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Milano, che rischio. James fa 81-80 a 3” dalla fine e Khimki battuto

Matteo Bettoni 25 ottobre 2018
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Finalmente anche la prima in casa. L’Armani Exchange strappa la prima vittoria casalinga in Europa negli ultimi secondi della partita. 81-80 il risultato finale di una gara in cui gli uomini di Pianigiani erano chiamati a ripetere la grande impresa del Pireo.

Peccato che a mettere i bastoni tra le ruote ci fosse il Khimki Moscow: difficoltà nel pitturato difensivo dell’AX e 50% da oltre l’arco. Milano termina in svantaggio 39-45 il primo tempo a causa di un sontuoso Jordan Mickey (14 punti nel secondo quarto) ma anche tante disattenzioni a rimbalzo difensivo di cui Simone Pianigiani si vuole subito liberare. La risoluzione ai problemi dell’Armani Exchange si palesa in Dairis Bertans – autore di tre bombe nel terzo quarto – e l’apporto di Gudaitis sotto canestro per completare una rimonta che si trasforma in vittoria a soli 3 secondi dalla fine quando Mike James consegna la vittoria ai milanesi dalla lunetta.

I numeri della gara

Milano tenta subito la fuga. Il Khimiki sta al passo

Nel primo quarto grazie ad un Mike James protagonista in ogni scambio coi suoi lunghi, l’Armani Exchange tenta di mettere l’impronta sulla gara, ma il Khimki c’è ed è molto caldo: se da dentro, la percentuale risulta bassa (2/7) i russi sfruttano la lentezza difensiva dei milanesi puntando sul tiro dall’arco. Bost, Shved e Jenkins permettono con 4 triple di restare al passo osservando solo un -3 (23-20) sul tabellino alla fine dei primi 10′.

Il talento di Jordan Mickey

I guai grossi del primo tempo si presentano a Milano come un grande spavento. I 14 punti di Jordan Mickey nel solo secondo quarto mettono in evidenza la momentanea pigrizia difensiva dell’Armani Exchange. Nel parziale di 7-0 che apre il secondo quarto, sono suoi 5 punti, poi una schiacciata e altri 4 canestri nel pitturato che fanno inginocchiare Milano sul -8 del 35-43. Il suo 78% dal campo è comunque l’immagine di una squadra che tira bene da ogni zona del campo: 9/16 da due e 7/18 da oltre l’arco dei tre punti. All’intervallo danno l’impressione di poter decidere la gara.

Bertans come un lampo

Partito in quintetto iniziale – vista la mancanza di Nedovic – nel primo tempo il lettone viaggia un po’ sottotono, poi al rientro dagli spogliatoi, la scena è tutta sua: il pareggio a quota 49 porta la sua sigla con una tripla dal vertice, poi altre due bombe e un canestro da dentro che sollevano l’Olimpia fino al +6 (66-60)

3: il numero della gara

Dopo 27 punti del terzo quarto, l’Olimpia entra a rilento nel quarto quarto e i russi del Khimki sfruttano l’occasione per portarsi avanti. Gli equilibri della gara in realtà non cambiano pesantemente, è una sfida punto a punto che vede il duo Mickey-Shved sfidare il duo tutto lituano Gudaitis e Kuzminskas, autore anche di una tripla del 69-66 a metà quarto. Gli episodi che tengono col fiato sospeso tutto il Forum arrivano proprio nel momento finale e sono quelli che decidono la gara. Già caldo con la tripla del 74-72, Monia spara e segna anche quella dolorosa del 78-80. In uscita dal timeout chiamato da Pianigiani, ogni responsabilità di James sembra infrangersi sulla mano di Bost, ma la stoppata è fallosa. James fa 3/3 dalla lunetta per l’81-80 finale a tre secondi dalla fine. Terza vittoria per l’Olimpia.

Shved: un uomo tuttofare

Se non segna – e si fa per dire – riesce comunque ad impensierire. Come? Distribuendo palloni per i compagni. I suoi 19 punti, segnati più dal tiro da dentro (4/9) e dai liberi (8/10) piuttosto che dall’armeria pesante dei tiri da tre (1/10), sono stati conditi da 10 assist derivanti dal fatto che più volte nel corso della gara, l’AX ha cercato di raddoppiare e applicare trappole con successo sul russo.

Rimbalzi: fattore chiave

Come era successo contro l’Olympiacos, anche con il Khimki Milano è riuscita a convertire un punto di domanda in certezza. Se avesse catturato più rimbalzi degli avversari, allora la partita sarebbe stata vinta. Così è stato. Nonostante un’altalenante prestazione sotto il ferro, soprattutto nel secondo quarto, l’Armani Exchange ha terminato la gara con uno scarto di 10 rimbalzi ai danni dei russi. 40 a 30 recita il conteggio, il distacco si è notato soprattutto in situazioni di attacco favorevoli all’Olimpia capace di garantire secondi possessi o l’occasione del rimbalzo offensivo che ha permesso a Kuzminskas di segnare il tap-in del 76-75. Imprescindibile sotto questo aspetto del gioco Arturas Gudaitis, che, alla fine, una mano, la dà sempre: 13 punti e 13 rimbalzi per il numero 7, sempre pronto a combattere sotto le plance.

 

QUI le parole di coach Bartzokas

QUIle parole di coach Simone Pianigiani

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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