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Nba, una opening night di fuoco

Matteo Bettoni 16 ottobre 2018
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I Philadelphia 76ers a Boston. Oklahoma City Thunder sul parquet dei Warriors. Bentornata Nba, bentornate notti di fuoco. Sì, perché con due gare così, tutti, tutto possiamo immaginare e aspettarci. Anzi, dobbiamo.

Boston difenderà il legno bianco verde come se dovesse essere gara -7 delle Nba Finals (obiettivo dei celtici) mentre Philadelphia cercherà di vendicarsi di una serie di playoff giocata sottotono l’anno scorso (sconfitti 4-1). Per Gordon Hayward – così come per tutta Boston – è la seconda prima volta dopo un infortunio troppo severo per un talento come il suo, troppa l’attesa per rivederlo in campo: Kyrie, Hayward e Horford potrebbero essere i nuovi padroni della Eastern Conference anche grazie ai loro scudieri Jaylen Brown, Jayson Tatum e Terry Rozier.

Tre ragazzi, tre talenti cresciuti obbligatoriamente e prematuramente per portare sulle loro spalle una città intera e tutte le aspettative dell’anno passato. Le colonne portanti di Philadelphia 76ers, Joel Embiid e Ben Simmons hanno imparato dagli errori delle semifinali di playoff 2017-18: il duro lavoro estivo li ha rafforzati e ora fanno davvero paura. Markelle Fultz sembra in piena forma e con una meccanica più fluida. J.J. Redick è rimasto a Philly per continuare a bombardare i canestri avversari da oltre l’arco. Dario Saric e Robert Covington sono più che mai gli aghi della bilancia su entrambi i lati del campo.

Si prospetta una gara di fuoco. E siamo solo alla prima.

Ne vedremo delle belle anche dall’altra parte degli States. Fino a quando Kevin Durant e Russell Westbrook vestiranno le maglie di Golden State e Oklahoma, tuoni e battaglie, faccia a faccia saranno un habitué. Questa notte il numero 0 dei Thunder non ci sarà (operazione al ginocchio per lui questa estate), un po’ di pepe in meno. Ma è pur sempre la prima gara della stagione e i Warriors saranno premiati con gli anelli per la vittoria della stagione scorsa. Un motivo in più per Steven Adams e Paul George per rovinare la festa, non c’è ragione di credere che non proveranno a farlo.

Due squadre che non si sono mai amate. Neanche quando Westbrook e KD erano dalla stessa parte come Batman e Robin. Quando i Thunder erano ad un passo per davvero dalle Nba Finals 2015-16, un passo mai fatto proprio contro Golden State. Una ferita mai guarita e ancora sanguinante. Lo sarà fino a quando Durant vestirà l’uniforme bianco-giallo-blu. Un dolore che però si trasforma in astio in occasioni come quella che, questa notte, terrà il mondo del basket attaccato agli schermi.

I semafori si stanno per accendere. La stagione parte in quarta. Buon divertimento a tutti!

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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