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Super Openjobmetis: lo strappo del primo quarto vale la vittoria finale

Matteo Bettoni 25 novembre 2018
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La vittoria casalinga della Openjobmetis è un trend e lo dicono le statistiche: sette delle ultime otto gare giocate tra le mura della Enerxenia Arena sono il tesoro di Varese che ora può puntare alla qualificazione alla Coppa Italia battendo una contendente diretta.

Così anche contro la Happy Casa Brindisi, i varesini la vincono grazie ad una partenza a cui la Openjobmetis ha abituato. A Varese frutta un parziale di 21-8 somministrando un’alta percentuale da due – 7 su 8 – e una difesa perfetta che collassa il pitturato dimostrando un’inaffidabilità dall’arco degli ospiti che migliora solo a secondo parziale già avviato.

E’ infatti dal 15esimo che la Happy Casa recupera un ritmo perduto – e forse mai trovato – rosicando punto dopo punto con gli attacchi in area dell’ex Banks e un Brown sempre energico. L’appoggio che batte la sirena del primo tempo vale il 42-35.

Il parziale di 18-8 con cui la Happy Casa tenta la rimonta nel secondo periodo è il simbolo che la Openjobmetis non può permettersi distrazioni e allora ecco che a montare in cattedra ci pensa Aleksa Avramovic dal silenzio dei suoi soli 4 punti nel primo tempo. Il serbo ne segna 11 nel solo terzo quarto marcando il destino degli ospiti e riconsegnando un vantaggio rassicurante ai varesini – 69 a 51 – ai quali bastano solo 16 punti – 7 di un Cain di nuovo in doppia-doppia – nell’ultimo quarto per portare a casa la gara.

Tabellino

Openjobmetis Varese: Scrubb 18, Avramovic 17, Cain 15 e 12 rimbalzi, Archie 11; 

Happy Casa Brindisi: Banks 18, Rush 15, Chappell 13 e 8 rimbalzi; 

Parziali

Singoli quarti: 24-12, 18-23, 27-16, 16-16; Progressivi:  24-12, 42-35, 69-51, 85-67

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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