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Little Italy #7 – Marco Belinelli

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Le cifre purtroppo non mentono, il momento che sta vivendo Marco Belinelli è decisamente delicato e coincide purtroppo con le difficoltà dei Kings incapaci di dare continuità alle proprie prestazioni e sempre alle prese con le bizze dei propri leader. Marco nell'ultima settimana non è mai andato in doppia cifra e soprattutto sta continuando ad avere notevoli problemi al tiro tanto che l'azzurro con il 38% dal campo ed il 31% da 3 sta avendo le peggiori percentuali della sua carriera NBA. Sicuramente il passare da un sistema consolidato come quello degli Spurs, fatto di conclusioni costruite con logica, ad un sistema basato sull'individualismo e sull'anarchia come quello dei Kings non aiuta la qualità dei tiri del Beli e di conseguenza le sue percentuali ed il suo impatto sulla partita.

Questo scenario non esaltante per Marco viene ulteriormente depresso dal rendimento di squadra dei Kings come sempre incomprensibile. Dopo la bella e convince prestazione di Indianapolis contro i Pacers Rondo e compagni sono tornati in California per festeggiare il Natale con ambizioni di rilancio ma è bastata una super prestazione di CJ McCollum a portare i Blazers al successo nel primo match post natalizio rimandando in depressione tutto l'ambiente. La sconfitta di Sacramento è ancor più grave perchè arriva con gli avversari in back to back mentre gli uomini guidati da coach Karl potevano sfruttare ben 4 giorni di riposo. Il back to back lo devono affrontare i Kings il giorno seguente andando a far visita agli imbattibili Warriors, la sconfitta era nell'ordine delle cose ma lo scatto di nervi con la conseguente espulsione di DeMarcus Cousins rende ulteriormente l'idea del clima poco sereno che si respira nello spogliatoio dei californiani ormai eternamente alla ricerca di un minimo di tranquillità.

Per i Kings e per il Beli arrivano ora due sfide casalinghe contro squadre abbordabili come Sixers e Suns prima di due trasferte delicatissime contro Thunder e Mavs, chiedere continuità sembra pura utopia ma almeno due vittorie sono d'obbligo per stare a galla.

Mauro Mazza