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Little Italy #8 – Danilo Gallinari

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I Nuggets (12-23) stanno vivendo un momento molto delicato. Dopo aver raggiunto l’ottavo posto a Ovest intorno alla metà di Dicembre, la squadra di coach Malone ha accusato un calo preoccupante anche a causa degli infortuni. I gialloazzurri hanno all’attivo sei sconfitte consecutive e un solo successo nelle ultime dieci uscite, nelle quali si sono viste una difesa colabrodo (104.2 punti subiti, solo in sei fanno peggio nella Lega), inconsistenza e incapacità di gestire situazioni di equilibrio nel punteggio. La linea tra il baratro della Western Conference e la zona Playoffs, per Denver, è veramente sottile ed è per questo che le prossime partite saranno a dir poco cruciali.

Nel frattempo dopo sei gare e un solo successo da parte dei suoi, Danilo Gallinari è tornato dopo la distorsione alla caviglia del 20 Dicembre e ha dimostrato di essere davvero in forma smagliante. L’azzurro è sempre riuscito a rimanere aggressivo dal primo all’ultimo minuto in campo, tornando ad essere leader e presente a 360° sul match; per lui, nel back to back che lo ha visto rientrare brillantemente in scena, 26.5 punti (54.8% al tiro) e 5.5 rimbalzi di media con il suo solito gioco vario, spettacolare ed estremamente efficace. Un aspetto determinante durante questo suo inserimento in grande stile sono state delle ottime percentuali, che spesso in questo 2015-16 l’ex Knicks ha faticato a trovare anche a causa delle enormi responsabilità offensive che ogni sera ha tra la mani. L’unico problema è che l’uomo da Graffignana è stato a dir poco da solo sull’isola e vedere un giocatore così talentuoso militare a 27 anni in una squadra del genere sta iniziando a diventare frustrante. Con 17.9 punti, 5.9 rimbalzi e 2.8 assist (tutti massimi in carriera) il ‘Gallo’ è nettamente il migliore di questa Denver che però sta rischiando di abbandonare in anticipo l’obiettivo legato alla postseason.

Negli ultimi sette giorni la franchigia del Colorado ha perso contro Cleveland e Portland il 29 e il 30 Dicembre per chiudere con il piede sbagliato il 2015; poi a Golden State, il 2 Gennaio contro i Warriors, Gallinari è rientrato (insieme al centro Nurkic dopo otto mesi ai box, Mudiay invece è ancora infortunato) e la musica è sembrata diversa. Dopo aver accumulato uno svantaggio di circa 15 lunghezze, Denver ha recuperato con tantissimo orgoglio per portare i campioni in carica all’overtime grazie al canestro decisivo di Barton; ma ai supplementari hanno comunque avuto la meglio i padroni di casa, vittoriosi per 111-108 dopo 53 appassionanti minuti. Il ‘Gallo’ è apparso immediatamente a suo agio e senza paura nonostante il recente infortunio: ha attaccato il canestro, coinvolto i compagni, fatto a sportellate sotto i ferri e si è imposto, senza forzare, come faro offensivo del suo team. Per lui 24 punti con 9-18 al tiro ma anche 6 rimbalzi, 2 assist, 2 recuperi e un po’ di amarezza: “Dovevamo approfittarne perché loro avevano diversi giocatori fuori e Steph Curry ha giocato poco. Dovevamo vincere ma non lo abbiamo fatto”.

Il giorno dopo la truppa di coach Malone è tornata al Pepsi Center per concludere l’ennesimo back to back stagionale contro dei Trail Blazers privi della loro stella Damian Lillard. I Nuggets, però, sono parsi molto stanchi e coach Malone ha probabilmente deciso di non spremere le sue pedine più importanti, schierando per quasi metà dell’ultima frazione un quintetto che ha fatto più danni che altro e che ha permesso a Portland di ottimizzare l’allungo decisivo. Dall’inizio alla fine Gallinari è stato straordinariamente in partita ma tristemente poco spalleggiato dal resto della squadra; per lui una prestazione da fuoriclasse con 29 punti, 8-13 dal campo, 11-16 dai liberi e un repertorio offensivo infinito. L’unica macchia del suo match, come avrete senz’altro notato dalle precedenti statistiche, sono i 5 tiri liberi sbagliati che il ‘Gallo’, con una matura autocritica e una sana frustrazione, ha fatto notare nel commento post-gara: “Abbiamo sbagliato troppo dalla lunetta e tutto questo parte anche da me, non è solito per me sbagliare così tanti liberi e questa è stata una parte dell’incontro che ci ha condizionato”, spiega l’azzurro che alla fine del secondo quarto ha illuminato il palazzetto con un tiro da circo fatto partire con la mano sinistra. O’ famo strano anche nel 2016. 

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Fabrizio Fasanella