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Teodosic: “In NBA giocherei per Spurs e Jazz”

Luigi Liguori 22 Giugno 2016
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L'idea di giocare in NBA non lascia indifferente Milos Teodosic. Su VICE ha rilasciato la seguente dichiarazione.
“Ogni giocatore, che voglia ammetterlo o no, ha il desiderio di giocare in NBA. Essere parte di quell'ambiente. Io credo che la qualità dell'NBA sia un pò calata negli ultimi cinque-dieci anni, ma è ancora la migliore lega al mondo. Io ho ancora il desiderio di mettere alla prova me stesso lì. Ovviamente non ovunque. Se dovessi lasciare l'Europa per l'NBA, sarebbe solo per alcune sutazioni dove sai di giocare.” 

SQUADRE CHE SCEGLIEREBBE.
“I San Antonio Spurs sarebbero una scelta, visto che hanno sviluppato un gioco molto più europeo giocano con molti extra-pass. Nella mia lista ci sono anche gli Utah Jazz. Il loro coach, Quin Snyder, è l'ex assistente di Ettore Messina (annata 2012/2013 a Mosca ndr) ed ha dimostrato tanto. E' un grande uomo ed uno dei coach più promettenti della lega. Mi conosce benissimo e credo potrei essere importante lì. Anche la struttra dei Jazz è solida con un sacco di giovani.”

Luigi Liguori

Figlio d'arte con una passione per la pallacanestro, il giornalismo e l'Economia (se dello Sport ancora meglio). In passato ha collaborato con la LNP, BasketNet, Basketmercato, Il Roma e SuperBasket. In televisione ha iniziato con la sua prima telecronaca su SportItalia all'età di 17 anni fino ad essere ospite fisso tra il 2014 ed il 2015 per "SiBasket" con l'amico (ed anche correlatore di laurea triennale) Matteo Gandini. Quattro Final Four di Eurolega, troppe per contarle Finali di Coppa Italia, un giorno vorrebbe anche seguire una Finals di NBA. Laureato in Triennale in Economia Aziendale e Management dello Sport, in Magistrale sia in International Business Management che in Marketing, cerca di aiutare sempre il prossimo e non ha paura di nuove sfide. Ha vissuto a Napoli, Milano e Parigi: il suo sogno? Lavorare negli Stati Uniti ... se per una franchigia di NBA ancora meglio. La sua frase preferita è "Il peccato più grande è convincersi dell'inutilità dell'onestà", Beppe Severgnini.

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