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La Stella rimonta e vede i quarti

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Dopo aver visto a inizio terzo quarto lo spettro di una clamorosa sconfitta, la Stella Rossa è uscita da Malaga con un'importantissima vittoria per 72-78 nell'undicesimo turno della Top Sixteen di Eurolega.
Una prova di nervi e qualità quella della squadra di Radonjic, che ottiene un colpo fondamentale che la porta ad un passo dalla qualificazione ai quarti di finale, correndo ora per un insperato secondo posto nel Girone E. Protagonista della riscossa è stato Marko Guduric, vero motore della reazione biancorossa in Andalusia.
Per gli spagnoli un ko che fotografa al meglio questa Eurolega maledetta: un'illusione spentasi rapidamente. Con questa sconfitta, infatti, la squadra di Plaza è eliminata matematicamente.
L'Unicaja parte subito a spron battuto. Edwin Jackson e Kuzminskas premono sull'acceleratore, con un 12-6 fronteggiato dal solo Zirbes. C'è poca Stella in campo, c'è tanto dell'ex Nedovic nella fuga a+8 (20-12) che chiude il primo quarto.
Dopo una rimonta a -3 (20-17) di Jovic, Malaga preme e pesta i piedi. Proprio Nedovic martella, con Diez e Nelson, mandando gli ospiti a -11 (32-21). A parte Zirbes i serbi sono in totale confusione e rischiano l'imbarcata. Malaga dilaga a +16 (43-27) all'intervallo.
Dopo la sosta Malaga raggiunge il massimo vantaggio: +19 (49-30) a firma di Will Thomas. Qui la gara cambia. La Stella Rossa vede il baratro e chiama a raccola i suoi big: Miller prima riduce a -10 (51-41) poi è Guduric a suonare la carica a -4 (55-51) che riapre totalmente il match. L'Unicaja deve lottare ora: Nedovic e Diez respingono i primi assalti serbi, riuscendo a mantenere a fine terzo quarto il +7 (60-53).
Il sorpasso, però, è nell'aria: l'uomo della svolta definitiva è Marko Simonovic, che imprime uno 0-8 (60-61) che porta la Stella Rossa avanti per la prima volta. Jackson rimette momentaneamente avanti l'Unicaja (65-64), ma Dangubic e Zirbes mettono un parziale di 0-6 (65-70) che stronca gli andalusi. Simonovic mette al sicuro i serbi (67-76). Il finale è di 72-78 e a Belgrado si festeggia più di metà qualificazione in tasca.