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La Red October Cantù e quella “Quota 24” che sdogana la parola playoff

Paolo Corio 26 marzo 2018
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Raggiunta in classifica la fatidica “Quota 24” con l’ennesima vittoria al cardiopalma su Torino per 93-90, in sala-stampa il capo-spedizione Marco Sodini mantiene la parola data: dichiara ormai scongiurato il rischio di finire negli abissi della zona retrocessione e installa appunto a “Quota 24” il nuovo campo-base della Red October Cantù per lanciare ufficialmente la sfida alla vetta dei playoff. Non è propriamente uno scoop, ma si sa che nello sport la scaramanzia vuole la sua parte e comunque – come già scritto in altre occasioni – il coach dei brianzoli ha sempre avuto il diritto e anche il dovere di ricordare a tutti, giocatori e tifosi, quale fosse il primo obiettivo di una stagione che definire a ostacoli è un simpatico eufemismo.

Ostacoli, appunto: oggi non più quelli finanziari (almeno non in un orizzonte a breve raggio), ma quelli esclusivamente sportivi di un Campionato che vede in arrivo il match pre-pasquale in quel di Brescia, quindi l’altrettanto insidiosa trasferta di Bologna prima del derby al PalaDesio con Milano e di un poker finale che vedrà Cantù affrontare tre avversarie naviganti nelle zone basse (Pesaro, Capo d’Orlando e Brindisi) ma non per questo meno insidiose, oltre alla quotata Reggio Emilia. “Da questo momento sarà difficilissimo, ma abbiamo le carte per competere e tutti i giocatori hanno la mia fiducia”, ha dichiarato sempre Coach Sodini. “Certo è che ora l’asticella si alza e per entrare nelle prime 8 non dobbiamo più avere partite come quella contro Venezia né commettere errori come quelli che hanno rischiato di farci perdere contro Torino”.

Ci sono quindi ancora margini per un’ulteriore evoluzione, specie nelle attenzioni difensive, anche se l’imprinting rimarrà probabilmente e giustamente quello di una squadra votata ad alti ritmi e punteggi (quello della Red October continua a essere il miglior attacco con 87.7 punti di media). Sono queste le armi che hanno portato Cantù a sconfessare chi la dava per morta ancora prima dell’inizio del torneo ed è logico che tali rimangano, anche perché quando i brianzoli cercano di modificare – rallentandoli – i tempi di gioco, finiscono sempre per andare loro stessi fuori giri. La squadra di coach Sodini, bravo a gestirla in tutte le sue spesso “originali” sfaccettature, è congenitamente fatta per giocare d’istinto tanto in difesa (cercando sempre l’anticipo per ripartire in contropiede) quanto in attacco, dove la palla gira anche spesso bene (come dimostrano i 18.3 assist a partita, dato inferiore solo al 18.5 di Sassari) ma dove a fare la differenza sono spesso le conclusioni cavate dal cilindro da Culpepper (20 punti e 8 passaggi vincenti contro Torino) e Thomas (17 nell’ultimo successo, con la tripla taglia-gambe del 90-87 a 20” dalla sirena infilata dopo aver sbagliato tutti i precedenti 5 tentativi da oltre l’arco). “Estemporaneità” che sono però ormai da fotografare come caratteristiche di un gruppo in cui non mancano però anche solide certezze: ovvero la consistente leadership di Chappell (determinante nella rimonta sulla Fiat dal -11 dell’intervallo non solo per i suoi 20 punti, 7 rimbalzi e 4 assist), l’inesauribile fisicità di Burns (10 punti, 16 rimbalzi anche nell’ultima vittoria per la 12a doppia doppia di stagione) e l’ormai pienamente ritrovata regia di Smith (14 punti, 7 assist contro Torino).

Inoltre, istinto e fisicità sono anche doti che si possono convogliare a livello tattico: a dimostrarlo la decisiva palla rubata negli ultimi secondi a Torino su rimessa, proprio come già accaduto nella vittoria interna contro Avellino. “Il che dimostra che ci lavoriamo in palestra, non è solo frutto della disattenzione degli avversari”, è stato il commento in merito di coach Marco Sodini. Al quale spetta ora anche il compito di velocizzare il più possibile l’inserimento di un Ellis (9 punti, 5.6 rimbalzi di media in quattro partite) che ha fatto sinora vedere solo a sprazzi le sue qualità, ma che può e deve essere qualcosa di più di un semplice cambio per dare fiato ai lunghi titolari. In attesa dell’altro “uomo in più”, cioè del rientro di Crosariol previsto al più tardi per il prossimo 7 aprile contro la Virtus Bologna dopo il lungo stop per problemi alla schiena.

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Paolo Corio

Il giornalismo come lavoro, il basket come passione. Il massimo riuscire a unirli come accaduto ad esempio in passato con Superbasket, La Prealpina e Panorama.it. E ora con The Basketball Post.

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