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Drake Diener: “Ho il morbo di Crohn dal 2005. Ho difficoltà a giocare da quest’anno”

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Drake Diener, giocatore dal passato glorioso nel nostro campionato e passato quest'anno al CAI Zaragoza, ha ammesso di essere afflitto dal morbo di Crohn dal 2005 tra le righe del blog ufficiale da lui stesso curato sul sito web di Eurocup Basketball.
Queste le sue parole.

«Penso di dover essere onesto e di dover ammettere di avere avere sofferto per problemi di salute. Dal 2005 mi è stato diagnosticato il morbo di Crohn. […] Per nove anni, durante la mia esperienza in Italia, non ha mai avuto un singolo problema che concernesse questa malattia e mi sono sempre considerato fortunato per poter svolgere ogni mia attività in modo normale.
Ma, al decimo anno di attività, qui a Zaragoza, sono sorte alcune complicazioni. 

Il primo segnale l'ho ricevuto a fine ottobre, quando abbiamo giocato contro Nancy. Adesso stiamo considerando che cosa sia possibile fare e come andare avanti. È stato davvero un mese e mezzo molto pesante. Molti non sanno niente sul morbo di Crohn: nel mio caso, posso dire che mi capita di stare bene un giorno e poi soffrire quello successivo. È una sorta di su e giù che mi crea seri problemi.

Ci sono cose peggiori al mondo rispetto a quello di cui soffro io, perciò mi sento di dire che sono fortunato. Ho giocato la mia carriera fino ad oggi senza mai perdere una partita o un allenamento a causa del mio problema. […] È una situazione frustrante non solo per me ma anche per la squadra. È brutto non essere mai sicuro di quanto posso dare per la squadra ma, in fin dei conti, sono stato fortunato per nove anni e, alla fine, questa fortuna sta iniziando a mancare. […]

La squadra mi sta comunque aiutando molto. È strano anche per loro perché il morbo di Crohn non è una malattia che si tratta di frequente, nonostante sia un disagio comune. Infatti, ogni persona afflitta da questo morbo ha sintomi differenti e richiede differenti tipi di intervento. Nel mio caso, i sintomi sono dolore addominale e spossatezza. Il club è stato davvero comprensivo e ha capito subito che la mia salute è la cosa più importante. 
[…] Ho visto uno specialista qui a Zaragoza e ora dovrò fare un altro esame accurato.

Andrà tutto bene. Ci sono molte cose peggiori nel mondo e io non vedo l'ora di poter tornare a giocare normalmente!»