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Cain e Archie ‘on fire’, Cremona risponde con Demps e Crawford

Matteo Bettoni 18 novembre 2018
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Varese si aggiudica il secondo derby stagionale, Cremona invece interrompe la corsa verso la vetta cedendo il passo ad una squadra capace di mandare ben quattro uomini in doppia-cifra.

Entriamo nei numeri della gara analizzando i passaggi chiave.

Secondo flop al PalaRadi

‘Mal di derby’ in casa Cremona. Dopo la sconfitta contro la Red October Cantù per 78-96, la Vanoli perde lo scontro casalingo anche con la Openjobmetis Varese. La squadra varesina non vinceva contro la squadra di Meo Sacchetti dal lontano 16 aprile 2016, ma questo lunch match è servito alla Openjobmetis per sfatare un altro piccolo tabù, un altro piccolo duello nel duello. Cremona interrompe così una striscia di due gara positive – in trasferta – contro Pistoia e Bologna ancora prima.

Partenza fiammante della Openjobmetis

La Vanoli non vede il canestro, mentre alla Openjobmetis sembra di tirare in una piscina. I padroni di casa segnano solo un tiro nei primi 7′ mentre gli ospiti hanno già allungato nel punteggio – 2 a 21 – non solo grazie alle mani caldissime di Tyler Cain e Dominique Archie ma anche – e soprattutto – per l’organizzazione difensiva. Reattività e corsa tout-court. Varese trasforma le 4 palle recuperate del primo quarto in una fonte di punti che regalano il +15 alla fine del primo quarto.

Quinta doppia-doppia di Tyler Cain in stagione

La partenza lenta per Tyler Cain è solo un ricordo. Dopo le due prestazioni da 3 punti e 5 rimbalzi e 5 punti con 6 rimbalzi in casa di Sassari, Cain non è più andato sotto la doppia cifra in una gara di campionato: 14 punti e 14 rimbalzi contro Trento, 13 e 11 con Trieste poi 15 e 10 nella sconfitta a Reggio Emilia e 11 punti conditi da 10 palloni catturati sotto canestro nell’ultima giornata di campionato. Oggi, Cain ha fatto registrare 16 punti e 13 rimbalzi, garantendo soprattutto sul lato offensivo una presenza costante e fastidiosa per la difesa di Cremona. Sono 8 infatti i rimbalzi offensivi che il centro americano ha trasformato in punti o in secondi possessi per la squadra varesina.

Crawford: l’uomo della rinascita

L’aria di rinascita nel secondo quarto passa prima per le mani di Mathiang, autore di 7 punti e 10 rimbalzi oltre ad essere il motore della squadra, ma il decollo definitivo appartiene a Crawford. L’americano, a secco entrando nel secondo parziale, prende in mano le redini della sua squadra e segna la bellezza di 11 punti nei soli secondi 10 minuti. Dal 18-32, il numero 22 della Vanoli segna tre bombe e un appoggio al ferro che consegnano alla Vanoli il 38-39. Nel secondo tempo, la sua presenza sarà annullata dalla buona difesa varesina, ma i canestri pesanti arrivano alla stessa maniera, soprattutto nell’ultimo quarto quando segna la tripla del 77-79 a un minuto dalla sirena. Saranno 22 per lui dopo 40′.

21 punti da tre nel secondo quarto

Cremona ricostruisce la sua rinascita proprio da oltre l’arco, fattore che era tanto mancato alla squadra di Sacchetti nel primo quarto quando i padroni di casa fanno 1 su 10. 21 dei 28 punti segnati infatti sono il frutto di una circolazione di palla ritrovata, ma nata anche dalla difesa più presente. 7 su 11 da tre è sinonimo di rimonta per la Vanoli nel segno di Crawford e Ruzzier per il 38 a 39 di fine primo tempo.

MVP: Dominique Archie

Ancora in trasferta, Dominque Archie fa registrare una prestazione magistrale. Sin dall’inizio della gara, lo statunitense ha i polpastrelli caldi: segna 9 punti dei primi 21 di Varese e poi continua la festa nel secondo parziale quando con la seconda tripla permette a Varese di andare sul +12 del 18-30. Dal punto di vista realizzativo però, la bomba più importante, se non il canestro più importante della gara, arriva proprio nel momento cruciale: in piena rimonta cremonese, l’americano manda a segno la tripla del 71-79 mettendo l’ipoteca sulla gara. La sua prestazions sarà condita poi da 7 rimbalzi.

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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