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“#Moolala” #3: il blog di Marco Laganà

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Salve a tutti!
Oggi (ieri ndr), giorno in cui sto scrivendo, è trascorso un mese esatto da quando ho subito l'intervento per la ricostruzione del crociato anteriore del mio ginocchio sinistro.
Poco prima di sedermi sul tavolo da cui vi scrivo (ero nel letto che guardavo “Narcos” su Netflix, se vi capita fate l'abbonamento è una figata), mi ha scritto un mio amico di vecchia data, chiedendomi un pò di conforto dato che due giorni fa, anche lui ha subito lo stesso intervento.
Le domande che mi ha fatto sono state: Quando va via il dolore? Mi dai un pò di conforto? Le stampelle quando le togli?
Ho subito tre operazioni in un anno e mezzo: due al ginocchio destro ed una, l'ultima e la più inaspettata, al ginocchio sinistro. Dico inaspettata perchè dopo tutto quello che so di aver passato per recuperare dal primo infortunio, mai avrei pensato di dover riaffrontare una situazione del genere, soprattutto in questa stagione che poteva essere importantissima per la mia carriera.
Probabilmente, il mio amico, anche se non ci sentiamo giornalmente e soprattutto da tanto tempo, ha ritenuto che fossi la persona adatta per descrivergli certe sensazioni. Purtroppo è così. Penso che in pochi abbiamo avuto questa sfiga, in così poco tempo.
La prima volta che mi “sono rotto”, non avevo idea di come sarebbe stato. Operazione, dolori, riabilitazione, dolori, allenamenti, dolori, terapie, dolori. Dolori, tanti dolori.
Se aggiungiamo che ero ancora un bambino ingenuo, il cui unico interesse era andare su e giù per un campo di 28 metri, potete immaginare come il Mondo mi sia crollato letteralmente addosso.
Adesso, è diverso. Mi sento più maturo, affronto meglio il dolore, vado in palestra con il sorriso e con la voglia di faticare, sapendo che quel dolore dovrò affrontarlo ogni giorno: per sconfiggerlo un'altra volta, per tornare a fare ciò che più mi piace, il prima possibile e nel miglior modo possibile.
Sto iniziando a pensare che la miglior cura per il dolore sia la positività.
Attenzione, non la marijuana eh! Intendo avere uno spirito positivo, un'attitudine positiva, avere dei sentimenti positivivedere positivo in tutto e tutti quelli che ci circondano.
La mia esperienza mi insegna questo. E questo è quello che consiglio al mio caro vecchio amico, e naturalmente, a chi come lui ha subito lo stesso intervento e sta affrontando questo per la prima volta.
Mi sono sentito dire tante cose. Quella che mi è rimasta più impressa riguarda il fatto che non sarei tornato a giocare a basket come prima, subito dopo il primo infortunio e del primo intervento.
Si sbagliavano, di grosso. Ero tornato molto meglio di prima, mi sentivo come non mi ero mai sentito prima.
Fino a quel brutto scontro di gioco dello scorso 24 ottobre, mi sentivo il Miglior Marco Laganà mai sceso su un campo di basket.

Questo mi dà grande fiducia, mi dà la consapevolezza (awareness, come piace dire a me) che tornerò ancora più forte. E vorrei che il mio amico leggesse queste parole. Perchè solo chi è in alto può cadere e farsi male, e solo chi è in alto sa quanto è bello stare lassù.
Alla prossima, 
Marco

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