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Il Fenerbahce sbanca Krasnodar e si prende il primato

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Al termine di un confronto estremamente duro e ricco di tensione e poco spettacolo, il Fenerbahce è uscito vittorioso dal campo della Lokomotiv Kuban con il risultato di 55 a 52 nel decimo turno della top Sixteen di Eurolega chiudendo, di fatto, i discorsi relativi al primo posto nel Gruppo E.
In una serata in cui diverse stelle si sono eclissate (su tutti Randolph da una parte e Vesely dall'altra), la differenza l'hanno fatta i giocatori di muscoli, nervi e sostanza e il Fenerbahce ha mostrato di averne di più, in particolare in Bogdanovic e un Datome on fire come nelle ultime settimane, decisivo, anzi decisivissimo anche stasera. L'americano “buono” di serata per i russi è stato Victor Claver, che ha fatto un po' le veci del duo Randolph-Delaney (male il primo, così così il secondo). Ma non è bastato.
Il ko non pregiudica per niente la qualificazione dei russi, che comunque vada difficilmente perderanno il secondo posto nel raggruppamento.
Dopo un avvio favorevole per i padroni di casa (7-2), nella squadra di Obradovic si è in fretta svegliato Bogdan Bogdanovic, che ha riportato a -3 (11-8) i suoi. Da lì è cambiata totalmente la gara, avviando un parziale di 0-11 sempre con il serbo sugli scudi ma anche Datome e Udoh a mettere le loro firme. Il primo quarto si è concluso con il Fener avanti 13-17.
La gara, nel secondo quarto, prende il tema evidente della serata: si lotta punticino a punticino, di nervi e tanta pazienza. Con Singleton e Claver la Lokomotiv rimane attaccata al confronto (20-21), ma il problema è che dall'altra parte c'è un Bogdanovic che ha voglia di strafare: parziale di 0-8 (21-29) e russi ancora ad inseguire. Randolph e Zubkov riducono a fine primo tempo il deficit a -5 (25-30).
Con grande raziocinio, i padroni di casa tornano dall'intervallo lucidi e abili a non farsi prendere dalla fretta. Il simobolo è Victor Claver, che impatta sul 30 pari il confronto. Dall'altra parte Bogdanovic non conosce soste (34-37), coadiuvato anche da un Bobby Dixon intermittente ma essenziale nei momenti chiave. Tuttavia la qualità del Fener non è in una di quelle serate indimenticabili: le soluzioni sono poche e basta che Bogdanovic rallenti che la Lokomotiv e Claver si rimettano in corsa e addirittura riescono allo scadere del terzo quarto a firmare un insperato sorpasso (44-43).
Gli ultimi 10 minuti sono carichi di tensione: Bogdanovic e Claver sembrano i due pistoleri di “Mezzogiorno di Fuoco”. Prima attacca il serbo (47-48), poi è l'americano a rispondere (52-51). La gara diviene nervosa e ricca di stop: Randolph e Vesely sono l'esempio più netto della gara dura e poco qualitativa. Tanti errori, da una parte all'altra, fino al patatrac Kuban: sul 52 pari a 17 secondi dalla fine Delaneyte Claver pasticciano, mancando l'affondo. Sul ribaltamento di fronte Datome mette la tripla che fa cantare Obradovic e regala qualificazione e il 55-52 ai turchi.