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Bazarevich: “Dobbiamo stare attenti alla transizione di Avellino”

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Il coach dell’Acqua Vitasnella, Sergey Bazarevich, ha incontrato i giornalisti alla vigilia della gara contro la Sidigas: “Avellino è sicuramente una buona squadra che gioca bene insieme e che sta attraversando un ottimo momento. Dovremo stare attenti alla loro transizione per evitare di subire facili canestri e avere una cura particolare per Nunnally che è il loro principale riferimento offensivo”.

 

Parlando della sua formazione ritiene che sia meglio che Ukic e Hodge stiano in campo insieme o si alternino nel ruolo di playmaker?

 

Per prima cosa bisogna dire che fino all’arrivo di Lorbek non potevamo porci questa domanda perché di fatto avevamo solamente quattro giocatori per tre ruoli e dovevamo tenere in campo insieme anche Hodge ed Heslip pure se a volte questo ci costringeva, per ragioni di stazza, a cattivi accoppiamenti difensivi. Ci sono situazioni in cui sicuramente è meglio che Roko e Walter giochino insieme perché traiamo vantaggio dal fatto di avere due portatori di palla e due creatori e altre invece in cui è meglio avere un playmaker e un tiratore. Non c’è una condizione ideale, è importante essere versatili.

 

La sua squadra ha sofferto in passato di mancanza di continuità. E’ una cosa superata o teme che possa accadere nuovamente?

 

E’ quello che vedremo domenica.

 

Sacripanti ha detto in un’intervista che la Sidigas, pur non essendo la squadra più forte, è probabilmente quella che in questo momento sta giocando un po’ meglio. E’ d’accordo?

 

Si, mi sembra un’analisi corretta.

 

Milano resta la formazione più forte?

 

Si, perché l’Olimpia ha profondità e i giocatori di maggiore qualità. Credo che nell’arco di una stagione sia la squadra favorita.

 

Chalon ed Enisey hanno raggiunto i quarti di finale di Fiba Europe Cup. Ha rimpianti per come è finita la corsa della FoxTown?

 

In Coppa, che è una competizione più breve, è fondamentale la condizione di forma che si sta attraversando. E’ sufficiente perdere una gara, come è successo a noi, per essere eliminati. Lo so anche perché l’anno scorso la mia squadra ha vinto 19 partite di fila, ma è arrivata alla sfida decisiva con 4 giocatori infortunati e non ha superato il turno. E’ quello che è successo all’Unics in Eurocup. Sicuramente abbiamo dei rimpianti per non esserci qualificati agli ottavi, ma dobbiamo riconoscere che in Coppa avevamo rotazioni corte.

Fonte: Ufficio Stampa Pallacanestro Cantù