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MaxiBasket Italia, Europei – Le partite del quarto giorno: gli Over 55 e Over 70 passano il turno

Fabrizio Fasanella 26 giugno 2018
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Due successi importanti ed una sconfitta nella quarta giornata degli Europei Maxibasket di Maribor. Italia vincente sia con la Over 70, che accede alla seconda fase piegando la Slovenia (55-43), autentica impresa della Over 55 di coach Bucci che passa il turno gelando la Russia. Niente da fare invece per la Over 55 di coach Angeretti travolta dai favoriti padroni di casa della Slovenia.

Domani altro cinque gare per le selezioni azzurre: apre la Over 60 contro la Moldavia, di seguito la Over 55 di Mario Boni contro la Slovenia, poi la Over 50 contro l’Austria, la Over 45 affronta la Lituania, chiude la Over 65 che sfiderà la Germania.

SLOVENIA VS OVER 55 B 90-61
Troppo duro l’ostacolo Slovenia per la Over 55 di coach Angeretti che regge sino all’intervallo contro una delle favorite del torneo. Gara subito in salita per gli azzurri colpiti da Oprckal e Zeleznikar, 10-1. Prova a scuotersi l’Italia che torna sotto grazie a Bassi e Petrosino, 22-15 alla prima sirena. Resistenza che dura, nonostante i falli prematuri di Bassi, sino alla pausa lunga, 40-29. Nella ripresa ancora Zeleznikar, ben spalleggiato da da Mikek e Bencan, dilatano il margine per i padroni di casa. Non bastano le fiammate di Fumagalli per arginare la valanga slovena, 90-61 il finale.
SLOVENIA: Zeleznikar 23, Mikek 18, Bencan 13
ITALIA: Fumagalli 19, Petrosino 16, Bassi 7

ITALIA OVER 55 A VS RUSSIA 60-59
Sfida infinita e con finale thrilling per il team di coach Alberto Bucci, che soffre ma doma la Russia. Gara in assoluta emergenza per gli azzurri che vanno sotto anche di 8 nella ripresa, 27-35, prima della rimonta vincente. Qualche chiamata arbitrale più che discutibile infiamma la gara, coach Bucci viene espulso per proteste e dalla bagarre l’Italia trae nuova energia. Sbarra guida lo stremato gruppo azzurro al sorpasso nei secondi finali, protagonisti anche Gianni e Bonino. Musumeci tiene avanti l’Italia, sull’ultimo possesso gran difesa di Porto e compagni che costringono ad un tiro sbilenco i russi, 60-59.
ITALIA: Sbarra, Bonino e Gianni 17
RUSSIA: Sergeev 25, Gorba e Potapov 11

SLOVENIA OVER 70 VS ITALIA 43-55
SLOVENIA: Tein 11, Segedin 10, Omahen )
ITALIA: Vento 10, Gambardella 9, Cavallini 7

 I veterani dell’Italia Over 70 si sbarazzano della Slovenia per 55 – 43 e volano alla seconda fase, in semifinaleItalia via col Vento – cioè con Vento Peppe da Trapani –che con i suoi tiri da fuori ha dato la prima spinta verso il successodi questa gara importanteDa bravi padri nobili della spedizione azzurra, i nostri Over 70 hanno dato il buon esempio alle altre formazioni azzurre confermandosi inossidabili e duri come l’acciaio dello sponsoValbruna.
 Non è mai facile giocare contro una formazione del Paese organizzatore, e la tradizione è stata confermata oggi, quando gli arbitri, uno croato, l’altro sloveno, hanno favorito gli slavi. “Non è stata una partita – ha commentato Comelli – è stata una battaglia, con molti, troppi colpi duri; peccato che gli arbitri ne abbiano perdonati troppi alla Slovenia, soprattutto quando le sorti della gara cominciavano a pendereseriamente verso l’Italia”. In ogni caso i nostri hanno fatto buon  viso a cattiva sorte e hanno superato anche questo imprevisto ostacolo.

Italia meglio attrezzata nel settore dei lunghi con D’Amico e Maresca, Slovenia pericolosa nel tiro da fuori, soprattutto con Branko Omahen (9 punti alla fine) e Primoz Segedin (10 punti).  Eppure il primo importante slancio azzurro è venuto dai tiri da fuori di Peppe Vento, cheha cominciato spanierando con sicurezza (3 su 3 all’inizio). Gli azzurri hanno preso il sopravvento e hanno chiuso in vantaggio il primo quarto 15-13. Nel secondo quarto le entrate di Comelli e di Cavallini, i canestri dei nostri centri D’Amico e Maresca, ben serviti dai compagni (delizioso un assist di Cavallini) hanno permesso all’Italia un break di 7 a zero (da 19-15 al 2° minuto a 26-14 al 4°).

Amnesy International – A questo punto però l’Italia ha rallentato. Nel senso che non ha difeso abbastanza sulle guardie tiratrici, che sono il punto di forza della Slovenia. Diciamo che le nostre guardie si sono dimenticate di difendere a dovere. Questa amnesia ci è costata cara, perché  i nostri avversari hanno potuto ricucire quasi tutto lo svantaggio portandosi a un punto (29-28) a 30 secondi dal riposo. Opportunamente richiamati da coach Giuliani, i nostri hanno rimediato alla “AmnesyInternational” del primo tempo e hanno ricominciato la loro marcia in vantaggio. Con gli aiutini forniti dagli arbitri, gli sloveni hanno di nuovo tentato la rimonta, ma sono stati tenuti a bada dai nostri.

