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Numbers, AX Olimpia Milano – Baskonia Vitoria-Gasteiz ai raggi X

Matteo Bettoni 22 novembre 2018
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L’AX Olimpia Milano conquista la sesta vittoria stagionale in un match complicato sia dal punto di vista fisico sia mentale. Al Forum, Milano si candida come una squadra a stampo sempre più europeo.


I numeri

Andiamo ad analizzare i momenti e i numeri chiave della gara

James e Vlado: che coppia, 45% del fatturato milanese

Sono loro che accendono il motore della squadra e poi di nuovo spingono nel momento più delicato della gara per mantenere il vantaggio. Nel primo periodo, il gioco dell’Armani Exchange funziona bene in area perché Mike James e Vlado Micov trovano con scioltezza la soluzione Kaleb Tarczewski che da dentro fa 3 su 3 dal campo, poi il serbo decide di voler essere anche scoring-machine e allora ecco che piovono tre triple – il 3/4 di Micov alla fine del primo quarto è anche quello della squadra – valide per il primo allungo sul 23-16 di fine primo periodo. La musica non cambia nel terzo quarto: il Baskonia rientra forte dagli spogliatoi trovando efficacia nel pitturato – 26 su 38 dopo 30′ – ma l’AX tiene in mano il vantaggio grazie alla fiammata della coppia James-Micov: dalla tripla del 50-43 dell’americano al canestro di Micov per il 66-57, la retina del Baskonia viene completamente bruciata da 19 punti consecutivi del duo milanese. Saranno 22 – su 26 totali – i punti segnati da una delle coppie più letali di questa Eurolega. 42 quelli finali.

Milano va e poi rallenta: il Baskonia c’è

Milano accelera, ma gli ospiti tengono bene il passo e come si è visto in gran parte delle gare europee dell’Armani Exchange, nel terzo quarto si presenta il momento più delicato. Vero che Micov e James tengono da soli in piedi la squadra sul versante offensivo, ma il Baskonia attacca con cattiveria ferendo più volte il pitturato milanese. Poirier e Shengelia fanno la voce grossa da dentro – segnano 10 punti in due – ma sono supportati anche dal fuoco dei tre punti dove Janning e Vildoza centrano 3 delle 4 triple – su 12 tentativi – a buon fine per i baschi fino al 30′. Episodio molto simile nella forma si era presentato nei 10 minuti precedenti: Milano manda a segno 5 bombe consecutive – in realtà interrotte solo da due tiri liberi – per avanzare sul 44 a 34, poi però arrivano due palle perse sanguinose di Mike James. La rimonta del Baskonia siglata Shengelia e un and-one di Shields si concretizza in un parziale di 9-0 per il 44-43.

L’uomo del quarto periodo: Jeff Brooks

Trovare il ritmo in una gara così complicata e a tratti nervosa non è semplice soprattutto se in mattinata non sei stato bene. Jeff Brooks fuori dai giochi? Fino a qualche ora prima sembrava un’ipotesi concreta, sarebbe stata emergenza anche per il reparto lunghi oltre che quello degli esterni – viste le assenza di Della Valle e Nedovic – ma poi tutto si è risolto. Brooks in campo per fare la differenza quando conta nella sua migliore prestazione di Eurolega. Il referto registra 12 punti e 7 rimbalzi finali ma gli episodi che cambiano la gara si presentano nel quarto periodo: Armani Exchange in difficoltà, subisce le iniziative dei baschi nel pitturato, 82-79 Olimpia. Poi la bomba di James e un’ottima difesa di Jerrells stimolano Brooks che in attacco fa 2+1 e nel possesso successivo colleziona un rimbalzo offensivo valido per un extra-possesso ossigenante per i padroni di casa. Ma non finisce così perché negli ultimi 11 secondi, l’americano naturalizzato italiano stampa due stoppate decisive: prima sul 91-87, poi a 0.6″ dalla sirena, sul 93-90, per rimediare ad una brutta palla persa del compagno Micov.

Baskonia sprecona in lunetta

4 su 11 dalla lunetta. Troppi i punti lasciati in lunetta dal Vitoria-Gasteiz, soprattutto se si parla di una gara in trasferta sul parquet dell’Armani Exchange. Principale indiziato: Shengelia con un pessimo 0/6 che costa anche possibili vantaggi agli ospiti. Nel secondo quarto, i baschi potevano incrementare i punti nel parziale di 9-0 segnano altri due liberi proprio con Shengelia che spreca e dà la possibilità a Brooks di segnare poi la tripla del +4. Saranno ancora più dolori i liberi sbagliati un quarto più tardi, quando sul 69-64 il georgiano spara a salve di nuovo e dall’altra parte Kuzminskas andrà per il 71-64 e un nuovo allungo.

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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