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Euroleague Countdown #14

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Voto 10 – Tarence Kinsey

La Stella Rossa è ad un passo dalla qualificazione e se passerà tanto lo dovrà a questa soffertissima ma memorabile vittoria sul Panathinaikos. Il successo sui Greens arriva grazie alla prova maiuscola dell’americano, anema e core (per dirla alla napoletana) della squadra di Radonjic. Nel terzo quarto che sconvolge la partita è onnipresente, uno e trino.

Voto 9 – Justin Doellman

E’ l’uomo del destino blaugrana. Dopo aver deciso il Clasico all’ultimo respiro piega all’overtime il CSKA con un assolo da tre che fa piangere Teodosic e compagni. Predestinato, la qualificazione del Barca ai quarti passa dalle sue mani.

Voto 8 – Bogdan Bogdanovic

In una giornata dove le bocche da fuoco del Fenerbahce dormono, il serbo fa le pentole e i coperchi. Diciassette punti, grinta e mobilità: i turchi escono da Krasnodar con un successo pesantissimo e cementano il primo posto. E i ringraziamenti vanno tutti a un Bogdan in versione di lusso!

Voto 7 – Fabien Causeur

Dopo un turno sotto tono il Baskonia torna a vincere e a convincere. Anche se contro il Khimki la squadra di Perasovic si mostra un diesel, arriva un successo pesante che chiude il discorso qualificazione. Il più caldo di tutti è il francese, continuo e costante sotto canestro e mostra una crescita in termini di qualità e leadership fondamentale in vista delle prossime fasi.

Voto 6 – Real Madrid

La qualificazione è sempre più vicina dopo il successo di Kaunas, però diciamoci la verità: il gioco della squadra di Laso latita. I Blancos sembrano affidarsi troppo alla fisicità dei propri giocatori, non mostrando una manovra corale e puntando sulle individualità. In Lituania è Nocioni l’hombre de la noche, ma per riconfermarsi campioni d’Europa servirà molto di più.

Voto 5 – Milos Teodosic

A Barcellona il serbo gioca bene,disegna basket e mostra la sua consueta qualità. E la sua consueta discontinuità. La sconfitta, infatti, nasce da un overtime di follia, denso di errori e rabbia. Con la “chicca” finale dello scippo di Doellman che vale la sconfitta. Milos fa e disfà.

Voto 4 – James Gist

E’ un po’ il simbolo della partita del Panathinaikos a Belgrado, parte a razzo e si spegne. Anzi, è proprio assente nel momento del bisogno. Si esalta nel momento buono dei Greens, scompare quando la marea biancorossa guidata da Kinsey lo travolge. Alla ricerca di un salto di qualità che tarda ad arrivare…

Voto 3 – Anthony Randolph

E’ il grande assente della serata contro il Fenerbahce. Fa il minimo, non entrando quasi mai in partita e facendosi limitare dai turchi come un principiante. La Lokomotiv perde ancora e mostra di non essere ancora al livello delle primissime, il perchè risiede anche nei suoi uomini di punta che stentano quando il gioco si fa duro.

Voto 2 – Rimas Kurtinaitis

Come rischiare una qualificazione che sembrava già ottenuta. Il Khimki parte bene ma poi si spegne a Vitoria, il tecnico lituano ci mette molto del suo nel tracollo basco. La cosa più grave, però, non è la sconfitta, quanto una classifica che ora si fa preoccupante e una qualificazione che diviene insidiosa, viste le rivali. Tutto sbagliato e tutto da rifare?

Voto 1 – Vasilis Spanoulis

Tradisce il suo Olympiacos nella serata più importante. Con il Bamberg arriva una sconfitta sanguinosa per modalità e classifica, ora la qualificazione appare un’impresa improbabile. Vasilis nel finale sbaglia tutto il possibile, lanciando da -5 a +1 la squadra di Trinchieri che raggiunge in classifica i biancorossi. Delusione inaspettata.

Voto 0 – Cedevita Zagabria

Per risvegliare il comatoso Unicaja delle ultime settimane serviva qualcuno che stesse peggio. I croati dimostrano inadeguatezza e una mentalità troppo rassegnata per stare a questi livelli. Vero che la qualificazione è sfumata da tempo, ma un minimo di grinta e combattività in più poteva starci…