Qui si è vista la tempra – davvero inossidabile – degli azzurri, che hanno saputo stringere i denti, resistendo non solo ai colpi – non puniti – degli avversari, ma anche alla tentazione di mandare a quel paese gli arbitri dopo fischi scopertamente filo-slavi. Da rilevare anche il fatto che i più esperti dei nostri hanno saputo collaborare in difesa con i compagni; preziosi, per fare l’esempio più evidente sono stati gli aiuti difensivi di Cavallini e di Gambardella – due lunghi – per arginare le guardie Omahen e Segedin. Il terzo quarto si è chiuso sul 41-38. Il peggio era passato, e gli azzurri sentivano l’odore del sangue, capivano di poter portare a casa la vittoria. Il momento magico della gara si è avuto al secondo minuto dell’ultimo quarto, quando Dino Rama ha rubato palla ed è volato in contropiede portando il vantaggio a 7 punti (45-38). Va detto che la sua azione è frutto di un miracolo di volontà, perché l’impagabile Dino ha giocato con un tendine d’Achille lesionato e ha resistito non si sa come al dolore, diventato forte, nella volata a canestro.

Rama l’aveva promesso alla vigilia: “Mi fa male la caviglia, ma la partita di domani è troppo importante. Magari muoio sul campo, ma farò l’impossibile per vincere”. Dino ha mantenuto la parola, la standing ovation è d’obbligo.
Dopo aver segnato, è tornato zoppicando in panchina. Speriamo che le cure del fisioterapista Massimiliano Paoltroni lo rimettano in sesto per le prossime gare. Ormai la partita aveva preso a questo punto una piega di un azzurro intenso, e a 7 minuti dalla fine D’Amico ha portato il nostro vantaggio a 9 punti (47-38). Gli sloveni hanno accusato il colpo. E le energie li hanno abbandonati minuto dopo minuto.

Nelle tre partite giocate finora i nostri settantenni – che non a caso abbiamo definito inossidabili – hanno chiuso l’ultimo quarto in condizioni atletico – fisiche migliori rispetto agli avversari. Buon segno per il futuro di questi Europei. Con gli sloveni ormai piegati, gli azzurri hanno ritoccato il massimo vantaggio con Vento e con Turra, chiudendo bene la prima fase: 55-43 il risultato finale.
Nella formazione slovena non ha potuto giocare Pino Giergia, grande campione del passato, una leggenda vivente per il basket dei bei tempi della Jugoslavia. Croato di Zara, ha però anche il passaporto sloveno, e a Maribor non si sono fatti scappare la possibilità di schierarlo con la Slovenia. Non ha giocato perché nella partita precedente ha beccato due tecnici e quindi è stato squalificato per un turno. Per nostra fortuna.

Si dirà che è Giergia, nato nel 1937, è vecchio,  ma non è vero. Tre anni fa nella World Champions League, una specie di Coppa del Mondo organizzata dalla Fimba, ha dato il suo bravo contributo (12 punti) alla vittoria della sua squadra nella categoria – attenti bene – Over 50! Ci sono stati baci e abbraccio fra Giergia e gli amici italiani che avevano giocato contro di lui tanti anni fa  – a cominciare dai goriziani Comelli e Turra. Giergia non è tuttavia il giocatore più anziano di questi Europei. È infatti superato dal nostro Giorgio Bortolozzi, nato anche lui nel 1937, ma otto mesi prima. Prima della partita Comelli e Turra, che vivevano a Gorizia, hanno ricordato le tante gare giocate nella vicina Slovenia. “Di quelle partite non ne abbiamo mai vinto una”, ha sottolineato Comelli. Beh, è stato sfatato un tabù. Tardi, ma è successo. Quando Comelli e Turra, ormai con i capelli bianchi, sono diventati azzurri Over 70. E inossidabili.
Per finire, ecco il tabellino degli azzurri.

Fonte: Team MaxiBasket Italia 

maxibasketitalia@gmail.com

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Fabrizio Fasanella

Nasce a Milano, dove vive tuttora, l’1 Novembre del 1996. Studia comunicazione e società all’Università degli Studi di Milano dopo cinque anni di liceo delle scienze umane opzione economico-sociale all’Istituto Tenca. Gioca a basket dalla terza elementare alla quinta superiore, girando diverse società milanesi e dell’hinterland. Appassionato ed esperto della stella dei Nuggets Danilo Gallinari, nel 2010 apre una pagina Facebook a lui dedicata che gli permette di farsi notare e di avere la possibilità di unire le sue due più grandi passioni: la pallacanestro e la scrittura giornalistica. All’inizio della stagione 2012-13 comincia a pubblicare i primi articoli sull’Olimpia Milano per ScoutingCenter.net (la “vecchia” versione di The Basketball Post) e già nel 2014, a 18 anni nemmeno compiuti, ha l’opportunità di vivere da giornalista accreditato le Final Four di Euroleague a Milano e le finali scudetto (nei match al Forum d’Assago) tra l’Olimpia e la Mens Sana. Verso la fine del 2014 diventa, tra le altre collaborazioni, vice responsabile di Redazione del sito assieme ad Alessandra Conti. Su Facebook lo trovate sulla pagina “Fabrizio Fasanella’s Basketball Articles”. I suoi giocatori preferiti di sempre sono il già citato ‘Gallo’, Ray Allen, Kobe Bryant, Vassilis Spanoulis, Manu Ginobili e Sasha Djordjevic. Sul web scrive anche di benessere e sport all'aria aperta.

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