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Il pagellone della Serie A: Boatright ridà speranze all’Orlandina

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1 anche questa settimana lo diamo a Varese, perchè questa era la partita più importante del girone di ritorno, era un jolly da giocarsi in modo differente, era il gettone d'oro per allontanarsi da angosce e paure, che invece ora sono ancora più opprimenti di prima. 35 minuti di nulla, con il solo Kangur a capire l'importanza di questa vittoria (sarà anche in campo con la bombola dell'ossigeno e con un paletto per tenere dritta la schiena, ma è l'unico lucido e consapevole della gravità della situazione!), poi, ecco che Ferrero da solo, morso dalla tarantola (o dall'orgoglio), riesce a recuperare il distacco riportando addirittura i biancorossi avanti, peccato che un finale punto a punto sia sempre un rischio, e infatti, vince l'Orlandina. Una sola domanda: se in 5 minuti siete stati capaci di giocare a basket, perchè nei precedenti 35 no? Mistero! Fermiamoci qui che è meglio…

2 lo diamo senza ombra di dubbio a Venezia per aver perso l'ennesima partita in casa e per aver fatto trovare fuori dal palazzetto la valigia ad un allenatore del calibro di Charlie Recalcati. Di fronte c'era Sassari, va bene, ma una squadra come la Reyer partita con grandi ambizioni non può buttare al vento quelli che dovevano essere gli scontri diretti per il vertice. Quest'ennesima sconfitta la porta fuori dalla zona playoff, un obiettivo che, visto il roster, doveva essere una certezza dalla prima all'ultima giornata; cosa sia successo (infortuni a parte) e cosa si sia rotto non lo sappiamo, tutto ciò che vediamo è una squadra incapace di reagire nei momenti difficili, soprattutto nei finali in volata, e tutto ciò non avviene solo con le grandi, ma con qualsiasi formazione sia in grado di mettere determinazione nei momenti fondamentali del match. Bisogno di un nuovo allenatore, o bisogno di uno psicologo motivatore? Mah…

3 anche questa settimana va a Cantù, che sembrerebbe troppo affezionata a questo numero. Ci spiace per i brianzoli, ma, se parliamo di roster per la Reyer, lo stesso discorso vale per loro, anzi, c'è pure l'aggravante dei rinforzi. Perdere a Brindisi, visto il buon momento della formazione di Bucchi ci poteva anche stare, ma non con 18 punti di scarto! Non avremmo mai pensato di dover dire una cosa simile, ma la Cantù di inizio campionato forse ci piaceva di più. Adesso arriveranno gli intenditori a dirci “lasciateli lavorare, devono riformare il gruppo inserendo i nuovi arrivati” ok, ci sta, ma nel frattempo che loro lavorano, le partite vanno avanti e i playoff, visto il ritmo delle prime appaiono sempre più lontani: lavorate pure con calma, perchè mettersi fretta?

4 a Trento, per il momento nero, costellato da un paio di sconfitte di troppo, compresa questa casalinga con Avellino. Gli irpini appaiono imbattibili ultimamente, ma dove finiscono i loro meriti, iniziano i demeriti degli avversari, e in questo caso entra in gioco Trento, che, nonostante il favore del parquet amico, con tanto di pubblico a favore, non è stata in grado di giocare 4 tempi con la stessa intensità, permettendo ai biancoverdi di conquistare le Dolomiti. In realtà le Dolomiti, nel senso cestistico del termine (ossia Wright e Pascolo) il loro compito l'hanno svolto, e guardando gli esterni, beh, non ci sono grandi “buchi”; ma allora cosa manca a Trento? Forse l'Eurocup ha tolto energie ai trentini, sporcando anche le percentuali al tiro, o impendendo loro di difendere con lucidità fino alla fine; dovremmo studiare approfonditamente le ultime prove dei ragazzi di Buscaglia per capirlo, ma una certezza già l'abbiamo: qualsiasi sia il motivo, anche questa volta la causa della sconfitta è da cercare nell'ultimo quarto, perchè il parziale di 13-34 ha permesso ad Avellino di sorpassare ed allungare. Le Final Eight saranno la prova del nove per capire da dove nascano le difficoltà dell'Aquila, a meno che, un obiettivo così importante, non riesca a tirar fuori la grinta e la determinazione a cui eravamo abituati.

