LOADING

Type to search

Pagellone NBA #3: Onore al Mamba! LeBron e Leonard trascinatori, male Wall e i Nuggets

Share

KOBE BRYANT VOTO 10: davanti ad un inizio di stagione caratterizzato dal 30% al tiro ed il 20% da 3 Kobe non ha esitato a definirsi “una schifezza”, dopo frasi come quella pronunciata dopo l'1/14 contro i Warriors: “Anche se avessi fatto 80 punti avremmo perso lo stesso”, il Mamba ha capito di aver perso il veleno, di non poter e voler più mordere. Onore a lui, alla sua sincerità ed alla sua straordinaria carriera, ciò che farà sul parquet da qua a fine stagione sarà solo una meritata passerella.

LEBRON JAMES VOTO 9: ormai sembra che nell'immaginario collettivo i 25.6 punti, i 7.5 rimbalzi ed i 6.6 assist di media di LeBron debbano passare sotto silenzio, forse è normale che sia così ma non si può far passare sotto silenzio quanto sia decisivo l'apporto del Re. In settimana nonostante una Cleveland non troppo convincente ha messo a segno il canestro numero 35 in carriera che da il vantaggio alla sua squadra negli ultimi 5″ di partita, nelle ultime 20 stagioni solo Kobe Bryant (45) ha fatto meglio di lui. Come detto i Cavs non convincono per il gioco espresso ma sono leader ad Est con un record di 13-4, chissà di chi è il merito…

INDIANA PACERS VOTO 8: 10 vittorie nelle ultime 12 uscite e seconda piazza ad Est, bastano questi dati per spiegare come la nuova Indiana sia convinta e convincente. L'essersi liberati di un peso offensivo come Hibbert ha permesso all'attacco dei Pacers di scatenare tutta la cavalleria; in particolare Paul George, contrariamente a tutti i timori di inizio stagione, sta dimostrando di apprezzare il nuovo stile di gioco dei Pacers, e la squadra vola.

KAHWI LEONARD VOTO 8: oggi senza ombra di dubbio il miglior giocatore degli Spurs (secondo miglior record della lega) sui due lati del campo. Sulle sue doti difensive non ci sono mai stati dubbi ma che potesse viaggiare a 22 punti di media a partita con il 52% al tiro ed il 49% da 3 è una nota inquietante per gli avversari. La sicurezza che sta trovando nel jumper apre scenari di onnipotenza.

OKLAHOMA CITY THUNDER VOTO 7: i Thunder sono e restano un cantiere aperto ma i primi segni di grandezza si iniziano a vedere, Westbrook ha aiutato in maniera evidente a superare il primo momento critico della stagione dovuto ad uno stop di circa 10 giorni di Kevin Durant ma quando KD è tornato sul parquet i Thunder hanno iniziato a correre. Resta il dubbio della consistenza del supporting cast nei momenti caldi della stagione, per ora va bene così.

DENVER NUGGETS VOTO 4: l'incoraggiante avvio (6-5) aveva illuso un pò tutti che in Colorado si potesse lottare per qualcosa di importante, purtroppo per coach Malone e per il nostro Danilo Gallinari la realtà è ben diversa. Le ultime 6 uscite sono state tutte negative ed hanno evidenziato una tremenda inconsistenza nel gioco dei Nuggets, sprazzi di ottimo basket intervallati da blackout terrificanti, il 19-2 di parziale subito ad inizio ripresa a Dallas, dopo un buonissimo primo tempo, è solo l'ultimo episodio di una lunga serie. Sicuramente essere guidati da un playmaker diciannovenne (Mudiay) con tutti i suoi pregi ma anche i suoi ovvi difetti dettati dall'inesperienza (3.9 palle perse a partita) non aiuta la consistenza della squadra ma vedere gente di esperienza come Randy Foye (19% da 3) e Jameer Nelson in evidente difficoltà fa capire come il futuro dei Nuggets difficilmente sarà roseo.       

JOHN WALL VOTO 3: durante l'estate l'asso dei Wizards dichiarò di voler lottare per l'MVP, i primi parziali stagionali dicono che Wall sta viaggiano con 16,1 punti di media, il 39% al tiro ed il 29% da 3, numeri che rappresentano il minimo in carriera per ogni voce statistica. Non è un caso che i Wizards abbiano perso le ultime 3 partite e siano insieme ai Bucks la sorpresa negativa del sorprendente Est di questo inizio di stagione, urge un pronto ed immediato risveglio caro John.

Mauro Mazza