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Capo, Di Carlo: “Bisogna rimboccarsi le maniche”

Luigi Liguori 28 gennaio 2018
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Coach Gennaro Di Carlo commenta così nel post-gara di Betaland Capo d’Orlando – Segafredo Virtus Bologna: “È stata una partita complicata perché Bologna ha fatto una gara molto dura e ruvida, cercando di colpirci sotto canestro e coinvolgendo le guardie. Loro hanno iniziato molto bene, segnando anche dei tiri difficili, noi siamo riusciti solo dopo ad arginarli e ci ha tenuti in gara l’ottima partita di Stojanovic, che è andato in ospedale per accertamenti dopo la sua brutta caduta e speriamo non ci sia nulla di grave. Nonostante nel corso della gara abbiamo fatto alcune cose che ci hanno consentito di prendere buoni tiri non siamo stati fortunati. Purtroppo il basket è spietato, bisogna tenere botta e reagire. L’unione di questo gruppo deve darci la forza per andare avanti. Dobbiamo a tutti i costi tornare a vincere, una vittoria ci farebbe sgomberare la testa da tanti pensieri negativi. Sinceramente contavo molto su questa partita, nel preparare la gara vedevo negli occhi dei ragazzi tanta voglia, ma non siamo riusciti ad approcciare bene perché loro sono entrati in campo in modo molto duro. Adesso bisogna rimboccarsi le maniche, non ci sono altre strade, bisogna lavorare per prendere una vittoria prima possibile. Oggi raccogliamo molto meno di quanto produciamo. I ragazzi ci provano, ma i risultati non sono come vorremmo, perché in campo bisogna anche avere la forza di superare pressioni e difficoltà che non sono paragonabili, naturalmente, a quelle che si incontrano in allenamento. È fondamentale che i ragazzi credano in quello che fanno, in queste situazioni i gruppi tendono a sfaldarsi, ma per fortuna non è il nostro caso. Dentro di me c’è tanta rabbia, perché vedo che non ci manca tanto, ma il basket tante volte è fatto di inerzia, e quella facciamo sempre tanta fatica a prenderla”.

Fonte: Ufficio Stampa Orlandina Basket 

Luigi Liguori

Figlio d'arte con una passione per la pallacanestro, il giornalismo e l'Economia (se dello Sport ancora meglio). In passato ha collaborato con la LNP, BasketNet, Basketmercato, Il Roma e SuperBasket. In televisione ha iniziato con la sua prima telecronaca su SportItalia all'età di 17 anni fino ad essere ospite fisso tra il 2014 ed il 2015 per "SiBasket" con l'amico (ed anche correlatore di laurea triennale) Matteo Gandini. Quattro Final Four di Eurolega, troppe per contarle Finali di Coppa Italia, un giorno vorrebbe anche seguire una Finals di NBA. Laureato in Triennale in Economia Aziendale e Management dello Sport, in Magistrale sia in International Business Management che in Marketing, cerca di aiutare sempre il prossimo e non ha paura di nuove sfide. Ha vissuto a Napoli, Milano e Parigi: il suo sogno? Lavorare negli Stati Uniti ... se per una franchigia di NBA ancora meglio. La sua frase preferita è "Il peccato più grande è convincersi dell'inutilità dell'onestà", Beppe Severgnini.

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