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“Promesse non mantenute” #4: Anthony Bennett, il primo degli esclusi

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In questo caso siamo ai limiti della Rubrica “Promesse non mantenute”. Perchè forse Anthony Bennett, una vera promessa del basket, non lo è mai stato.
Nelle scorse settimane Bennett è stato tagliato dai Toronto Raptors. Anche dalla franchigia della sua stessa Nazione, il Canada, è stato bocciato senza indugi. Venire liquidato anche da quelli che credevano più di tutti nella tua rinascita, nel tuo talento, nel tuo futuro, è davvero triste. Questa è la parabola della prima scelta assoluta del Draft del 2013: passare dall'essere il primo della lista, all'ultimo. Al primo degli esclusi. Si, perchè se vieni scelto alla prima chiamata vuol dire che pur qualcosa dovrai valere, eppure… non fu così.

LA PRIMA STAGIONE IN NBA, UN DISASTRO
L'ex-stella di UNLV incomincia nel peggiore dei modi la sua carriera nella NBA, alla prima stagione con tanto entusiasmo e tanta pressione addosso, stecca alla grande. Dopo il primo mese nella Lega più importante del mondo, Bennett fa registrare un record ai limiti dell'imbarazzo: 1,0 punti a partita, 3,2 rimbalzi catturati e 0,2 assist, tutto questo degrado in circa venti minuti di media sul parquet.

NON SE L'ASPETTAVA NEMMENO LUI
D'altronde qualcosa dovevamo pur intuirlo anche dalla stessa frase che esclamò il giocatore nel momento del Draft: “Sono sorpreso come voi, mai mi sarei aspettato di essere scelto alla prima chiamata”. Bennett, alla vigilia della lottery, non rientrava neppure nella top 5 delle previsioni degli addetti ai lavori e, con il su stato di forma non ottimale, rischiò addirittura di star fuori dalla top 10. Ma, come ben sappiamo, venne incredibilmente scelto alla prima.

QUESTO E' IL SUO MOMENTO! ANZI, NO
Anthony Bennett, ai Cavs dura poco, anzi pochissimo. Una sola stagione, cinquantadue partite giocate… giocate si fa per dire, e via verso Minneapolis! D'altronde, il canadese, tanto a lungo non poteva starci a Cleveland, dove tutti (ma proprio tutti) gli spettatori della Quicken Loans Arena lo fischiavano sonoramente. Prima di farsi male al ginocchio, motivo per il quale Bennett dovette terminare anzitempo la stagione (per fortuna dei tifosi), il nativo di Bampton chiuse la sua annata con un tristissimo score personale: 4,2 punti e 3 rimbalzi di media in, appunto, 52 gare. E' il momento per Bennet di provare la carta del riscatto, quella con la maglia dei Timberwolves. Bel colpo per i tifosi di Minnie, passare da Kevin Love a “Ciccio” Bennett. Intanto, il classe '93 nella Summer League di Las Vegas del 2014 fa ben sperare… tanto da convincere Flip Saunders -presidente della franchigia dei Lupi- a credere nel ragazzo e inserirlo nella trade proprio per trasferire Love a Cleveland. Bennett alla Summer League (giocata con i Cavs) segna 13,3 punti a partita e cattura 7,8 rimbalzi in 30 minuti. Non male per uno che fino a qualche mese prima non vedeva il canestro nemmeno col binocolo…
Minnesota farà il famigerato errore di credere in un giocatore che la fiducia non la meriterebbe affatto. Non perchè ci sta antipatico, assolutamente. Anzi! Semplicemente Bennet non è mai stato quel tipo di giocatore che tutti credevano, quindi, perchè illudersi?

MINNESOTA ED IL CAMBIO RUOLO
In America se le inventarono tutte per provare a far decollare la prima scelta assoluta, nessuno voleva farci la figura del fesso, da qui l'idea di provare a spostarlo di ruolo. Da Ala Grande ad Ala Piccola ma anche qui le cose non andarono come sperato. Peccato perchè per Bennet sembrava davvero il momento della rinascita…
Il canadese, infatti, prima dell'inizio della stagione decise di farsi operare alle tonsille ed alle adenoidi, eliminando un problema di respirazione che lo limitava anche sul campo, oltre a pericolose apnee notturne. Ma Bennett non fece soltanto questo, no. Anthony assunse addirittura un cuoco personale, il quale ebbe un ruolo fondamentale per la dieta del giocatore che perse quasi 15 chili, tornando a pesare 105 chili. Ma l'esito della storia non cambia, tutto era già scritto fin dall'inizio. Anthony Bennett, non sarebbe mai potuto diventare un All-Star della Lega. Bennet fallisce anche a Minneapolis, così come precedentemente detto, anche nella “sua” Toronto.

CASUALITA'
Comunque, sarà un caso o una semplice banalità, ma l'anno del Draft di Bennett, fu l'ultimo di David Stern. Segno che qualcosa, in coincidenza con una data del genere, doveva pur succedere no?

Rubrica a cura di Alessandro Palermo