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Il giallo del canestro annullato a Jenkins

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L’episodio più discusso nel post partita è quello relativo al canestro segnato da Charles Jenkins a 47 secondi dalla fine. In quel momento l’Olimpia era avanti di sette punti. Quel canestro l’avrebbe riportata a più nove. Era come essere pari nel computo della differenza punti con due possessi teorici da gestire, uno per parte. Ovviamente difendere sul meno nove dovendo vincere di 10 è molto diverso rispetto a dover difendere sul meno sette. Dal vivo il canestro sembrava assolutamente valido, tanto che nessuno sulla panchina del Cedevita sul momento ha chiesto l’annullamento, o sbracciato come avviene sempre in queste circostanze anche anticipando lo scadere dei 24″. Ma non è questo il punto. L’arbitro ucraino Boris Rizhnyk ha convalidato il canestro e poi chiesto il supporto dell’instant-replay come è giusto che sia in un momento così delicato. Solo che anziché avere conferma della propria decisione, l’ha ribaltata annullandolo. Il regolamento non consente a nessun rappresentante delle squadre di vedere l’instant-replay, riservato solo ad arbitro e ovviamente al tecnico addetto alla gestione delle camere che da diversa angolazione devono consentire di prendere una decisione al di sopra di ogni dubbio. Questo per chiarire che, in diretta, non era possibile discutere la decisione dell’arbitro perché nessuno dell’Olimpia (o del Cedevita) ha visto ciò che ha visto lui. Il fotogramma che trovate qui sotto mostra il cronometro fornito dalla tv: indica 0.3 secondi allo scadere dei 24 e 48.8 secondi al termine della partita nel momento in cui la palla ha già abbondantemente lasciato la mano di Jenkins. Tuttavia nell’immagine non si vede il canestro, non si vede la “stop lamp” e il cronometro della gara. Possibile quindi ci fosse una discrepanza tra i due orologi anche se raramente è così netta. Per onestà, poi ognuno può decidere da solo, sotto trovate una seconda immagine sufficientemente nitida in cui la “stop lamp” indica lo zero. Ma come potete vedere confrontando le due immagini nella prima (quella dello 0.3) la palla ha lasciato già da qualche istante la mano di Jenkins ma non è ancora andata oltre il braccio proteso dell’avversario, mentre in quella successiva (0.0) la palla ha superato anche lui segno che quello “0.0″ comunque è tardivo, molto successivo al momento in cui Jenkins ha lasciato partire il tiro. Tant’è che nel fotogramma, scattato alla tv e quindi confuso, che vedete qui sopra, i dubbi sulla decisione aumentano perché l’immagine è fermata esattamente nel momento in cui la palla abbandona la mano di Jenkins. La luce rossa che si accende allo scadere dei 24 secondi è ancora spenta e il cronometro indica 0.1. Stiamo parlando di una questione di decimi di secondo tuttavia l’instant-replay serve per questo, per chiarire quello che l’occhio umano non può decidere anche se la sensazione “live” era chiara. La beffa è che grazie al replay si possono prendere decisioni certe, eliminando dubbi, reclami, polemiche. Qui invece è servito probabilmente per correggere in modo errato una decisione giusta. Senza nulla togliere ovviamente ai meriti del Cedevita e ricordando che il canestro avrebbe portato l’Olimpia a più nove ma mancavano ancora 47 secondi da giocare e tutto poteva e doveva ancora succedere e naturalmente senza cercare scuse come ha dichiarato Coach Repesa dopo la gara.

 

Fonte: Ufficio Stampa Olimpia Milano