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Cantù perde il derby da record con Milano, ma non la chance playoff

Paolo Corio 17 aprile 2018
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Dopo il blitz di Bologna, non è riuscito alla Red October il bis di Coppa Italia contro la capolista Olimpia Milano, che al PalaDesio – pur non dando una dimostrazione assoluta di forza – ha sempre condotto il derby di ritorno fino al conclusivo 93-98. Cinque punti di differenza, tanti quanti quelli che l’Armani ha messo insieme in poco più di un secondo con una tripla di Bertans a fine primo quarto da palla rimessa con soli 73 centesimi sul cronometro e con due liberi (su tre) di Goudelock per un più che evitabile fallo commesso da Cournooh a 36 centesimi dalla seconda sirena.

Intendiamoci: non sono stati quei 5 punti “regalati” nel primo tempo a fare la differenza in termini assoluti, ma quegli stessi punti sono l’indicatore di un’incapacità della Red October di rimanere dall’inizio alla fine con la testa nel match. Errori che si pagano cari contro una squadra come Milano e che Cantù ha pagato anche contro Venezia e Brescia, incontrate a loro volta nel percorso di guerra delle ultime cinque giornate, concluso con un bilancio di due vittorie (con Torino, oltre che con la Virtus) e tre sconfitte contro le “big” del torneo. Un bilancio tutto sommato positivo, anche se ora i brianzoli si trovano temporaneamente fuori dalla zona playoff, scivolati in un amen dal 6° al 9° posto di una fluidissima classifica. Che proprio perché tale può comunque essere riscalata negli ultimi quattro turni, in cui gli uomini di coach Sodini si ritroveranno in piena lotta salvezza: non la loro, ma quella di Pesaro, Capo d’Orlando e Brindisi, future avversarie insieme con Reggio Emilia.

Tutte squadre motivatissime a far risultato, ma certo meno strutturate offensivamente rispetto alle migliori del Campionato e contro le quali la Red October può allora far valere quel gioco di anticipi difensivi e contropiede che ha segnato sinora le sue migliori prestazioni. E che invece ha pagato dazio contro la solidità dell’EA7, in particolare nei confronti di Goudelock (22 punti, ma anche un inqualificabile gesto da tagliagole all’indirizzo del pubblico delle prime file) e degli altri tiratori dal perimetro di Milano (Jerrells 12, Bertans 11, Kuzminskas 10), tutti abilissimi a sfruttare gli slanci a vuoto di Culpepper e compagni sulle linee di passaggio avversarie.

In altre parole, contro attacchi meno letali la difesa non propriamente ortodossa della Red October può ricominciare a riscuotere crediti, con ovviamente l’obbligo di conservare il potenziale offensivo che l’ha resa protagonista di questo Campionato. Con Smith a duellare più che alla pari in regia con Cinciarini (26 punti e 5 assist per il play canturino, 11 punti e 7 assist per quello milanese), con Culpepper (20) ancora una volta prolifico prima di infortunarsi a una caviglia nel finale, con Burns a un passo dall’ennesima doppia-doppia (16 punti, 8 rimbalzi) e con Thomas efficace anche da sotto (17, con 5/9 da due), contro Milano è parzialmente mancato il contributo di Chappell (10, ma soprattutto meno incisività del solito nei momenti “clou”) e non si è quasi visto quello di Ellis (1 punto e 6 rimbalzi in 18’ sul parquet), nemmeno nel cercare di aiutare i compagni di reparto a contenere la presenza fisica del centrone avversario Gudaitis (16).

In attesa di rivedere Crosariol (in panchina e basta contro l’Armani), riuscire a inserire un po’ di più nei giochi l’ultimo arrivato sarebbe allora determinante nel poker finale che ha come posta i playoff di una stagione che è comunque già da record: i 6.297 spettatori del derby (8 in più di quelli presenti sempre al PalaDesio nel 2012 per il match di Eurolega contro il Barcellona) rappresentano infatti il nuovo primato assoluto di pubblico per il club brianzolo.

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Paolo Corio

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