EuroLeague

Euroleague prima giornata: il Real riparte vincendo con l’Anadolu Efes (74-88)

Luka Doncic

Dopo la deludente final four di maggio, il Real Madrid si rituffa nell’Euroleague 2017/18 mandando subito un bel segnale. I Blancos vincono 74-88 in casa di un insidioso Anadolu Efes, dominando in lungo e in largo la gara. MVP il solito, strano a dirsi visto che è solo un diciottenne, Luka Doncic. Lo sloveno ha […]

Dopo la deludente final four di maggio, il Real Madrid si rituffa nell’Euroleague 2017/18 mandando subito un bel segnale. I Blancos vincono 74-88 in casa di un insidioso Anadolu Efes, dominando in lungo e in largo la gara. MVP il solito, strano a dirsi visto che è solo un diciottenne, Luka Doncic. Lo sloveno ha realizzato 27 punti, imponendosi ormai come vero leader della squadra di Pablo Laso. Un confronto già indirizzato dal primo quarto, chiusosi sul 19-28 grazie al nino sloveno. Il secondo quarto marca la differenza del match: il Real allunga a +18 (23-41) grazie anche al “connazionale” di Doncic, Anthony Randolph. Efes nelle mani di McCollum (26 punti), abile a dimezzare sul 36-45 all’intervallo. Nel terzo quarto vi è l’unico bagliore dei turchi, che riescono a tornare in gara arrivando fino al 60-62 a inizio ultimo quarto, sempre grazie al solito McCollum e a Ledo (17 punti come Dunston). Tuttavia nell’ultimo quarto il duo Doncic-Randolph spazza via ogni dubbio e riporta il match sulle linee predefinite. Finisce 74-88.

Il giocatore

Luka Doncic è ormai uno dei primi tre giocatori a livello europeo. A 18 anni questo ragazzo non ha bruciato le tappe, ha ormai preso per mano nazionale e Real Madrid. Un predestinato, capace già di decidere e comandare una gara a piacimento. I numeri parlano di 27 punti, 4 assist e 4 rimbalzi. E’ il cervello che aziona il braccio armato di Anthony Randolph, insolito compagno in nazionale e finalmente calato anche nella realtà madrilena. Con Luka che ci ha messo molto del suo…

Il momento

Le pause servono. L’Efes è garibaldino nel terzo quarto, e chiude a -6 (56-62) in rincorsa. Il Real boccheggia, ma riordina le idee nello spazio tra gli ultimi due quarti. Prima soffrono (60-62), poi allungano, con esperienza, qualità e la panchina lunga. Lunghissima, che tira fuori assi come Carroll e Causeur nel momento opportuno. L’Efes si squaglia, il Real vola (63-76) conducendo la nave in porto.

Stats e dubbi post partita

Real che ha palesato, grossomodo, pregi e difetti dell’anno scorso. Squadra formidabile nei singoli e talentuosa, ma poco predisposta alla sofferenza e alla lotta nel fango. Quando l’Efes si rifà sotto e mostra i muscoli, la squadra di Laso si ritrae e preferisce aspettare che passi la tempesta, anzichè mettersi a lottare. Questa volta va bene, visto il Doncic deluxe ma non solo. Anthony Randolph ha infilato 12 punti (50% al tiro) e ottimo a rimbalzo (ben 8). Proprio sotto canestro si è fatto valere Gustavo Ayon (10 rimbalzi e 16 punti).
L’Efes ha pagato la poca varietà di scelta. Errick McCollum con 26 punti è stato il migliore dei suoi, benissimo anche Dunston e Ricky Ledo (17 punti a testa e 7 rimbalzi il primo e 9 il secondo). Perasovic, però, ha potuto attingere a poco altro. L’emblema è lo 0 dell’ex Milano Kruno Simon, 24 minuti con poco da dire e nessun punto. Così è difficile far strada.

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In breve

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