5 a Pistoia, non tanto per la sconfitta in se, ma per aver ceduto proprio quando la vittoria era ad un passo. Il tira e molla della squadra di Esposito ha mandato in tilt tutti, anche gli stessi giocatori: sotto di 6 punti, poi di 16, ad inizio ripresa tutto torna in perfetta parità, poi torna avanti Milano, Pistoia recupera, e alla fine: break dell'EA7 che si aggiudica la vittoria. Scusate, è venuto mal di testa anche a me, scrivendolo!  Eppure la Giorgio Tesi Group ci ispira fiducia, perchè al contrario di altre che, quando cadono, impiegano 3 o 4 turni per recuperare, i toscani, hanno fatto progressi dal girone d'andata e sono in grado di rifarsi già alla prima occasione: sarà il palcoscenico della Coppa Italia a vedere nuovamente vincente Pistoia o dovremo attendere il prossimo turno di campionato? Non amo fare pronostici, ma a volte, in competizioni come la Coppa Italia, le ambizioni delle “nuove scoperte” sono più forti del talento degli squadroni, quindi, questa sconfitta non deve essere letta per forza come un lato negativo, magari è stata quel fattore in più da aggiungere nel momento in cui verrà alzata la palla a due al Forum!

6 a Brindisi, che forse meriterebbe di più, ma metà del merito sarebbe da condividere con i brianzoli, che hanno fatto poco o nulla per aggiudicarsi l'incontro. La squadra di Bucchi è uscita dal periodo nero visto a fine girone d'andata, rimettendosi in corsa per i playoff. Peccato l'assenza dalla Coppa Italia, ma questa beffa potrebbe servire per caricare ulteriormente i ragazzi che stanno dimostrando una volta in più, il loro reale valore, quando possono lavorare senza impedimenti in settimana. Con questo passo, i playoff saranno un obiettivo raggiungibile, anche se, non tutte le settimane di fronte ci sarà gente che alza bandiera bianca già nei primi dieci minuti!

7 a Milano che torna vittoriosa da un campo difficile come quello di Pistoia, vincendo una partita dai due volti, che ha costretto Repesa a tenere alta la concentrazione fino alla sirena del quarantesimo. Il finale incandescente, gestito con superiorità dimostra la crescita dell'EA7, che ora, saldamente in testa alla classifica, si è trasformata da brutto anatroccolo a splendido cigno; in fondo, con quel roster, era ovvio che prima o poi la corazzata diventasse tale, era solo questione di tempo e noi eravamo qui in attesa. Ora però, le Final Eight di Coppa Italia dovranno dimostrare che la trasformazione è terminata, visto per di più che luna tra le due principali rivali (Reggio, perchè Sassari è in recupero!) è vittima di una serie di infortuni da viaggio a Lourdes, e soprattutto, visto che il parquet della manifestazione sarà proprio quello del Forum. Una vera potenza non può lasciarsi sfuggire una simile occasione, vero? Noi saremo comodamente seduti in tribuna ad osservare questa dura battaglia.

8 lo diamo nuovamente a Cremona, ed in particolare a Fabio Mian per i 22 punti e per la determinazione messa in campo nel momento in cui Cremona sembrava in difficoltà. Torino con l'arrivo di Eyenga e con il rientro di Dyson sta diventando un osso duro per molti, infatti, nel primo tempo l'inerzia del gioco sembrava saldamente nelle mani della Manital, con la Vanoli ad inseguire quasi faticando; ma il break messo a segno al rientro dagli spogliatoi ha ridato colorito ad un pubblico più bianco dei cadaveri, che alla fine invece ha potuto festeggiare vittoria e primato in classifica: se non è un sogno che si avvera questo, ditemi voi per che cosa dovremmo festeggiare?! Cremona è costante, bella e vincente, e a volte anche fortunata, va ammesso, ma la fortuna la si conquista con tanto lavoro in palestra e con una mentalità positiva. Bravi, e questo, speriamo sia solo l'inizio…

9 ad Avellino perchè non smette di stupirci. Sembra totalmente un'altra squadra da quella vista ad inizio campionato; la “cura Sacripanti” alla fine sta pagando, e con gli interessi. Per di più va sottolineata la competenza e la bravura nello scegliere gli innesti in corsa, ed ecco qui, servita una torta perfetta, con tanto di ciliegina glassata in cima. Li attendiamo questo weekend al Forum, perchè, con la qualificazione conquistata all'ultimo secondo, e con questa forma smagliante potrebbero davvero regalarci soddisfazioni.

10 a Ryan Boatright, esterno tuttofare dell'Orlandina che, assieme ai suoi compagni è riuscito a rimettere in gioco la salvezza, battendo Varese ai piedi del Sacro Monte: 31 punti con percentuali stratosferiche: 7/11 da 2, 5/7 da 3 2/2 ai liberi per un totale di 33 di valutazione. I varesini non hanno trovato in 27 minuti in cui è stato in campo, una difesa efficace, le medie infatti, sono frutto di talento (tanto!), ma anche di diversi tiri comodi, presi nei momenti di amnesia biancorossa, la stessa amnesia che ha permesso a Ryan di mettere a segno ad un secondo dal termine, il canestro della vittoria. Partita da applausi e canestro da standing ovation: vittoria meritata e prestazione da 10 e lode. Complimenti!