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Cantù lotta, ma Milano non perde mai il controllo: il derby è dell’Olimpia

Fabrizio Fasanella 17 dicembre 2017
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Pur senza brillare, l’Olimpia rimane in controllo per 40 minuti e vince il derby lombardo contro Cantù, tornando al successo dopo due settimane di digiuno. I brianzoli, reduci da un primo tempo difensivamente negativo, reagiscono con orgoglio nella ripresa e permettono agli avversari di non scappare, ma il talento, la profondità e la circolazione di Milano hanno la meglio. I padroni di casa, ancora lontani dalla quadratura del cerchio, ringraziano un fenomenale Goudelock, autore di 23 punti senza andare a segno nel primo quarto di gioco; prestazione positiva anche per Micov (15 punti), Tarczewski (13 punti e 9 rimbalzi al suo esordio casalingo in LBA) e Abass (13 punti). Tra gli ospiti, invece, brillano Thomas (20 punti) e Burns (16 punti e 8 rimbalzi).

CANTÙ TIENE IL PASSO DI MILANO – Il protagonista dei primi 5 minuti di partita è Jerrells con due palle rubate, un canestro in contropiede e un paio di triple ravvicinate che permettono a Milano di tentare il primo allungo sul 16-9 (8-0 di parziale). Cantù, però, in uscita dal timeout rientra a -1 grazie a due canestri “di fisico” di Burns e mette la testa avanti (18-19) sfruttando il guizzo di Thomas. Poi l’Olimpia torna in carreggiata grazie al semi-gancio di Pascolo e al tap-in con fallo di Tarczewski, ma Cinciarini commette un fallo banale sull’ultimo tiro di Cournooh (2/2 dalla lunetta) e il punteggio al decimo è fermo sul 30-26.

L’EA7 PROVA A SCAPPARE GRAZIE A GOUDELOCK (12 PUNTI NEL 2°QUARTO) – L’Olimpia inizia il secondo periodo con il giusto approccio. Micov risponde a Thomas, poi Goudelock infila una tripla importante e Micov segna di nuovo: 37-28 per Milano a 7 minuti abbondanti dalla fine della frazione (break di 7-0). Cantù è con le spalle al muro e prova ad aggrapparsi ai punti di Chappell e Crosariol, ma l’attacco dell’EA7 lavora bene e Goudelock è letale in penetrazione (altri tre canestri per il Mini Mamba). I padroni di casa, quindi, vanno all’intervallo sopra 50-41 e con l’amaro in bocca a causa dell’incredibile layup in transizione sbagliato da Pascolo nel finale del quarto.

CANTÙ RIENTRA, MILANO REAGISCE – Abass e Theodore aggiornano il massimo vantaggio biancorosso (+12), ma la difesa di Cantù sale di livello e Milano si blocca in attacco per qualche minuto: le due triple di Thomas e Culpepper, di conseguenza, accorciano a -6 (55-49) lo svantaggio brianzolo e coach Pianigiani chiama timeout dopo un’infrazione di 24 secondi. In uscita, gli ospiti sbagliano tre canestri banali da sotto e Goudelock, dall’altra parte, ne approfitta con la tripla del +9. Quindi Chappell commette un fallo tecnico e ancora Goudelock realizza due “bombe” ravvicinate che fanno sprofondare i canturini. L’inerzia è tutta di Milano e Gudaitis schiaccia su assist di Cinciarini: 71-58 per l’EA7 al trentesimo.

STESSO COPIONE DEL TERZO QUARTO: L’OLIMPIA VINCE IL DERBY – Palle perse, attacco fermo, tiri liberi sbagliati e difesa blanda: Milano mostra il suo volto peggiore all’inizio del quarto periodo. Dall’altra parte, Thomas segna 6 punti importanti, Burns firma il tap-in del -7 e la gara è riaperta (6 minuti rimasti sul cronometro). Come nel terzo quarto, però, Cantù sbaglia un canestro facile per avvicinarsi ancora di più agli avversari e i milanesi non perdonano l’errore: Theodore scrive 2, Micov realizza in contropiede in seguito alla stoppata di Tarczewski e l’EA7 vola sul +9 a 4’30’’ dalla fine. La tripla di Jerrells e i liberi di Tarczewski e Micov, quindi, riportano i meneghini in doppia cifra di vantaggio (84-71 a 3 minuti dal termine), Theodore sigla il colpo del +15 e Cantù, nonostante le “bombe” di Smith e Thomas, deve arrendersi.

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Fabrizio Fasanella

Nasce a Milano, dove vive tuttora, l’1 Novembre del 1996. Studia comunicazione e società all’Università degli Studi di Milano dopo cinque anni di liceo delle scienze umane opzione economico-sociale all’Istituto Tenca. Gioca a basket dalla terza elementare alla quinta superiore, girando diverse società milanesi e dell’hinterland. Appassionato ed esperto della stella dei Nuggets Danilo Gallinari, nel 2010 apre una pagina Facebook a lui dedicata che gli permette di farsi notare e di avere la possibilità di unire le sue due più grandi passioni: la pallacanestro e la scrittura giornalistica. All’inizio della stagione 2012-13 comincia a pubblicare i primi articoli sull’Olimpia Milano per ScoutingCenter.net (la “vecchia” versione di The Basketball Post) e già nel 2014, a 18 anni nemmeno compiuti, ha l’opportunità di vivere da giornalista accreditato le Final Four di Euroleague a Milano e le finali scudetto (nei match al Forum d’Assago) tra l’Olimpia e la Mens Sana. Verso la fine del 2014 diventa, tra le altre collaborazioni, vice responsabile di Redazione del sito assieme ad Alessandra Conti. Su Facebook lo trovate sulla pagina “Fabrizio Fasanella’s Basketball Articles”. I suoi giocatori preferiti di sempre sono il già citato ‘Gallo’, Ray Allen, Kobe Bryant, Vassilis Spanoulis, Manu Ginobili e Sasha Djordjevic. Sul web scrive anche di benessere e sport all'aria aperta.

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