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Euroleague Countdown #4

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Voto 10 – Zeljko Obradovic

Ha costruito un Fenerbahce a sua immagine e somiglianza. Concreto, talentuoso e bello tosto nei momenti decisivi. Ha non vinto, stravinto il girone più equilibrato di questa prima fase e si pone assieme al CSKA come principale candidata alla vittoria finale per quanto visto. Mister Eurolega è a caccia della nona, noi un euro sulla buona riuscita ce lo mettiamo. E voi?

Voto 9 – Marko Guduric

E’ la meglio gioventù serba, la molla che ribalta il Bayern e proietta la Stella Rossa alla top sixteen. Infiamma con una tripla più libero tutta la Belgrado biancorossa, illumina con giocate magiche nella fase in cui vi è il sorpasso sui bavaresi. Radonjic se lo gioca al posto giusto al momento giusto, Markino mostra perchè è stato eletto in estate MVP degli Europei Under 20.

Voto 8 – Malcolm Delaney

La sua Lokomotiv Kuban batte il Barca con un eccezionale ultimo quarto, e l’americano guida la riscossa russa. Grinta, 19 punti e tanto altro per la vittoria, a sorpresa, del Gruppo C davanti a colossi come i catalani, appunto e Panathinaikos. L’ex Bayern è il simbolo di questa minicavalcata che trasforma l’outsider in una piccola armata da temere nella top sixteen.

Voto 7 – Jeffrey Taylor

L’ex Charlotte si ricorda del suo passato a stelle e striscie e per una notte illumina Madrid divertendo e divertendosi. Ok, lo Strasburgo non sarà stato un ostacolo insormontabile, ma una serata da polvere di stelle per l’americano di Svezia ci voleva. E Laso gongola.

Voto 6 – Zan Tabak

Sfiora il miracolo dopo aver ereditato una situazione compromessa. Il Maccabi torna in carreggiata e ritrova un filo di gioco costante, ma non basta per l’approdo alla top sixteen. Vittoria amara ad Istanbul, ora testa all’Eurocup dove gli israeliani saranno tra le principali favorite.

Voto 5 – Barcellona

Molla sul più bello e lascia la prima posizione alla Lokomotiv Kuban. Una prova altalenante con un finale da incubo, il Barca in generale sembra aver tirato un po’ i remi in barca a qualificazione ottenuta. Dopo il ko interno con il Pana anche nel viaggio a Krasnodar i blaugrana non sembrano costantemente sul pezzo. E ora sarà tempo di tanti derby nella top sixteen…

Voto 4 – Svetislav Pesic

L’avevamo elogiato qualche settimana fa, oggi ci tocca bocciarlo. Rovina il bel lavoro fatto fino ad ora con una notte di follia a Belgrado. Il Bayern si suicida e lui fa poco per rianimarlo, con scelte e gestioni decisamente discutibili. Fuori dalla top sixteen e “retrocessione” in Eurocup meritata, Sveto rimandato.

Voto 3 – Olympiakos

Conclude nel peggiore dei modi un girone dominato. C’è modo e modo di giocare gare sulla carta che hanno poco da dare se non, appunto, l’onore. Contro l’Efes i biancorossi non sembrano mai in partita e, a quanto pare, non vogliono nemmeno starci in partita con una partenza grottesca. Vero, c’è il turnover, ma le “alternative” sembravano felici e motivate come uno svegliato di forza al lunedì alle 4 del mattino…

Voto 2 – EA7 Milano

Finale indecoroso e con fischi doverosi dal Forum. Ok, la depressione post Zagabria è comprensibile, ok, la serata di Boungou-Colo (fenomeno di suo o elevato dalla “resistenza” meneghina?), ma concludere in questo modo e con un primo tempo oltre il disastroso no. Contro questo Limoges poi…. Ultimo posto meritato e bravo Repesa: scusarsi dopo tale “spettacolo” era il minimo ma non da tutti.

Voto 1 – Kyle Weems

Ha lo svantaggio di giocare in una delle cenerentole dell’Eurolega. Il suo Strasburgo fa da sparring partner al Real nella serata della qualificazione Blanca alla top sixteen, lui va addirittura oltre firmando la bellezza di 3 punti, quasi scusandosi dell’inconveniente. Ci chiediamo come sia stato preselezionato (e poi scartato) appena 3 anni fa al Draft NBA…

Voto 0 – Dinamo Sassari

Zero come le vittorie in tutta la competizione. Esperienza da dimenticare in fretta, tra errori, sfortuna, inesperienza e tanto altro. Serva da lezione per il futuro, ma oggi commentiamo quella che è, numeri alla mano, la peggior squadra dell’edizione 2015/16 dell’Eurolega. Inutile far nomi, colpevoli e presunti tali: è stato un disastro generale su tutta la linea.

Alessandro Vignati