) fosse frutto del talento dei suoi elementi.

8 a Cremona che continua senza intoppi la sua scalata al vertice. La formazione di Pancotto è sempre più una certezza, e il rientro di Vitali, a volte protagonista al tiro, altre con ruoli in regia o dietro le quinte, ma sempre fondamentali, ha riempito quel buco che ad inizio campionato ci aveva lasciati perplessi. Contro Bologna la vittoria non era così scontata, perchè le V nere arrivavano da un successo che aveva davvero dato morale e grinta; infatti, l'incontro è sempre stato in perfetto equilibrio e a fare la differenza è stato solo un finale tutto a favore dei padroni di casa che, invece di tremare, hanno saputo stringere i denti e aumentare il ritmo. I complimenti per le vittorie di Cremona li abbiamo finiti, perchè ormai fa parte delle “grandi” e ci aspettiamo sempre prestazioni di altissimo livello; ora partiranno quelli per le conferme, che di settimana in settimana si fanno sempre più solide.

9 ad Abass: meriterebbe 10…e lode, ma sembreremmo ripetitivi, perchè il giovane talento made in Cantù è alla sua seconda prestazione da MVP assoluto nell'arco di tre gare. Anzi, se proprio volessimo essere precisi, questa settimana è stato ancora più impressionante di quindici giorni fa! Volete i numeri? Siete sicuri di avere un quadro cardiologico in grado di reggere? Non ci assumiamo responsabilità, a vostro rischio e pericolo: 34 punti in 40 minuti con 5/5 da 2, 5/7 da 3, 9/11 ai liberi, 10 rimbalzi, 2 schiacciate, 2 assist e 44 di valutazione. Scusate ma di cosa dovremmo parlare ancora? Questo è un fenomeno vero, ha 22 anni e fino ad ora ha lavorato sodo senza mai attirare su di se i riflettori, senza pretese e senza bisogno di qualcuno che lo spingesse; ha vestito con onore la maglia azzurra, anche se agli occhi dei media è passato inosservato, ed ora, che potrebbe togliersi non un sassolino, ma un masso grosso come la catena del Monte Rosa dalla scarpa cosa fa? Semplice: gioca a basket, si diverte e porta alla vittoria la squadra che l'ha cresciuto ed ha creduto in lui. Complimenti al giocatore e all'uomo!

10 a Trento, perchè è troppo bella da vedere in campo. Vince sul parquet dei campioni d'Italia con una disinvoltura quasi imbarazzante, portando ben sei giocatori in doppia cifra; tutto ciò, dopo aver comunque giocato in settimana un'importante sfida europea che le ha regalato il passaggio del turno (alla sua prima esperienza internazionale). Oltre agli applausi cosa possiamo aggiungere? In teoria niente, ma noi siamo “velenosi”, quindi vorremmo sottolineare un altro dato (che farà innervosire molti, ma siamo qui per questo!): andate a leggere il roster di Trento e poi riflettere. Abbiamo un elenco di ottimi giocatori, azzurri o stranieri che siano, un allenatore forse troppo sottovalutato (confronto i grandi nomi) e un budget che è la metà o forse meno di molti altri, più “titolati”; eppure Trento è lì, in testa alla classifica, con il secondo turno di Eurocup in tasca e con tanta voglia di continuare a lottare tra le grandi. Questa riflessione vale per tutti: per i milionari che ogni anno cambiano l'intero roster, continuando a sbagliare e per le “nobili decadute” che lamentano un budget limitato come scusa per acquisti improponibili. Trento è bella, vincente…ed intelligente!