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“Oltreoceano” #1 : il blog di Pierfrancesco Oliva

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Ciao a tutti, 
Come alcuni sanno, la scorsa settimana è iniziata la mia esperienza nel campionato NCAA e fino a questo punto abbiamo vinto tre partite. Proprio in questo momento mi trovo su un pullman per andare a giocare domani (oggi) contro la corazzata di Florida. Le partite sono iniziate la scorsa settimana, ma prima ci sono stati mesi di preparazione, allenamenti, ambientamento e soprattutto… studio. Eh sì, avete capito bene: “soprattutto studio”. Perché qui puoi essere un fenomeno, il miglior giocatore della nazione, ma se non riesci ad avere un certo rendimento scolastico non puoi giocare! La difficoltà dell'Università è inferiore a quella italiana, ma ovviamente per ogni tipo di atleta al college la parte più difficile di ogni giornata è organizzarsi tra i vari impegni, riuscire a studiare e fare i compiti. Ci sono molte persone all' interno delle università che ti aiutano a livello scolastico e che si assicurano che tu stia facendo quello che devi, ma ovviamente spetta a te impegnarti e avere dei buoni voti per non avere nessun inconveniente.

Il basket, come detto, copre gran parte delle mie giornate. Per tre volte a settimana alle 7 30 ho la mia seduta privata di pesi, con la squadra facciamo pesi gli altri giorni, non mancano i fondamentali prima di andare in classe.

Nella pre-season i nostri allenamenti erano di 3 ore, ma ora visto il numero di partite, sono per lo più scouting sulle altre squadre in sala video per 45 minuti e 1 ora e 20 sul campo. All'inizio devo dire che giocare a questo livello non era facile: la velocità, la fisicità dei miei pari ruolo a volte era difficile da sostenere, anche se tecnicamente sapevo di poter stare in campo. Ho sempre avuto fiducia nei miei mezzi anche quando a livello di atletismo mi sentivo un pò sotto gli altri. Col passare dei giorni, però, ho acquisito fiducia, mi sono concentrato sui miei punti di forza e sulle cose che so fare bene, senza dimenticare tutto quello che ho da migliorare: gli sforzi sono sempre premiati, ed infatti, mi sono guadagnato un posto in quintetto per la prima partita della stagione. La sensazione però era quella felicità misto rabbia. Perchè? Perché sapevo di non aver dimostrato tutto ciò di cui ero capace ai miei allenatori che, comunque, avevano deciso di darmi fiducia e far partire dalla panchina giocatori più vecchi ed esperti di me.

Palazzetto pieno, il mio nome e la mia città Taranto pronunciati al microfono di fronte a 6000 persone, diretta TV:l'emozione si è fatta un pò sentire. La vita qualche volta è strana, perché non ricordo nulla di ciò che precede il mio primo pallone toccato. Dopo ricordo di aver visto il mio difensore lasciarmi un pò di spazio: non ho esitato un secondo a tirare, perchè sapevo già che quella palla sarebbe entrata. Perchè?  Perchè quel tiro me lo ero immaginato mille volte, ed  avevo sognato molte volte di essere lì, in quel momento, con quella palla in mano. E' stata una buona iniezione di fiducia per continuare a giocare. Per fortuna abbiamo vinto ed abbiamo confermato il buon inizio . Dopo la prima partita sono tornato negli spogliatoi, ed appena seduto, mi sono piombati addosso una decina di giornalisti con microfono in mano.  Io sinceramente all'inizio non capivo neanche cosa volessero, poi ho realizzato: non mi sono mai sentito popolare come in quei cinque minuti !!! Tornando verso il mio dormitorio, almeno 5 o 6 ragazzi mi hanno fermato chiedendomi autografi e foto, facendomi i complimenti per la partita.

La cosa divertente in tutto ciò? Prima della partita nessuno aveva idea di chi fossi. I giornalisti si chiedevano perché questo sconosciuto stesse partendo in quintetto nella prima partita della stagione e se il mio allenatore avesse iniziato a fare uso di qualche sostanza strana ahaha.

Tornato in camera, tutti i miei amici e compagni, che mi avevano sempre sostenuto, erano contenti per me e ci siamo potuti concedere una serata di divertimento e di relax al college … di questo argomento magari ne parliamo in altra volta….

Come ho già detto, ora siamo in viaggio verso il Mohegan Sun Casinò in Connecticut, per affrontare Florida domani e poi una di Purdue o Old Dominion. Sono avversari tosti ma che saranno un buon test per noi, per capire a che punto siamo e cosa dobbiamo migliorare. Vedremo come andrà! Alla prossima!

Un abbraccio,
Pierfrancesco!

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