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Corbani: “Ci manca ancora un pezzo”

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Coach Fabio Corbani commenta così la sconfitta della sua Acqua Vitasnella a Pistoia: “Innanzitutto devo fare i complimenti alla Giorgio Tesi Group che ha disputato un’ottima prestazione  e nel momento in cui noi abbiamo messo la testa avanti e potevamo prendere l’inerzia ha avuto la forza di tornare in controllo. E’ bello giocare in palazzetti pien…
 
Coach Fabio Corbani commenta così la sconfitta della sua Acqua Vitasnella a Pistoia: “Innanzitutto devo fare i complimenti alla Giorgio Tesi Group che ha disputato un’ottima prestazione  e nel momento in cui noi abbiamo messo la testa avanti e potevamo prendere l’inerzia ha avuto la forza di tornare in controllo. E’ bello giocare in palazzetti pieni anche se ti sono avversari e ti tifano contro perché questo regala emozioni a noi e ai giocatori. Credo sia stata una buona partita in cui ho avuto risposte importanti nei momenti chiave. Avevamo l’idea di attaccare Pistoia con i pick e roll perché eravamo convinti che ci avrebbero sfidato al tiro con i nostri lunghi. Ci siamo un po’ bloccati nella prima parte di gara perché non abbiamo segnato queste conclusioni aperte. E’ chiaro che se avessimo realizzato quella serie di triple con i nostri centri probabilmente il match sarebbe radicalmente cambiato”.
 
“Abbiamo quindi deciso – ha continuato l’allenatore della Pallacanestro Cantù – di giocare in un modo differente rinunciando a dei tiri e scegliendo noi quando prenderli. Abbiamo riaperto la partita facendo giostrare LaQuinton Ross nei due ruoli di ala, cosa che quest’anno avevamo fatto poco, perché stavamo perdendo la sfida dal punto di vista fisico e inserire lui come numero “3” ci garantiva maggiore stazza. Ci attendevamo di fare progressi in difesa invece siamo andati meglio in attacco con la squadra un po’ più lenta rispetto alle nostre abitudini”.
 
“Avevamo deciso di rischiare – ha aggiunto coach Corbani – lasciando qualche libertà a Kirk per togliere il tiro agli esterni di Pistoia. Ci ha però messo in difficoltà Moore che ha iniziato a segnare da tre punti, anche contro una nostra buona difesa. La partita è diventata quindi complicata perché abbiamo iniziato a ballare un po’. La nostra è una squadra costruita per attaccare e giocare a un ritmo elevato. C’è questa difficoltà di distinguere punteggio alto da cattiva difesa. Se giochi camminando ai 24 secondi è ovvio che concedi meno punti agli avversari, ma ne segni meno anche tu. Bisogna capire il rapporto tra azioni offensive concesse e canestri subiti. Noi non possiamo avere come obiettivo i 60 punti perché faremmo una bella apparente figura, ma non vinceremmo mai non avendo grossi corpi in mezzo all’area”.
 
“Da 15 giorni – ha concluso l’allenatore bianco –blu – siamo senza il cambio del play. Adoriamo Langston Hall, ma la nostra idea era tenerlo in campo per 25 minuti di grande intensità ed energia. Ora in questa posizione facciamo giocare Hasbrouck, cosa che però non ci permette di garantire le giuste rotazioni agli altri esterni. La sensazione effettivamente è ci manchi un pezzo. Siamo andati in vantaggio, ma non siamo riusciti, come in altre occasioni, a portare a casa la vittoria. Sicuramente in classifica avremmo potuto avere dei punti in più, ma è chiaro che ci manca qualcosa”.

Ufficio Stampa Pallacanestro Cantù