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Focus, Cremona elimina Avellino: vince il basket da outsider di coach Sacchetti

Paolo Corio 15 febbraio 2018
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E’ un basket da outsider quello che coach Meo Sacchetti predica da tempo in Italia: ha iniziato con quella Final 8 che nel 2014 diede il via alla magia di Sassari al Forum di Milano, prosegue oggi al PalaMandela di Firenze con l’89-82 che manda a sorpresa Cremona in semifinale all’overtime alle spese di una quasi incredula Avellino.

Gli ingredienti? Una testarda convinzione nei propri mezzi e una serena incoscienza che porta comunque a provarci, perché in fondo ce ne si può solo guadagnare. Per quanto riguarda la prima, l’allenatore della Vanoli ha potuto ancora una volta contare sulla “vecchia guardia” rappresentata dai cugini Diener (19 punti per Drake, 8 assist per Travis), ai quali si è unita la leadership vincente di Johnson-Odom (18 punti, con 10/11 dalla lunetta, e 9 falli subiti per un 19 di valutazione che ne fa il migliore dei lombardi). Per la seconda, invece, ecco le triple nella prima parte i punti di Ricci (12) e nella seconda quelli di Martin (11, 7 dei quali nel supplementare), combinati con la prova in crescendo di un Sims (16 punti, 9 rimbalzi) bravo nel capire che doveva allontanarsi almeno un poco dal pitturato per non subire la fisicità di Fesenko e determinante sull’84-84 a toccare quel pallone che finisce poi nelle mani di Martin per l’82-86 che all’ultimo giro di lancetta fa quasi vedere il traguardo alla Vanoli e manda di sicuro in tilt i nervi di Avellino.

Cosa deve invece rimproverarsi la Sidigas? Oltre i tanti, troppi errori dalla lunetta (20/31), il non essere riuscita a sfruttare con continuità la fisicità di Fesenko: se all’inizio il centro ucraino (19 punti e altrettanti rimbalzi) sembrava un gigante tra i bambini in quel parco-giochi del basket che è in questi giorni il PalaMandela, il suo impatto è andato a esaurirsi con il passare dei minuti sia per merito della difesa della Vanoli sia anche per l’incapacità di sfruttarlo sino in gonfo da parte dei suoi compagni. E così ecco che la super-prova di Rich (30 punti) e l’altra in doppia cifra di D’Ercole (12 punti, con 4/7 da oltre l’arco), non è bastata a far valere la legge del più forte. Quella che coach Sacchetti ama sistematicamente ribaltare con il gruppo di ragazzi che gli riserva la sorte.

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Paolo Corio

Il giornalismo come lavoro, il basket come passione. Il massimo riuscire a unirli come accaduto ad esempio in passato con Superbasket, La Prealpina e Panorama.it. E ora con The Basketball Post.

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