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Euroleague Countdown – 6 giornata di Regular Season

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Con questa rubrica vi mostriamo ora il meglio e il peggio della due giorni appena trascorsa di Eurolega con un countdown da 10 a 0, dai top ai flop.

Voto 10 – Milos Teodosic

Giocasse sempre così… Purtroppo per Sassari ha deciso di mostrarsi in versione fenomeno venerdì. Illuminante nella visione di gioco, cecchino implacabile da tre. Il serbo, quando ha voglia, può decidere gli incontri e il CSKA ringrazia in una giornata non eccezionale per la squadra moscovita e regala l’accesso alla top sixteen. Ora, però, è richiesta continuità…

Voto 9 – Jamel McLean

Contro i rognosi turchi dell’Efes Jamel decide di vestire i panni del leader tecnico e carismatico, levando l’Olimpia dalla fossa in cui si era cacciata in Eurolega. Senza Alessandro Gentile diviene lui il punto di riferimento per i ragazzi di Repesa, con 26 punti a referto ma non solo. Fisicità, grinta e talento: l’americano indica la via, Milano ora non può più steccare.

Voto 8 – Svetislav Pesic

Che bel lavoro che sta svolgendo in Baviera! Il suo Bayern firma il blitz perfetto contro il più quotato Khimki e sorprende a Mosca con una vittoria limpida e meritata. I tedeschi vedono la top sixteen e “rischiano” di qualificarsi in un girone dove le possibilità erano ai minimi termini, viste le avversarie. Bravo, anzi, bravissimo, visto che riesce a far volare come una piuma un bestione come John Bryant…

Voto 7 – Lokomotiv Kuban

Alla seconda esperienza in Eurolega la squadra russa ottiene con largo anticipo l’accesso alla top sixteen. E lo fa al termine di una prova maiuscola, annientando un piccolo, piccolissimo Zalgiris Kaunas con una prestazione travolgente. Collettivo e consapevolezza dei propri mezzi, occhio a sottovalutare la squadra di Bartzokas.

Voto 6 – Marco Calvani

Cala il sipario sull’avventura in Eurolega di Sassari, ma la prova di Mosca rinfranca la Dinamo per la prosecuzione della stagione. Quadrata, cattiva e compatta, la squadra sarda fa tremare a lungo i russi a domicilio e la mano dell’ex tecnico della Virtus Roma si vede sin da subito. Squadra nuovamente sul pezzo, peccato che la strada nell’Europa che conta si sia fermata di fronte alla vena di un Teodosic indemoniato. Di fronte al genio nemmeno gli schemi possono servire…

Voto 5- Ioannis Bourousis

Baskonia si aggrappa al gigante ellenico, che mette sì a referto 16 punti ma si mostra a simbolo dell’imprecisione rossoblù nella modesta prova in casa dell’Olympiacos. Contro i suoi ex compagni Bourousis pasticcia e viene meno nei momenti chiave, dove dovrebbe fare la differenza con la sua fisicità, in un match equilibrato con le difese a prevalere sugli attacchi. La qualificazione non pare ancora in pericolo, ma per le prossime gare servirà di più. Molto di più…

Voto 4 – Semih Erden

C’era una volta agli Europei un centro che faceva paura all’Italia… Sembra una favola lontana nei tempi, invece parliamo di due mesi e mezzo fa. A vederlo ora sembra il cugino del cugino alla lontana di quel Semih Erden di inizio settembre. L’ex Fenerbahce fatica tremendamente nel Darussafaka, complice anche una condizione fisica veramente precaria. Uno spezzone nel ko interno con il Bamberg da fantasma, che per ora non compromette il cammino europeo dei turchi. Ma occorre darsi una svegliata.

Voto 3 – Zalgiris Kaunas

Nostalgia dei tempi andati. Lo Zalgiris che faceva tremare l’Europa sembra un ricordo lontanissimo nella notte dei tempi. Il modo in cui i lituani crollano a Krasnodar dimostra come l’ex squadra che ha prodotto miti come Sabonis, Stombergas e Lavrinovic sia in una fase di crisi acuta. La top sixteen è ancora possibile, ma il calendario e le recenti prestazioni non aiutano ad essere ottimisti.

Voto 2 – Maccabi Tel Aviv

A un passo dal tracollo. Lo stato di crisi per gli israeliani sembra non aver fine, a Malaga un’altra prova sconclusionata, scadente e senza mordente. Dalla Champions League di un anno e mezzo fa a un’eliminazione alla prima fase il passo sembra breve, brevissimo, ormai imminente….

Voto 1 – Pablo Laso

Come Rafa Benitez, peggio di Rafa Benitez. Dal trionfo dello scorso maggio a una prematura eliminazione invernale. Incredibile l’involuzione del Real Madrid e lo stato confusionale del suo tecnico, incapace di azzeccarne mezza nei momenti decisivi. La sconfitta di Belgrado è un esempio dello psicodramma Blanco in Eurolega. Se due mesi fa ci avessero detto che il Real sarebbe uscito al primo turno per mano di Bayern, Stella Rossa e Strasburgo lo avremmo preso per pazzo…. Don Pablo ha ora tre gare per salvare il salvabile e non abdicare, clamorosamente a dicembre.

Voto 0 – Alex Tyus

Annientato! Potenziale spauracchio alla vigilia per l’Olimpia, entra a match in corso ma McLean non solo lo cancella dal campo ma proprio fa sembrare che non esista alcun Alex Tyus nell’Efes. Poco più di 9 minuti di nulla per l’ex Cantù, un solo punto a referto e nient’altro. Ivkovic lo inserisce per dare maggior sprint rispetto a uno spento Saric: l’avesse mai fatto… Una prova decisamente da dimenticare, ma non sarà difficile visto il nulla combinato…