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“Storie di Basket viste in TV” #1: La Finale di Eurolega tra CSKA ed Olympiakos del 2012

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“Sinan Erdem Spor Salonu”, Istanbul. Domenica 13 maggio 2012 ore 19.50. 
Mancano pochi attimi alla finalissima di Eurolega tra CSKA Mosca e Olympiakos. Nel palazzetto, gremito da 16.000 spettatori, c'è un'aria strana però. Il clima ovviamente è quello da grande sfida ma c'é qualcosa nell'aria. I protagonisti in campo (i giocatori) e quelli sugli spalti (i tifosi), non possono ancora sapere però, cosa accadrà quella sera. Noi, invece, amanti della Pallacanestro, abbiamo avuto la fortuna di vivere quel momento e di poterlo rivivere oggi, sapendo già come andrà a finire. Riviviamo insieme una delle pagine più belle di questo sport, sicuramente una delle partite più incredibili in campo europeo. Sappiamo già come sarà l'ultima pagina del libro ma alcune cose non le abbiamo mai sapute, o non le abbiamo mai notate o semplicemente ce le siamo dimenticate. Arbitrano i nostri connazionali Luigi Lamonica e Tolga Sahin, insieme all'iberico Josè Martìn, i quali comanderanno le sorti di una partita che difficilmente scorderanno, anzi uno di loro dichiarerà che quella si rivelerà la partita più emozionante della sua carriera col fischietto in bocca. 

DAVIDE CONTRO GOLIA

Da una parte c'è l'armata russa, la corazzata guidata dal sergente Jonas Kazlauskas, vecchia volpe lituana. Il CSKA per la stagione 2011/2012, come sempre del resto, spende un'infinità di rubli, quell'anno più che mai. Il roster fa spavento: Teodosic, Siskauskas, Krstic, Kirilenko, Chrjapa in quintetto. Dalla panchina: Darjus Lavrinovic, Aleksej Sved, Sasha Kaun, Jamont Gordon, Sammy Mejia. Insomma, vista così questa squadra doveva davvero vincere quell'anno l'Eurolega. Anzi, forse una squadra del genrere doveva vincere come minimo 4 Euroleghe in due anni… batute a parte, non andò così. A vincere non furono loro. 
Dall'altra parte, c'è una squadra sulla quale nessuno avrebbe puntato un solo euro per vederli in finale: l'Olympiakos. I biancorossi di Atene sono lontani parenti di quelli delle scorse stagioni, travolti dalla crisi greca, i reds nel corso degli anni hanno perso giocatori come Josh Childress (contratto da 7 milioni di dollari annui, questo la dice lunga sui soldi che prima in Grecia potevano spendere e ora no), Linas Kleiza, Theo Papaloukas, Ioannis Bouroussis, Rasho Nesterovic e, soprattutto, Milos Teodosic. Si, proprio lui, quello che ad Istanbul affronterà la sua ex squadra, nella finale più pazza di sempre. Sulla panchina dei greci però siede un coach che ne sa una più del diavolo: Dusan Ivkovic.

LA PARTITA

L'inizio di gara è deludente, i giocatori sono molto tesi (d'altronde non sono macchine ma esseri umani anche loro), la posta in palio è di quella da far tremare le gambe. Il Cska perde 4 palloni nei primi 4 minuti, dove segna soltanto due punti e Teodosic, si proprio lui, è un vero scempio. L'ex sente particolarmente la partita ma non è l'unico, anche Kirilenko soffre particolarmente l'intensa difesa greca. I russi però non possono fallire per tutti i 40 minuti e, infatti, dopo poco riesco a riprendersi. A calare, questa volta, è l'Olympiakos che perde addirittura 7 palloni nella prima frazione di gioco. Il primo tempo si chiude sul 34-20 con Teodosic che nel secondo quarto sale in cattedra con tre triple consecutive, non lasciando scampo agli avversari. Il Cska non sbaglia più un tiro e Kirilenko incomincia a fare la differenza, come ci si attendeva, e per i greci si fa davvero dura perché, quando sono passati ormai 28 minuti, gli uomini di Kazlauskas si portano sul +19 (53-34).

