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Euroleague Countdown #3

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Voto 10 – Gustavo Ayon

Se il Real risorge e vede la qualificazione a portata di mano (salvo suicidi con lo Strasburgo) lo deve al Titano messicano. A Monaco di Baviera Gustavone mette subito in chiaro le cose, dominando e tirando fuori dai guai i suoi nel terzo quarto con il suo peso e facendo piazza pulita delle speranze della squadra di Pesic. Kaiser Gustavo I!

Voto 9 – Gintaras Krapikas

Prepara e gestisce in maniera semplicemente perfetta la gara chiave per la qualificazione dello Zalgiris, sbancando il Palau Blaugrana. Ok, il Barcellona era già qualificato e quindi non bellicoso come al solito, ma coach K lituano non sbaglia una mossa e tiene sulla corda i suoi anche nei momenti in cui i catalani si rifanno minacciosi. Bravissimo nel raddrizzare un girone che poteva complicarsi, nell’approdo alla top sixteen c’è tanto di suo…

Voto 8 – Fran Pilepic

A Milano si ricorderanno a lungo di questo nome. Esce dalla panchina del Cedevita nel finale e stronca i sogni dell’EA7 e infila due triple che cambiano la storia di un match in cui gli ospiti erano praticamente stati sulla fatidica soglia del +10. Fran, nel palazzetto intitolato al Mozart dei canestri Drazen Petrovic, bombarda dalla distanza e l’Olimpia si deprime, da +13 al +3 finale che fa scorrere i titoli di coda per l’avventura biancorossa in Eurolega.

Voto 7 – Nando De Colo

Il CSKA prosegue la sua marcia trionfale e quando puoi scegliere tra De Colo e Teodosic si capisce il perchè. Oggi premiamo il francese che guida con classe e fantasia i suoi nel 94-66 sul Darussafaka. Qualità, visione di gioco e maggior continuità rispetto all’amico/rivale Milos, più estremo nelle sue giornate (o tutto o niente). Per arrivare alla final four i russi sanno che l’ex San Antonio sarà fondamentale.

Voto 6 – Macabbi Tel Aviv

Risveglio tardivo? Non ancora. Gli israeliani, dopo la vittoria di Sassari, passano senza problemi sul Bamberg e si regalano l’ultima chance, un drammatico dentro o fuori con il Darussafaka ad Istanbul. Dopo le titubanze iniziali i ragazzi di coach Tabak sembrano essere tornati sul pezzo, ma la gara della settimana prossima sarà decisiva per capire il destino europeo del Maccabi. Sospesi nel vuoto, per ora…

Voto 5 – Velimir Perasovic

Il Baskonia perde le chance di primato nel Gruppo B e sul banco degli imputati sale il suo allenatore. A Istanbul contro l’Efes Perasovic prepara bene la gara, ma in seguito pasticcia insistendo al momento sbagliato su un Corbacho fuori gara e gestendo, invece, con troppa parsimonia Bourousis che sarebbe servito in un confronto aspro come quello con i turchi. E alla fine la rimonta (subita) si concretizza.

Voto 4 – Oliver Lafayette

Il contrario di Pilepic. Confusionario solista, il trentunenne della Louisiana entra nel momento più duro per l’Olimpia e “aiuta” le scarpette rosse nel mini tracollo che vale l’eliminazione. Soluzioni cervellotiche e tiri da tre palesemente sbagliati. Il tentativo finale che non arriva nemmeno al ferretto è un po’ la fotografia dei suoi 18 minuti di follia sul parquet.

Voto 3 – Bryce Taylor

Decisamente sotto tono e impreciso. La guardia americana del Bayern mette a segno solo 4 punti ed è un po’ l’emblema della disfatta interna degli uomini di Pesic, ora condannati a uno spareggio senza appelli a Belgrado contro la Stella Rossa. Bryce dovrà darsi una mossa per allora, altrimenti tutto il buono fatto dai bavaresi finora andrà a farsi benedire.

Voto 2 – Pinar Karsiyaka

Come incantare l’Europa al debutto e farsi eliminare anzitempo. Il cammino paradossale dei turchi si esaurisce nell’ennesima sconfitta di questa Eurolega, subita in casa contro la Lokomotiv Kuban già qualificata. E pensare che tutto era iniziato con una vittoria clamorosa sul Barcellona….  A pensarci bene quel successo ha fatto forse più male agli uomini di Sarica, visto che da quella gara hanno collezionato la “bellezza” di una vittoria e sette sconfitte.

Voto 1 – Dejan Radonjic

Contro il Fenerbahce già qualificato la Stella Rossa ha la grande occasione per mettere un’ipoteca sulla qualificazione alla top sixteen. I serbi, invece, giocano quasi rassegnati ad Istanbul, quasi a voler rimandare il tutto all’ultima gara contro il Bayern. Mentalmente assenti e fisicamente molli, Datome e compagni li prendono a pallate. Radonjic, spiegazioni?

Voto 0 – Manuchar Markoishvili

Scena muta. Nessun punto a referto, sempre fuori dal gioco, falloso…. Un georgiano a Mosca in vacanza, non è un remake in salsa est-europea di un film di Gene Kelly o di Alberto Sordi, ma è la “partita” di Manuchar contro il CSKA. Il Darussafaka affonda, lui si limita a guardare senza muovere un dito. Quindici minuti di ozio, chapeau!

 

Alessandro Vignati