LOADING

Type to search

Cantù ora sa chiudere con le big anche in rimonta: Avellino ko

Paolo Corio 4 marzo 2018
Share

Quando il rientrante Randy Culpepper si è ritrovato in lunetta a due secondi scarsi dalla sirena con tra le mani i due palloni del definitivo 83-82 su Avellino, il pensiero ci è subito corso all’altrettanto rocambolesco finale contro la Reyer Venezia, quando il libero di un potenzialmente letale gioco da 4 punti della funambolica guardia statunitense si stampò invece sul ferro, con successivo supplementare. Allora, sconfitta poi per 93-92, la “banda” della Red October venne fatta rientrare in campo dagli applausi del pubblico canturino che voleva comunque ringraziarla per la battaglia a viso aperto ingaggiata contro i campioni d’Italia. Questa volta capitan Parrillo (3 punti, 1 assist) e compagni sono invece rimasti direttamente sul parquet per il giro d’onore dopo una vittoria che ne certifica un ulteriore salto di qualità: quello del riuscire a chiudere rimonte che un tempo si spegnevano invece beffardamente proprio sul bello.

Iper-perfezionista per sua stessa ammissione, nel post-gara coach Marco Sodini ha puntato l’indice contro il terribile terzo quarto dei suoi (“in cui difensivamente abbiamo concesso troppe cose dentro l’area, senza più produrre nulla in transizione dall’altra parte del campo”), ma l’analisi globale non può ovviamente che essere positiva. Sia perché questa Cantù, dopo l’ormai già storica vittoria di Firenze sull’EA7 Milano, dimostra di non avere alcun timore reverenziale verso le “big” del Campionato, sia perché – ancora orfana di Crosariol (e ancora tutto da valutare il suo problema alla schiena) – ha comunque dimostrato di saper continuare a gestire le emergenze con una serenità quasi irriverente. A partire da Jaime Smith, sempre più leader offensivo (20 punti e tanta regia in quasi 32’ di impiego) tanto quanto lo è risultato ancora una volta a tutto tondo Jeremy Chappell (7 punti, ma anche 4 rimbalzi e 6 assist, più la solita abbondante dose di difesa).

Menzione speciale anche per Charles Thomas, che nella sua simpatica bizzarria – dopo il canestro da oltre l’arco di Brindisi e la conseguente “eroica” Final 8 – deve probabilmente considerarsi il Robin Hood della Brianza: per lui 4 centri su 5 triple tentate anche contro la Sidigas, con ripetuto gesto dell’arciere che estrae la freccia dalla faretra e 16 totali a referto, più 4 rimbalzi, 3 assist e non pochi sforzi nel cercare di contenere difensivamente il carro armato Fesenko (15 punti e 14 rimbalzi in 32’, con 33 di valutazione che ne fanno di gran lunga il migliore degli irpini).

Doppia cifra (10) e buona prova in regia (3 assist) anche per David Cournooh, mentre per quanto imbrigliato dalla rete difensiva approntata da coach Sacripanti, Christian Burns (8 punti, 7 rimbalzi) è invece riuscito a neutralizzare a sua volta Leunen: una sola tripla a referto per il regista aggiunto della Sidigas, più 9 rimbalzi, 6 assist… e 5 palle perse, inclusa la scellerata rimessa che a 6” dalla sirena ha di fatto lanciato in contropiede Culpepper per l’azione decisiva.

Discreto anche l’esordio del nuovo lungo brianzolo Perry Ellis: 8 punti, con 4/5 da sotto ma anche 0/2 nelle triple, con l’aggiunta di un paio di rimbalzi e qualche minuto di buona difesa su Leunen in alternanza a Burns. “Tuttavia ha trovato giocate solo sulla linea di fondo, mentre per ruolo deve anche smistare la palla”, il commento finale di coach Sodini dell’ultimo arrivato. Che sotto la sua guida non potrà far comunque altro che… perfezionarsi.

Tags:
Paolo Corio

Il giornalismo come lavoro, il basket come passione. Il massimo riuscire a unirli come accaduto ad esempio in passato con Superbasket, La Prealpina e Panorama.it. E ora con The Basketball Post.

  • 1