KESELJ E QUELLA TRIPLA…

Sul +19 anche gli splendidi e carismatici tifosi greci incominciano a perdere le speranze, i loro cori cessano di rimbombare nel palazzetto ed i loro tamburi smettono di far compagnia ai loro eroi in campo. I tifosi russi, invece, sono in estasi, il trofeo sembra già nelle mani di AK47 e compagni…
E invece…
Marko Keselj mette una tripla pazzesca, da casa sua e per di più sulla sirena del terzo periodo: si va sul -16. In pochi però, notano e noteranno come il tiro da tre punti del serbo sia e sarà di un'importanza mastodontica. 

I MINUTI FINALI

Nel quarto ed ultimo periodo, Ivkovic tenta una mossa che (per tanti) può sembrare azzardata o semplicemente disperata. Il tecnico serbo, a sorpresa, butta nella mischia i giovani: Mantzaris, Sloukas e Papanikolaou, tutti e tre del '90, il trio ripaga il proprio coach alla grande con giocate sensazionali e punti pesanti, soprattutto l'ultimo citato sarà uno degli artefici principali del ribaltone. E' però Georgios Printezis a firmare il -5 (57-52), il CSKA è in totale confusione e ora, quelli a non cantare più, sono i tifosi russi. Quelli greci, invece, non capiscono più nulla. La gioia è tanta, troppa. Stanno assaporando il sapore della rimonta vincente, la finale sembrava persa ma è ancora lì ad un passo. Mancano pochi secondi alla fine, viene fatto fallo su Teodosic, il quale segna il primo tiro libero ma sbaglia il secondo (61-58), il CSKA sceglie di spendere il fallo tattico su Papanikolaou che, nonostante l'inesperienza, realizza tutti e 2 i tiri liberi per il 61-60. Il cronometro segna 12 secondi, i greci fanno fallo su Siskauskas. Il lituano solitamente è una sentenza dalla lunetta ma incredibilmente sbaglia entrambi i due liberi. L’Olympiakos coglie ciò che sperava da svariati minuti, l'occasione del sorpasso. Gli ellenici dalla rimessa trovano Printezis sulla linea di fondo che, con un pallone nelle mani pesante come una montagna, trova la retina. A 7 decimi di secondo dal termine il sorpasso è compiuto (62-61), per i moscoviti non c'é più tempo, per i biancorossi, invece, è l'inizio del delirio. Istanbul si tinge di rosso, sul parquet è davvero il delirio. La faticosa rimonta greca viene premiata, dall'umiliazione del -19, al trionfo all'ultimo respiro. Questo è il basket, magia!

Non sempre vincono i più ricchi, come una favola della Disney, i più deboli (a volte) trionfano.

CSKA MOSCA – OLYMPIAKOS PIREO 61-62 (10-7, 24-13, 53-40)
CSKA: Teodosic 15, Lavrinovic 5, Siskauskas 8, Mejia ne, Krstic 11, Kirilenko 12, Vorontsevich, Shved 3, Kaun 2, Khryapa 3, Voronov, Gordon 2.
OLYMPIAKOS: Hines, Antic 7, Spanoulis 15, Dorsey, Kesely 3, Papadopoulos, Gecevicius ne, Printezis 12, Papanikolau 18, Mantzaris 3, Sloukas 4, Law.
[Quello che, in pochi sanno, è che a fine partita (dopo averli fischiati per gran parte del match) gli odiati “cugini” del Panathinaikos (presenti sugli spalti per la finale 3/4 posto), applaudirono i loro rivali di sempre, cosa impensabile e che probabilmente non ricapiterà mai più nella storia di questa incredibile rivalità].