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Bologna, difesa e cuore contro Avellino: 81-66

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IN SINTESI – Seconda vittoria interna consecutiva per la Obiettivo Lavoro che porta a casa i due punti con merito e abbandona l'ultimo posto della classifica, grazie ad una prova solida e corale. Dopo lo stop di Varese, riparte la marcia degli uomini di Valli, che hanno condotto per l'intero match, soffrendo solo l'ovvio tentativo di rimonta degli ospiti nella ripresa, subito rintuzzato. La chiave del match é stata la supremazia in area dei bolognesi (a rimbalzo e in difesa) e il pessimo avvio della Sidigas. L'entusiasmo rinnovato che genera una vittoria come questa dará nuova linfa per due trasferte consecutive per nulla facili, a Cremona e Trento, che daranno risposte su questa Virtus, senza Ray e col nuovo assetto.

1' QUARTO – Cominciano ottimamente i ragazzi di Valli, con qualche buono spunto da sotto scattano in testa anche se qualche palla persa di troppo non permette di allungare. Due recuperi di Gaddy finalizzati entrambi da Williams creano il primo break che Sacripanti cerca di gestire immediatamente (12-4 al 6'). I bianconeri si cercano con azioni complesse che non sempre vanno a buon fine ma che danno buoni segnali a Valli, Fells trova i punti alla Unipol dopo essersi mangiato una schiacciata, gli irpini mettono punti a tabellone solo in maniera sporadica e fortunosa e Gaddy firma il massimo vantaggio proprio sul finire di parziale.

2' QUARTO – La Obiettivo Lavoro accelera con una sequenza impressionante, Odom brucia la retina servito da Gaddy, Vitali é una peste difensiva e un suo recupero con schiacciata esalta il palazzo, ancora il play bianconero serve un magnifico assist a Odom che concretizza un gioco da 3, Fontecchio da 3, Pittman da ballerino: Avellino é sulle ginocchia e senza idee (32-14 al 14'). Le due compagini si scambiano colpo su colpo fino alla sirena, il margine resta ampio e abbondante per i bolognesi, anche se i biancoverdi si rifanno sotto grazie all'energia di Nunnally e a qualche disattenzione, Odom la chiude come aveva iniziato, con una tripla dall'arco.

3' QUARTO – Pittman prende riflettori e applausi per alcune giocate da highlight, nei primi due minuti comanda lui, sia in difesa (Buva annichilito) che in avanti. Fells si guadagna un antisportivo che converte riportando la Virtus sopra quota 20 di vantaggio. I lupi avellinesi trovano punti da oltre l'arco ma Williams, molto convincente, replica con la stessa moneta e un po' di buona sorte (55-37 al 24'). Vitali agisce da play e da leader in assenza di Gaddy, non lucidissimo, la OL gioca decisa e convinta e mantiene agevolmente la doppia cifra di vantaggio, anche se qualche momento di appannamento e qualche fallo banale riavvicina la Sidigas (58-47 al 27'). Il gioco però si fa convulso, il pressing e il ritmo alto di Sacripanti fanno soffrire i padroni di casa e non contribuiscono a mostrare un bel basket in questo periodo, ma aiutano gli ospiti a rientrare con un parziale importante.

4' QUARTO – Buva dopo tre periodi di nulla mette due canestri che spaventano la Unipol, la Obiettivo Lavoro sembra aver smarrito le sicurezze iniziali ma Mazzola e Williams sistemano la situazione con giocate e canestri fondamentali. Valli inserisce i titolari e il gioco acquista di fluidità (68-59 al 35'), specialmente quando alla fine si serve il centro di peso: Pittman prende il possesso dell'area e ne mette quattro di fila, con l'ultima affondata da antologia e aggiuntivo, per il nuovo allungo. Mazzola mette la ciliegina sulla torta e gli ultimi due minuti servono solo a fissare lo scarto nell'ottica del doppio confronto

TURNING POINT – Nel momento del massimo sforzo di Avellino, con la Virtus in bambola per la difesa ordinata da Sacripanti, Mazzola trova un appoggio a canestro che ferma l'inerzia biancoverde. Il tap-in di Penny Williams all'azione successiva di fatto indirizza definitivamente la gara, che Pittman sigillerà poco dopo.

MVP – I numeri dicono che il centro texano ha dominato, ed é innegabile, facendolo solo a tratti, ma oggi non vogliamo premiare un uomo in particolare ma il collettivo, perché tutti hanno messo il mattone per i due punti: silenzioso ma efficace Williams, essenziale e lucido Odom, preziosi Vitali e Mazzola, sempre utili anche tutti gli altri non citati.

I NUMERI NON MENTONO – Odom perfetto dal campo (così come un ottimo Williams) nel primo tempo con 16 di valutazione, che la Virtus chiude con uno spaziale 14/18 da 2. Avellino alla fine perde ben 21 palloni che Sacripanti indica come elemento cardine per la sconfitta, dato che va a braccetto col 40% da 2. 41 rimbalzi totali di Pittman & co., altro dato per leggere il match, contro i 33 degli ospiti.

Fonte: Ufficio Stampa Virtus Bologna