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Pianigiani: “Dovevamo avere una gran faccia tosta per restare in partita”

Matteo Bettoni 12 gennaio 2018
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Simone Pianigiani si  esprime così dopo la dura sconfitta contro il CSKA: “Sapevamo che sarebbe stata una partita molto dura, dovevamo avere una gran faccia tosta per riuscire a stare in partita contro di loro. Venivano da due sconfitte, sono venuti per massacrarci e per stabilire uno status. Con il tempo, abbiamo perso motore, il ritmo, ma bisogna dire che avevamo anche un play in meno anche se Cincia ha fatto molto bene. Loro sono venuti con occhi da playoff, hanno voluto darcene anche quaranta, hanno giocato sempre al massimo con il giusto spirito. Siamo stati anche sul punto di recuperare, una distanza accettabile poteva darci anche un po’ di fiducia che poi abbiamo perso. Sappiamo cosa ci manca, so che devo dare credito ai miei giocatori per come si sono allenati, per come abbiamo affrontato le diverse trasferte consecutive. Devo riconoscere a loro dei meriti sul piano globale. Noi non siamo Fener, Real Madrid o CSKA, ma ci sono squadre come noi che devono sopportare questi ritmi. Avete visto che alla fine tutti hanno giocato e dato tutto nonostante non fossero al massimo: Gudaitis ha persos 6 chili in una settimana, l’avete visto, non avevamo Theodore e Bertans ha recuperato all’ultimo. Per quanto riguarda Goudelock, come tutte le guardie durante questa stagione, non ha un problema particolare se non di fiducia come è è successo anche a Jerrells d’altronde. Per quanto riguarda la squadra, la cosa buona è che tutti ora capiscono che è fondamentale essere e stare in rotazione, arrivare in fondo, perdendo lavorando, ma dare tutto. Ovvio che il record comincia a pesare, ma se guardiamo tutte le squadre al di fuori delle prime quattro/cinque, vediamo che tutte quelle che stanno investendo in Europa, sono magari quinte o seste nel loro campionato nazionale come il Khimki o il Bamberg che stanno giocando una grande stagione in EuroLega. Noi vogliamo costruire in un modo che sia funzionale per tutti: stare tutti insieme e svolgere un progetto insieme che va oltre questa stagione dove vogliamo raccogliere qualcosa che possa confermare il progetto. Per farlo dobbiamo sfruttare anche partite come questa, per avvicinarsi ad un miglioramento che dobbiamo fare. Ciò porta via energie, giochi contro le grandi squadre e ciò ti logora, ma è così”

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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