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Pianigiani: “Troppo per noi il loro atletismo, ci abbiamo provato in tutti i modi”

Matteo Bettoni 27 gennaio 2018
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L’Armani Exchange raccoglie la quattordicesima sconfitta stagionale europea e il commento sulla gara contro il Maccabi di coach Pianigiani ha dato uno spaccato preciso sui punti che hanno fatto favorito la squadra israeliana per la vittoria finale:

Fisicità – “Il Maccabi ha giocato una grande partita. Quello che avevamo detto in sede di preparazione della gara l’abbiamo trovato poi in campo. Loro avevano troppo atletismo in campo con Norris Cole, DeShaun Thomas e Alex Tyus. Abbiamo provato a contrastare questo fatto, ma è stato troppo per noi e basta. Abbiamo provato a muovere la palla, ma il gap è stato troppo così come il livello di energie. Sono stati fondamentali come nella partita di andata i punti in contropiede e i rimbalzi in attacco che in questa partita hanno deciso, come quel tiro sbagliato e la schiacciata a rimbalzo per i cinquantasette punti alla fine del primo tempo”

Gli americani – “Loro sono sempre stati bravi con qualche pallone vagante, qualche tripla messa nel momento giusto, ma dobbiamo ammettere che rispetto a loro siamo indietro. Peccato perché come noi, anche loro hanno cambiato tanto, ma sono una squadra da playoff e poi hanno giocatori americani come Cole e Thomas che si sentono a casa giocano con questo sistema. Si trovano facilmente. Sono stati bravi fino dall’inizio a parlare questo linguaggio comune ed efficace”

Parole chiave: difesa – “Noi dovevamo fin dall’inizio spendere dei falli in più per cercare di fermare il ritmo però poi loro vanno avanti per la loro e per noi è stato problemi. In difesa dobbiamo vedere partite diverse da queste, siamo piccoli e meno atletici in alcune posizione e la differenza tra Italia, dove siamo primi, ed Europa è nota e i giocatori devono migliorare. Tra CSKA e questa abbiamo leggermente esagerato”

 

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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