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Tutta la beneficenza targata NBA. Dinwiddie, che sneaker!

Matteo Bettoni 25 Dicembre 2018
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“Guadagnano un sacco di soldi, per cosa? Per giocare a basket? Forse dovrebbero smetterla di pagarli così tanto, dovrebbero andare a lavorare”. Ormai non funziona più così. Non è più alla moda pensare che lo sport e gli sportivi non possano essere anche – e soprattutto – sbandieratori di cause sociali e politiche. Non nella NBA di oggi perché è proprio nello sport e nei personaggi sportivi che le più grandi cause sociali – come la beneficenza – possono trovare il motore propulsore della macchina che muove questo genere di iniziative.

“Siamo fin troppo ricchi, non abbiamo bisogno di tutti questi soldi. Altre persone sì. Perciò se non ne restituisci un po’ di quelli che hai guadagnato sei proprio uno st****o”

Ad introdurre un argomento così delicato è un’affermazione delicata e puntigliosa che, esattamente un anno fa, coach Gregg Popovich rivolse alla lega intera e a tutti gli addetti ai lavori, quelli che ad intervalli di 3, 4 o 5 anni firmano contratti dalle cifre stellari. Molte volte perciò, come dimostrano i fatti, sono proprio le superstar a dare vita ad iniziative benefiche tramite associazioni, sfruttando le feste o il nome che portano sulle spalle.

 

Russell Westbrook: assist-man fuori e dentro il campo

Russell Westbrook è sicuramente uno dei più attivi. Al momento, l’esterno degli Oklahoma City Thunder sta facendo registrare una media di 10 assist precisi a partita, ma quello più importante è sicuramente quello che arriva fuori dal campo. Il 16 dicembre, infatti, la sua WhyNotFoundation ha dato origine per il settimo anno consecutivo ad una festa natalizia su misura per i bambini della Urban League of Greater Oklahoma City, un servizio di dopo-scuola che la città offre alle famiglie.

Oltre alla gioia incontenibile nel vedere “Mister triple-double” all’ingresso della palestra della struttura, ai 350 bambini presenti nella struttura sono stati regalati zaini e scarpe, ovviamente, firmate Jordan direttamente dal playmaker di OKC che solo un mese fa, sempre con la sua fondazione in compagnia degli Oklahoma City Thunder, in occasione del Thanksgiving aveva servito un altro assist importante alla comunità della sua città: servire centinaia di pasti alle famiglie meno fortunate.

La beneficenza firmata OKC non si ferma qua. Mentre Russell Westbrook portava scarpe e zaini Jordan ai bambini della Urban League of Greater Oklahoma City, i suoi compagni Raymond Felton e Patrick Patterson erano impegnati in un altro paio di iniziative a scopo benefico: il compagno di reparto scriveva lettere insieme ai bambini del secondo Raymond Felton Holiday Festival for Big Brothers Big Sisters of Oklahoma, il lungo invece era impegnato in un pigiama party all’Harkins Theatres Bricktown.

Quando il design diventa una causa benefica

Creare un paio di scarpe tutto personalizzato è il sogno di qualsiasi piccolo bambino appassionato di palla a spicchi e sneakers. Spender Dinwiddie, tra i pochi fortunati, è riuscito a trasformare questo sogno in realtà. Swoosh o Three Stripes? Nessuna delle due. Nonostante il play abbia indossato entrambe all’inizio della sua carriera, né NikeAdidas hanno deciso di mettere sotto contratto uno dei candidati attuali al riconoscimento di Sesto Uomo dell’anno ( 17.6 punti, 2.5 rimbalzi, 5.1 assist a gara ) nella Lega più famosa del mondo.

Il tutto si realizza nel 2016. Dinwiddie decide di firmare a Brooklyn dopo annate difficili coi Pistons e i Bulls – coi tori non gioca nemmeno una gara – e nel periodo di off-season estivo vola in Cina con Jeremy Lin, suo compagno di squadra fino all’estate appena passata. Qui trova un brand deciso a dargli fiducia e mettergli a disposizione le chiavi del design.

Kickasso – nome dell’azienda cinese – accompagna Spencer da inizio stagione, fino ad ora fatta di 35 gare in cui il play dei Nets ha sfoggiato ben 35 paia di sneaker differenti nel colore e nel tema. Città che visiti, personaggi che trovi. Ed è così che il play decide di volta in volta lo stile delle sue scarpette da gioco, soprattutto per le città in cui i Nets sono ospitati a giocare. Dalle icone del mondo afro-americano ai personaggi delle sue anime preferite dal titolo Yu Yu Hakusho. Ci sono proprio tutti: Parks, Langston Hughes, Jesse Owens, Nelson Mandela, Harriet Tubman, Colin Kaepernick, Frederick Douglass e Muhammad Ali che potete vedere in pieno splendore sulla sua pagina instragrm ( qui ).

L’unione di Kickasso e Dinwiddie però ha in mente un unico obiettivo. Anche in questo caso si parla proprio di beneficenza.

“Con questi soldi posso dare l’opportunità a molti ragazzi di permettersi l’istruzione del college. Per me è abbastanza”

Lo scopo è semplice e chiaro. Dedicare i ricavi delle scarpe – che sul mercato avranno un prezzo di massimo 200 dollari – alla creazione di scuole, college per i ragazzi americani in difficoltà. Il motivo principale per cui la casa cinese – tra l’altro autrice di alcune scarpe del celebre wide receiver dei New York Giants Odell Beckam Jr – ha deciso di legarsi ad uno dei migliori assist-man dentro e fuori dal campo.

Fare del bene per creare del bene.

In NBA è tempo di season of giving.

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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