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Euroleague Countdown #2

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VOTO 10 – ALEKSANDAR DJORDJEVIC

Sul parquet era lo squalo, in panchina si riscopre impeccabile stratega. Nella vittoria del Panathinaikos sul Barcellona c’è tanto, tantissimo di Mister Europa. La gestione della squadra e gli inserimenti al posto giusto al momento giusto di Diamantidis e Raduljica (non al meglio) sparigliano le carte sul tavolo blaugrana e con queste mosse regala una serata d’altri tempi ai tifosi biancoverdi che tornano a cantare a squarciagola “Horto Magiko!”. Qualificazione ormai in tasca, chapeau Sasha!

VOTO 9 – CSKA MOSCA

Nonostante la qualificazione alla top sixteen sia già in saccoccia, la squadra di Itoudis non molla un centimetro e in casa del Bamberg da spettacolo. In Germania i russi arrivano a quota 100 divertendo e divertendosi, in particolare con Nando De Colo e Cory Higgins che mettono a referto la metà dei punti del CSKA. Un bell’allenamento in vista della fase calda della competizione.

VOTO 8 – MILKO BJELICA

Il Darussafaka vince e lancia uno sguardo alla top sixteen e i ringraziamenti vanno Reggie Redding ma non solo. I turchi imprimono un ritmo indemoniato nell’ultimo quarto, rimontando l’Unicaja Malaga infilando un iniziale parziale di 14-0. Il leader della ribellione neroverde è Milko Bjelica: il montenegrino gira Europa fa saltare la difesa andalusa e trascina la Sahenk Arena a un successo fondamentale per accedere al prossimo turno.

VOTO 7 – SERGIO LLULL

Corazon Blanco. Nel momento più duro della stagione europea del Real, Sergio si trasforma ne “L’incredibile Llull” arringando il Palacio de Deportes, lottando e mettendo a segno i punti fondamentali per l’imprescindibile vittoria del Madrid sul Fenerbahce. Una prova di generosità e carattere e per i ragazzi di Laso c’è ancora vita in Eurolega…

VOTO 6 – MARQUEZ HAYNES

Il finale contro il Maccabi è quasi da 10. Quasi, perchè non riesce a piazzare la tripla del sorpasso sulla sirena. Ma nella rimonta finale della Dinamo Sassari c’è tanto dell’americano, tornato per una notte quello di Siena, quello che fece vedere i sorci verdi nella serie di finale a Milano un anno fa. Ora caro Marquez ci aspettiamo un po’ di continuità. Un pelino di continuità….

VOTO 5 – JASMIN REPESA

Milano fallisce l’esame di maturità e il tecnico croato ci mette del suo. L’Olympiakos non è in versione bellicosa, l’occasione per sbancare il Piero ci sarebbe, ma coach Repesa fatica a trovare il bandolo della matassa non riuscendo a trovare la chiave di volta al culmine di una prova grigia in generale. L’Eurolega dell’Olimpia è ora appesa ad un filo.

VOTO 4 – KHIMKI MOSCA

Ok, la qualificazione è in tasca, ma un minimo di orgoglio sarebbe doveroso. La squadra russa sembra aver staccato la spina da qualche settimana, e dopo il successo del Bayern a Mosca i ragazzi di Kurtinaitis cadono anche in casa della Stella Rossa. Nervosi e inconcludenti, occorre riattaccare presto la spina.

VOTO 3 – KENNY GABRIEL

Nella prova horror del Pinar in casa dello Zalgiris abbiamo scelto come simbolo l’americano, autore di una prestazione da bel fantasmino del castello. Se non fosse per i 4 punti messi a segno nessuno a Kaunas si sarebbe accorto della sua presenza. E’ passato un mese e mezzo dal debutto chic contro il Barca, ma vedendo le ultime prove dei turchi sembra passata una vita e mezzo…

VOTO 2 – VELJKO MRSIC

In una gara che valeva la vita contro l’Efes, il Cedevita si spegne nel momento clou e crolla negli ultimi 10 minuti. Avanti di otto punti i croati concludono con un parziale deprimente di 10-24 che mette a serio rischio la qualificazione. Dalla panchina Mrsic anzichè dar conforto ai suoi nel momento difficile pasticcia e crea ancor più incertezze mettendo in campo una squadra senza capo nè coda. Da ora in poi, caro Veljko, è vietato sbagliare.

VOTO 1 – MINDAUGAS KUZMINSKAS

Il cavaliere biondo che schiacciava come un pazzo negli Europei francesi sembra essersi perso. L’Unicaja affonda ad Istanbul e il lituano è il simbolo della pochezza offensiva degli andalusi: 57 punti in totale e solo 4 per colui che fece ammattire Italia e Serbia a settembre. Svegliarsi in fretta, alla top sixteen scene (quasi) mute come queste non saranno ammesse.

VOTO 0 – LIMOGES

Come sono lontani gli Anni Novanta, quando i francesi erano una squadra temuta e rispettata in tutta Europa. L’attualità è triste e nebulosa, la prova disastrosa in casa del Baskonia chiude ogni velleitario discorso di qualificazione alla top sixteen anzi tempo. Nostalgia dei tempi andati e di una squadra che faceva tremare l’Europa retrocessa a Cenerentola…

 

Alessandro Vignati