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Pagellone NBA #1: Warriors e Curry promossi con lode, Rockets e Nets gravemente insufficienti

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PROMOSSI

Golden State Warriors e Stephen Curry VOTO 10 e lode: se qualcuno ad inizio stagione temeva che i Campioni NBA potessero avere un calo di motivazioni è stato prontamente smentito, 11-0 e leadership della Western Conference già presa con autorità; il tutto con un margine di vittoria di oltre 16 punti che non lascia spazio all'immaginazione, i Warriors stanno dominando. Oltre al dominio poi c'è lo spettacolo, si perchè al momento non esiste giocatore più eccitante ed entusiasmante di Steph Curry, l'MVP viaggia a 33.4 punti di media con il 51% dal campo ed il 45% da 3, irreale a dir poco.

Cleveland Cavaliers VOTO 8: no Kyrie Irving, no Iman Shumpert, LeBron James con qualche acciacco alla schiena, i noti problemi contrattuali di Tristan Thompson risolti a poche ore dall'opening night; c'erano tutti i presupposti per un avvio di stagione travagliato in Ohio ed invece coach Blatt sembra aver già trovato una discreta quadratura del cerchio anche grazie all'esperienza di un uomo chiave come Mo Williams.

Andre Drummond VOTO 8: 18,5 punti e 19 rimbalzi ad allacciata di scarpe, bastano questi numeri per spiegare l'inizio di stagione travolgente che sta avendo Andre Drummond in quel di Detroit. Anche nelle ultime 4 uscite, sfortunate per la squadra, l'apporto di Drummond si è fatto sempre sentire, recentemente  Van Gundy ha detto che su di lui si vuole costruire il futuro della franchigia, ottima idea coach!!

Paul George VOTO 8: dopo un anno di stop per infortunio George si presenta con una media di 24,3 punti e 8,8 rimbalzi ad allacciata di scarpe nelle prime 10 uscite, qualcuno ha dubbi sul suo stato fisico? Dopo qualche mugugno iniziale sull'idea di coach Vogel di schierarlo da power forward nello small ball voluto dallo staff tecnico per sbloccare l'asfittico attacco dei Pacers è arrivata la svolta positiva sia dal punto di vista personale che del team. I Pacers (6-4) con questo Paul George sono da tenere d'occhio.

San Antonio Spurs VOTO 7: Come definire l'inizio di stagione degli Spurs se non solido e concreto? Che gli Speroni siano ancora un cantiere aperto è evidente come è altrettanto evidente la rivoluzione nelle gerarchie all'interno del roster, fa un certo effetto vedere Duncan, Ginobili e lo stesso Parker “accontentarsi” del ruolo di gregari dei due nuovi padroni Leonard e Aldridge. Kahwi conferma ogni giorno di più di essere una delle superstar più sottovalutate dell'intero panorama NBA mentre Aldridge sta entrando nel mondo Spurs con umiltà e voglia di imparare, sintomo di enorme intelligenza.

 

BOCCIATI

Sacramento Kings VOTO 4: le ultime 3 vittorie consecutive non possono cancellare il disastroso 1-7 iniziale e soprattutto le furiose polemiche tra Cousins e Karl che di certo non fanno bene al rendimento della squadra ed all'immagine della franchigia. Il talento per far bene c'è tutto, ma da solo non basta.

Los Angeles Lakers VOTO 3: che dovesse essere una stagione di passione per i tifosi gialloviola non c'erano molti dubbi ma il livello di sofferenza si sta aggravando di partita in partita. Se un Kobe Bryant lontano parente del fuoriclasse ammirato negli anni d'oro era da mettere in preventivo e fa male più al cuore degli appassionati che altro, l'impatto tutt'altro che positivo degli attesissimi Julius Randle e D'Angelo Russell fa paura in prospettiva futura. Siamo sicuri che coach Byron Scott sia la persona adatta per questo periodo storico dei Lakers?  

Houston Rockets VOTO 2: ci sono i soliti problemi alla schiena di Dwight Howard che ne limitano l'impiego ma l'avvio di stagione dei vicecampioni della Western Conference è a dir poco inquietante. La sconfitta casalinga contro una Dallas decimata dalle assenze ha fatto sbottare coach McHale che ha definito la comunicazione difensiva della sua squadra “orrenda”, difficile dargli torto come è altrettanto difficile vedere del buono in un attacco dove Harden viaggia si a 28,4 punti di media ma con percentuali dal campo ben al di sotto del 40%. L'inserimento di Ty Lawson avrebbe dovuto sgravare Harden da compiti di costruzione di gioco, per il momento i primissimi exit pool parlano di esperimento miseramente fallito con l'ex Nuggets completamente fuori dal ritmo offensivo della squadra ed imbrigliato in un gioco a metà campo che non gli appartiene.

Brooklyn Nets VOTO 1: quando la squadra con il quinto monte salari dell'intera lega inizia la stagione con un record di 1-9 c'è poco da aggiungere. Vero il calendario non è stato favorevole (7 trasferte) e la recente prestazione contro i Warriors lascia sperare in una crescita della squadra ma le prospettive non sono di certo rosee. I 24,894,863$ che entreranno nel conto in banca di Joe Johnson in questa stagione rapportati al suo rendimento sul campo (10,8 punti con il 32% dal campo) fanno sanguinare gli occhi di Prokhorov e di tutti i tifosi dei Nets.

Philadelphia 76ers VOTO 0: come le vittorie dell'unica squadra ancora senza successi, inutile accanirsi con analisi tecniche di una situazione quasi paradossale, vero che nella NBA la cosa peggiore è stare nel limbo che sta nel mezzo tra la mediocrità e l'eccellenza ma i Sixers è ormai da troppo tempo che hanno deciso di stanziare nelle mediocrità più assoluta e non si vede la fine del tunnel. Piccolo spiraglio di luce? I 19,2 punti ed i 7,3 rimbalzi a partita del rookie Jahil Okafor ma in questo contesto dare alle cifre un significato preciso è molto complicato.  

New Orleans Pelicans S.V.: partire 1-9 nella Western Conference significa complicarsi la corsa playoffs in modo quasi irrimediabile e per una formazione che può contare sul talento di Anthony Davis non è un misfatto da poco ma onestamente è difficile dare un giudizio negativo ad una squadra così tanto tartassata dagli infortuni. Le tabelle di recupero indicano in ancora qualche giorno prima di rivedere sul parquet giocatori chiave come Evans, Pondexter e Cole, sperando che non sia troppo tardi.