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L’Olimpia vince a Zagabria ma non basta

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Al quinto tentativo, anche senza i 20 punti di media di Alessandro Gentile, l’Olimpia vince in trasferta, vince a Zagabria, gioca una partita tutta cuore ma anche qualità però non basta. Vince 85-82 una gara che in parte è decisa dalla decisione di annullare il canestro di Charles Jenkins (del più nove) a 47 secondi dalla fine. I panni del killer li veste Fran Pilepic con otto punti negli ultimi 90 secondi. L’Olimpia doveva vincere di 10, è stata avanti anche di 16 ma nel primo tempo. Ha avuto diverse possibilità, ma ha segnato 85 punti e sofferto i falli di Lafayette e Simon nel primo tempo che hanno ammorbidito la difesa, che come al Pireo ha perso intensità nella ripresa concedendo 51 punti contro i 31 della prima metà gara. Robbie Hummel ha giocato una partita impressionante (21 punti), Kruno Simon ci ha provato tantissimo come tutti, ma con una rotazione ridotta perché anche Macvan – bravissimo nel primo tempo – non aveva grande autonomia, il calo è diventato anche fisiologico. L’Olimpia chiuderà la sua Eurolega venerdì al Forum contro Limoges per chiudere al quinto posto. Poi dal 5-6 gennaio sarà Eurocup.

IL PRIMO TEMPO – L’Olimpia parte un po’ molle in difesa e nei primi possessi concede buoni tiri da sotto che il Cedevita sfrutta per schizzare 6-2. Però l’attacco produce: McLean completa due giochi da tre punti, un altro lo produce Simon. L’Olimpia anche con qualche palla rubata rimonta, va avanti, allunga. Quando Robbie Hummel segna dall’angolo è addirittura 25-16, massimo vantaggio. Il Cedevita con due liberi di Jacob Pullen accorcia sul 25-18 alla fine del primo. Lafayette ripristina i nove punti di vantaggio, poi Jacob Pullen da tre riavvicina il cedevita a meno sei. Qui però Hummel, che svolge un grande lavoro a rimbalzo d’attacco, mette la seconda tripla e poco dopo una penetrazione di Jenkins vale il +11, a metà del secondo periodo. Su un passaggio a vuoto offensivo, l’Olimpia limita i danni con una buona tenuta difensiva. Due giochi da tre consecutivi, di Cinciarini e Macvan, permettono addirittura un ulteriore allungo sul 40-26. La prima tripla di Babic permette al Cedevita di respirare, ma Macvan mette due liberi e un tiro da tre per il 45-29, corretto da Miro Bilan con due liberi. All’intervallo è 45-31 Olimpia.

IL SECONDO TEMPO – Il Cedevita parte con un parziale di 5-0 che è già un segnale. L’Olimpia risponde: tripla di Jenkins, palla rubata da McLean e contropiede concluso da Cerella per il 5-0 di risposta. Ma il Cedevita esegue bene in attacco, porta la palla vicino a canestro con Bilan, trova una tripla di Arapovic e piazza un 9-0 che la riporta a meno cinque. Hummel risponde da tre. Poi fa lo stesso Jenkins e il vantaggio torna in doppia cifra. Nel terzo quarto è Marko Arapovic a prendersi sulle spalle il Cedevita. Mette due triple, intervallate però da tre tiri liberi di Hummel. Alla fine del terzo periodo, con il vantaggio che era passato dai 16 punti del seondo quarto a quattro, l’Olimpia è avanti 66-57. Pullen attaccando l’area avvicina ancora il Cedevita a meno sette, McLean con il sesto gioco da tre punti di Milano stabiliesce ancora 10 punti di vantaggio sul 69-59. L’Olimpia gioca alcuni minuti lucidi in attacco: trova una tripla dall’angolo di Simon, un jump corto di Hummel, torna a avanti di 12, sul 74-62. La difesa su Arapovic e Bilan dentro l’area è un problema. Hummel però segna anche da tre, riapre 13 punti di vantaggio. E il Cedevita risponde sempre. Bilan dalla linea la riconduce a meno nove. Macvan di forza da sotto firma l’81-70 ma il Cedevita spara un 5-0 nel momento meno indicato. La tripla di Pilepic è la prima ma vale il nuovo meno sei con 1’30″ sul cronometro. Simon fa 1/2 dalla linea. Jenkins mette un jumper dalla media con 47 secondi da giocare che è quello del più nove. Ma l’arbitro ucraino Ryzhyk chiama l’instant-replay e annulla il canestro. Di fatto è la condanna. Perché Pilepic segna ancora da tre e la vittoria dell’Olimpia  85-82 è inutile.

Fonte: Ufficio Stampa Olimpia Milano