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Cervi: “Credo sia giusto puntare a rimanere tra le prime quattro”

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Dall'intervista de “La Pagina del Cestista” a Riccardo Cervi.

-Stagione meravigliosa questa ad Avellino, spesso hai parlato dell'affetto dei tifosi verso questi colori, cosa significa per te essere un giocatore della Scandone?

Devo dire che la tifoseria avellinese ha una passione che mi ha stupito, contagiosa. Nonostante il palazzetto fosse semivuoto durante le prime partite, la curva bastava per riempire il Del Mauro. Inoltre far parte del gruppo che sta facendo rinascere la passione in questa città è una sensazione unica.

-Nella semifinale di coppa contro Trento sei stato a dir poco decisivo, 19 punti (9 su 10 ai liberi) compreso un rimbalzo in attacco decisivo (dopo hai subito fallo segnando entrambi i liberi). Cosa hai provato dopo quella partita?

Sapevamo che i loro lunghi erano diversi dai nostri, con pro e contro. Io ed Ivan siamo stati bravi ad approfittarne e posso dire che è stata una delle partite più emozionanti che abbia mai giocato.

-Sei un classe '91, c'è ancora tanta strada davanti, ma stai dimostrando una cosa che mi piace sottolineare, sei già un idolo dei tifosi biancoverdi. Cosa provi quando riscontri tutta questa fiducia?

Non è così difficile conquistare i tifosi avellinesi, la loro priorità è vedere chi li rappresenta lottare davvero per la vittoria e non per statistiche personali o altro. Inoltre cerco di imparare qualche parola locale che mi fa integrare molto meglio.

-L'anno scorso sei andato vicino a vincere lo scudetto, quest'anno con la Scandone state facendo una stagione meravigliosa, 7 vittorie consecutive in campionato (9 con la coppa), vi siete posti qualche obiettivo?

Credo sia giusto puntare a rimanere tra le prime quattro in modo da avere le partite importanti in casa nei playoff.

-Qualche anno fa hai vinto un argento con la Nazionale Italiana Under 20 agli europei, sei stato eletto miglior giovane e miglior stoppatore del campionato italiano di A2 nel 2011/12 vinto con Reggio Emilia, squadra con cui hai vinto anche un EuroChallenge. Ma dovendo scegliere, qual è stato il momento che ricordi particolarmente della tua carriera?

Direi la vittoria della Legadue perché mi ha fatto capire quante emozioni può dare lo sport a chi lo vive e chi lo guarda immedesimandosi in noi, vidi molte persone piangere di gioia.

-Si dice che in Italia ci sia una carenza di centri. Eppure ho notato che forse si da troppo poco peso alle tue prestazioni, o per esempio quelle di Cusin. Siete il classico esempio che il talento c'è eccome, ma forse qualche volta bisogna crederci di più. Qual è il tuo parere su questa cosa?

Sinceramente durante i campionati giovanili di ragazzi oltre i 2 metri ce n'erano tanti, il motivo per cui si affermano in pochi non saprei identificarlo. C'è anche da dire che il centro è un ruolo particolare, fa tante cose fondamentali che non risultano nelle statistiche, come blocchi, aiuti difensivi o semplicemente far muovere la difesa.

-I tuoi video spopolano sul web, mi piace molto questo lato di Riccardo Cervi, perché si sente di meno il distacco tra professionista e appassionato. Quando hai iniziato a fare questi sketch?

Cinque anni fa più o meno. È una delle mie passioni principali insieme alla chitarra e al piano che ho da poco cominciato, mi piace condividere più umorismo possibile sui social, oltre ai soliti post da giocatore.

-Qual è il tuo sogno come giocatore (se puoi svelarlo)?

Il mio sogno è non svegliarmi mai.