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Poca sostanza, tanta fatica. Eppure dopo un primo quarto da 25 punti in tutta scioltezza e un incoraggiante 5 su 8 da tre, la gara sembrava poter rotolare a favore dell’Armani Exchange, poi un parziale di 9-0 in apertura di secondo quarto, la difesa aggressiva e le tante ripartenze del Barcellona sono state le chiavi per bloccare Milano – nel gioco e nella mente – e costruire il vantaggio con cui i catalani hanno di fatto conquistato la gara.

90 a 80 il finale al Palau Blaugrana conquistato già nel terzo quarto quando, grazie ad un divario fisico troppo netto ed evidente, il Barça piazza un +20 che l’Armani Exchange non riesce a contrastare. Vittime anche di un Mike James a secco di triple al debutto nell’ultimo periodo – 0 su 5 dopo 30′ – Milano soffre nel pitturato – nonostante un Jeff Brooks da 7 rimbalzi – e le esplosioni dei catalani in campo aperto concedendo lo show ai vari Kuric, Tomic o Heurtel di turno. Solo nel finale, quando il play americano comincia a sentire la mano più calda, Milano accorcia a 13 punti di distanza con 2 minuti da giocare, ma sarà troppo tardi. 6-3 il record attuale di Milano, raggiunta in classifica dal Barcellona.

 La prima volta

La sconfitta del Palau Blaugrana – la terza europea – ha portato ai ragazzi di Pianigiani una prima volta: mai era successo all’Armani Exchange di subire uno svantaggio maggiore o uguale di 10 punti. Al Barcellona è riuscita un’impresa che nessuna squadra aveva concretizzato fino ad adesso.

Mani calde, poi il gelo

Milano apre bene il primo quarto con delle percentuali molto alte. E’ solita, in trasferta, ad usufruire maggiormente del tiro da tre punti e per 10 minuti la palla buca spesso la retina – 5 su 8 – grazie alla precisione di Micov e Brooks. Poi le mani si raffreddano: il Barcellona si accorge che l’Armani Exchange può fare davvero male da oltre l’arco e allora aggredisce i tiratori oltre l’arco dei tre punti. No bombe, no party. E così è perché Milano tira tanto, ma non trova la retina: prima dell’intervallo piovono 8 triple, ma è solo un tentativo di Jerrells ad inizio parziale a trovare la retina. Dopo la pausa, Milano tenta altre 9 volte. Risultato: 2 centri. Alla fine della gara, la percentuale da oltre l’arco equivale al 41.9%, ovvero 13 su 31, ma è troppo poco per sostenere un buon 17 su 34 interno. Non basteranno nemmeno 3 tiri da tre consecutivi di un Mike James freddo – e comunque da 19 punti e 10 assist – da oltre l’arco per 30 minuti – 0 su 5 – per migliorare le cose.

Sfida sotto le plance

Una sfida tra la quarta e la quinta migliore rimbalzista dell’intera Eurolega. 856 rimbalzi a testa dopo la nona gara europea, ma ad avere la meglio è stata la padrona di casa. Il conteggio totale dice 38 a 27, un distacco notevole che nella sfida diretta ha fatto la differenza. Lo sforzo complessivo e sistematico dei catalani contro i soli Jeff Brooks e Gudaitis, gli unici in grado di dare del filo da torcere alle torri blaugrana capaci di catturare 11 rimbalzi offensivi. Saranno 10 per Milano sotto le plance avversarie, un dato che può comunque tenere alto l’umore dei milanesi in vista delle prossime gare con Zalgiris e Gran Canaria.

 Il Barça decolla

I catalani si insinuano nella testa di Milano appena si presenta l’occasione. In apertura di terzo quarto, Heurtel e Oriola guidano per il parziale di 9-0 che sa tanto di prova generale per il lungo distacco che nascerà solo qualche minuto più tardi. Jerrells tenta di arginare da solo con 7 punti, ma gli esterni del Barça viaggiano velocemente e sfruttano le incursioni in area per tagliare le gambe all’Armani Exchange: Heurtel danneggia in prima persona e poi mette in ritmo anche i compagni come in occasione delle due bombe di Singleton che mandano sul +10 i padroni di casa. James ribatte, poi i blaugrana vanno sul 53-42 con Blazic e staccano definitivamente al rientro dagli spogliatoi. La voce grossa di Tomic e Kuric vale 10 dei 12 punti dell’allungo sul 65-49, poi Heurtel di nuovo e Blazic fanno registrare anche il +20 sul 74-54.

Tabellino:

FC Barcelona Lassa: Heurtel 20, Kuric 15, Tomic 12; 

Armani Exchange Olimpia Milano: James 19 e 10 assis, Brooks 17 e 7 rimbalzi, Gudaitis 13 e 6 rimbalzi, Kuzminskas 10, Jerrells 10; 

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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