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Per come la vedo io #3 di Luigi Liguori

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Per come la vedo io questo campionato di Serie A è più che mai strano, ma più che mai interessante. Le tante squadre al vertice, la cadute dei “giganti” e le urla di gioia delle “piccole”, sono tutte cose che al nostro movimento fanno bene.

In un mondo cestistico in cui, specialmente in Italia, tutto sembra già scritto, un minimo di incertezza fa sempre bene: lo dicono le teorie sul Marketing dello Sport ma lo capiscono anche i tifosi.

Pistoia, Cremona e Trento: quando i soldi non fanno la felicità.

Sognare non costa nulla, è vero. Ancora di più per la Giorgio Tesi Group, la Vanoli e la Dolomiti Energia,  che dopo dieci giornate sono lì in vetta in compagnia dell’Ea7 Milano sconfitta a Reggio Emilia nel posticipo di domenica scorsa. Sacrifici, voglia di lottare e nervi saldi i fattori che accomunano le tre squadre, con una Trento chiamata ad un dispendio di energie maggiore visto l’impegno in Eurocup. Risultati? Quelli in termini di classifica sono sotto gli occhi di tutti, ma quelli che contano davvero sono quelli relativi ai PalaSport sempre più gremiti e con varie “cacce al biglietto” in atto. Dimostrazione del fatto che i soldi non fanno la felicità, ancor meno i risultati.

Sassari e Sardara: quando il “meo” culpa tarda ad arrivare.

I fischi contro la squadra di domenica a Sassari sono la dimostrazione di quanto un allenatore può entrare nel cuore, non solo di una tifoseria, ma bensì di una città intera. Sassari-Saccchetti, binomio perfetto che ha portato la città sarda a riapparire sulla cartina geografica d’Italia e poi su quella d’Europa.  Il rapporto emotivo instaurato da Meo Sacchetti con la città è qualcosa che non si riesce a spezzare in due settimane, nemmeno in un anno. La gara contro Trento, per la Dinamo Sassari, era di quelle più difficili da poter affrontare in tutto il campionato: Sacchetti o non Sacchetti. Era la più difficile perché, oggettivamente parlando, la Dolomiti Energia gioca la miglior pallacanestro in Italia e questo rende anche in Europa. Sassari però, è una squadra strana, fatta di alti e bassi, prendere o lasciare.  Perché i fischi allora? I tifosi fischiano perché hanno il diritto di farlo e, soprattutto, perché si aspettavano un cambio di registro della squadra che, Calvani o non Calvani, non è arrivato. Nulla da dire su Marco, amico e persona verso il quale nutro una stima immensa, ma è chiaro che con quella squadra lì dovrà lavorare il doppio per imporre la sua filosofia. Insomma nuovo allenatore, vecchia Sassarri … siamo sicuri che il problema era proprio Sacchetti?

Il Social che non regna sovrano.

Mi permetto di dare un consiglio al Presidente Sardara che ha svolto e sta svolgendo un ottimo lavoro alla Dinamo.  E’ inutile lamentarsi e/ sfogarsi su Facebook quando le cose non vanno bene. Facebook è un social network ma deve essere utilizzato con parsimonia senza farsi prendere da facili emozioni, comprensibili per carità, ma comunque dettate dalla pancia che, è risaputo, non aiuta in queste situazioni.

La prossima volta scelga Twitter, 130 caratteri e meno possibilità di errore … a buon intenditore poche parole.