LOADING

Type to search

Euroleague Countdown #5

Share

Voto 10 – Alexey Shved

Un derby romanzesco, pieno di colpi di scena e con un finale ai limiti dell’epico. Il grande ex nel confronto contro quel CSKA che lo lanciò, lo svezzò e poi gli aprì le porte dell’NBA sforna tutto il repertorio possibile nel portare alla vittoria il suo Khimki. Ventotto punti, grinta, carattere e qualità: Shved commette anche errori ma sa rialzarsi e firma il canestro decisivo per un successo contro pronostico. Uomo ovunque.

Voto 9 – Dario Saric

Nella folle rimonta dell’Efes sulla Stella Rossa non poteva mancare la firma del colosso di Sebenico. Gara in sordina fino al finale, dove irrompe sulla scena di prepotenza. A poco più di 3 secondi dalla fine fa letteralmente esplodere d’entusiasmo la Abdi Ipecki Arena coronando con il canestro del sorpasso e della vittoria finale i 12 pazzi minuti dei turchi che risalgono dagli inferi del -15 al paradiso del  +1 finale.

Voto 8 – Giannis Sfairopoulos

Quando l’organizzazione e la sapienza tattica hanno la meglio sui singoli e l’improvvisazione. Il suo Olympiacos legge alla perfezione i momenti della partita, mandando a punti un po’ tutti e togliendo ogni punto di riferimento a un Barcellona assai prevedibile. Sa attaccare quando è il momento e mettersi a contenere allo stesso tempo. Lezione tattica al collega Xavi Pascual da prendere e portare a casa.

Voto 7 – Pero Antic

L’orco di Skopje rovina i piani dello squalo. Lavoro sporco, botte e fisicità tanta, come nel suo stile. Antic naviga bene in un contesto assai teso ed equilibrato come quello tra Fenerbahce e Panathinaikos. Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, e Pero si ricorda nel finale di avere un discreto tiro dalla lunga distanza. E con questa qualità spinge i ragazzi di Obradovic verso la vittoria.

Voto 6 – Brose Baskets Bamberg

Fa sudare le proverbiali sette camice (e forse anche qualcuna in più) ai campioni d’Europa in carica del Real a domicilio. Onore alla squadra tedesca, che dopo aver superato con sorprendente agevolezza la prima fase fa un figurone alla prima nella top sixteen di questa stagione tenendo in scacco i Blancos fino alla fine. Peccato solo per una sconfitta immeritata e amara da digerire.

Voto 5 – Milos Teodosic

A volte è croce, altre delizia. Nel derby con il Khimki il play serbo si mostra, come consuetudine, discontinuo e lunatico, con lampi di genio e altri di inutile follia. Nel finale ha la chance per il controsorpasso CSKA, ma la mira e la testa erano altrove martedì sera. Alla ricerca di una continuità mai avuta.

Voto 4 – Barcellona

Monocorde, irritante e noioso. Il Barca visto al Pireo è un team destinato a vedersi la final four dal salotto di casa, contrariamente ai proclami e pronostici di inizio stagione. Tomic e Satoransky cantano e portano la croce, gli altri fanno scena muta con Pascual che si mostra in giornata infelice nelle sue mosse. Siamo solo all’inizio della top sixteen, ma i segnali non sono incoraggianti…

Voto 3 – Oktay Mahmuti

Contro un’Unicaja non in giornata splendente, il Darussafaka ha la grande chance di partire con il piede giusto nella top sixteen e di espugnare, contro ogni pronostico, Malaga. Finchè gli andalusi dormono i turchi zitti zitti stanno avanti, dopo restano a guardare. Come il loro allenatore, inerme e incapace di provare a dare una scossa a una squadra uscita praticamente dal campo dopo nemmeno 30 minuti di gioco. Oktay, il prezzo non è giusto….

Voto 2 – Vasilije Micic

Il suo ingresso è a dir poco dannoso per una Stella Rossa prima dominatrice ad Istanbul e poi stordita dall’impetuosa rimonta dell’Efes. Falloso e inconcludente, ci mette la “ciliegina” sulla torta pasticciando in modo innaturale e contorto sull’occasione all’ultimo secondo per la vittoria. Radonjic rimpiangerà a lungo di averlo messo in campo in un momento così delicato…

Voto 1 – Zalgiris Kaunas

Quasi mai in partita e travolti da un Baskonia prepotente e autoritario. I lituani erano sembrati in ripresa nel finale della prima fase,  ieri si son risvegliati con i problemi del primo autunno, con una difesa allegra e un gioco farraginoso e per nulla imprevedibile. Cambio di rotta necessario, altrimenti la qualificazione sarà uno scontato miraggio invernale.

Voto 0 – James Feldeine

Se il Panathinaikos esce sconfitto da Istanbul lo deve anche alla prova senza alcun cenno di vita del dominicano ex Cantù. Zero in pagella e zero a referto alla voce punti, in quasi mezzora di gioco. A questi livelli questi numeri sono inaccettabili, ma ancor di più prove di qualità e personalità a livelli così bassi non si possono vedere.