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Little Italy #6 – Andrea Bargnani

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Continua la stagione deludente dei Brooklyn Nets e continua la stagione altalenante di Andrea Bargnani. Avevamo lasciato i bianco-neri della grande mela con una prestazione di tutto rispetto ed orgoglio disputata contro i ben meglio attrezzati Miami Heat. Andiamo a vedere cosa è successo in questa ultima settimana.

Nella prima sfida in casa degli Indiana Pacers di Paul George, i Nets sembravano voler continuare sulla falsa riga dell'ottima prestazione messa in mostra, qualche sera prima, contro Wade & Co. Grazie alle prestazioni solide del solito Thaddeus Young (14+14) e di un più agguerrito Brook Lopez (18 punti); ma sopratutto grazie alla prestazione monstre di Jarrett Jack (26 punti, 6 assists e 9 rimbalzi), la truppa di Hollins è riuscita a mantenere un vantaggio risicato (ma pur sempre vantaggio) fino a 7 minuti dalla fine del match. Da quel momento in poi la squadra di Larry Bird si è rimboccata le maniche e non si è più guardata indietro, mandano la partita in archivio con la schiacciata del +10 di Jordan Hill a 2 minuti dalla sirena finale. Buona prova di Andrea che produce da solo più della metà dei punti totali dell'intera panchina (12/23) con buon percentuali al tiro ed una discreta presenza al rimbalzo (saranno 5 a fine partita).

“Imbarazzante” è invece l'aggettivo adatto per descrivere la prestazione offerta domenica 20 Dicembre, in casa, contro i giovanissimi e promettenti Minnesota Timberwolves. Era la prima volta che Kevin Garnett tornava al Barclay Center dopo la trade che gli ha consenito, lo scorso 19 Febbraio, il comeback to home. A rubare la scena sono stati però il playmaker spagnolo Ricky Rubio e la first pick dell'ultimo draft Karl-Anthony Towns. Il primo ha smistato assists (15 a fine partita) a suo piacimento, mettendo in mostra tutto il suo repertorio fatto di ball-handling e di ottima visione dei compagni. Irrisori per la difesa dei Nets sono stati i 2 behind-the-back ed il no-look pass che hanno consenito ai Wolves di concludere facilmente a canestro. Il secondo ha messo in mostra le sue armi sia in post basso che lontano dal canestro, chiudendo la gara con 24 punti e 10 rimbalzi. In maglia Nets l'unico a salvarsi è Lopez che termina con una doppia doppia da 20+12. Per Bargnani prestazione praticamente in fotocopia rispetto a quella con i Pacers: 11 punti 3 rimbalzi in 19 minuti di gioco.

Dopo la prestazione offerta contro i T'wolves sembrava almeno proibitivo pensare ad una vittoria nella sfida in back-to-back in casa dei Chicago Bulls. La sorpresa però è sempre dietro l'angolo ed ecco che puntualmente si materializza con il risultato finale di 105 a 102 a favore della franchigia di Mikhail Prokhorov. Ai tori di Chicago, i quali evidentemente accusavano ancora le fatiche del quadruplo overtime contro i Detroit Pistons e del match successivo, in back-to-back, contro i New York Knicks, nono sono bastate le ottime prestazioni del sempreverde Pau Gasol (20+9) e del sempre più leader carismatico della squadra Jimmy Butler (24 punti). I soliti noti Lopez e Young disputano un'ottima partita che consente ai Nets di rimanere sempre avanti nel punteggio, non facendosi sfuggire mai il controllo nonostante il vantaggio esiguo. Passo indietro del mago Bargnani che chiude con soli 8 punti (a causa di una brutta serata al tiro) ma con ben 5 rimbalzi. Con queste numeri fatti registrare sotto la voce “rebound”, Andrea sta viaggiando ad una media (ipotetica) di quasi 10 per 36 minuti. Numeri che il giocatore romano ha fatto registrare ben poche volte rispetto a quelle che erano le aspettative iniziali, al suo sbarco in NBA. Il numero 9 in maglia Nets si rende anche protagonista (in negativo) dell'infortunio procurato al beniamino di casa Joakim Noah. In uno scontro di gioco fortuito è proprio il numero 13 dei Bulls a rientrare anticipatamente negli spogliatoi, senza più fare ritorno, a causa del forte contatto subito contro la sua spalla sinistra.

Secondo quanto afferma la legge di Murphy “Se una cosa può andar male, andrà male”. Con tale affermazione ci si può trovare in disaccordo o meno. Di sicuro poche persone avrebbero qualcosa da ridire se tale frase venisse tradotta e stampata sulle jersey di allenamento dei Brooklyn Nets. Questa, infatti, racchiude alla perfezione ciò che è successo nella partita disputata in casa contro i Dallas Mavericks. Già prima della palla a 2 nell'aria c'è un clima di festa per i giocatori e tifosi avversari a causa dell'imminente sorpasso di Dirk Nowitzki, ai danni di Shaquille O'Neal, nella classifica All-time scoring leader in NBA. Pronti via ed ecco che dopo una tripla dall'angolo e dopo 2 jumper dal gomito (entrambe le volte marcato da Andrea Bargnani che, ad onor del vero, ha svolto un ottimo lavoro) si può dare inizio alle celbrazioni di rito, svolte rigorsoamente durante il successivo timeout. La partita però è più tirata di quanto si potesse pensare ed ecco che arriviamo nei secondi finali con il punteggio di parità. JJ Barea (con un and one) sembra indirizzarla definitivamente a favore dei Texani; ma ci pensa il solito Young a rimettere tutto in gioco con una tripla ed una successiva stoppata sul tentativo di tiro della vittoria sempre del playmaker portoricano (partente per la prima volta in quintetto in sostituzione dell'infortunato ex di turno Deron Williams). Nell'overtime le giocate decisive sono 2: la tripla del +1 di JJ ed il tiro della vittoria di Jarrett Jack che va a sbattere contro il primo ferro. Barea termina la partita con 32 punti (ai quali aggiunge anche 11 assists), suo personalissimo career-high (ed ecco che ritorna la legge di Murphy). Per Bargani partita di ordinaria amministrazione: 20 minuti di gioco, 12 punti e 6 assists. Sconsolante pensare che il coach Hollins non gli conceda comunque più minuti di gioco anche in partite che terminano oltre i 48 minuti regolamentari. Chiaro segno di mancanza di fiducia nei confronti del giocatore.

Terminiamo la settimana americana di Bargnani con un'altra sconfitta casalinga. Questa volta sono i Washington Wizards ad espugnare il Barclays Center, al ritmo di John Wall (22 punti, 13 assists e 4 rimbalzi) e di Marcin Gortat (25+7). Netto passo indietro di Andrea che non riesce a festeggiare il Natale nella maniera migliore possibile. Conclude la gara con un minutaggio ridotto rispetto al solito concesso da Hollins. La causa di ciò è la sua inefficace difesa contro Kris Humpries che lo domina fisicamente sotto canestro ed approfitta delle sue distrazioni per segnare anche dalla media-lunga distanza.  

Si conclude così una delle settimane peggiori per Andrea Bargnani da quando veste la canotta dei Brooklyn Nets. La causa di ciò è quanto Zach Lowe, noto giornalista di ESPN, ha detto sul giocatore azzurro in questi giorni: Ricordate quando Bargnani faceva finta di essere un decente tiratore da 3? Adesso, complice il silenzio delle partite dei Nets, non fa altro che tirare long-two appena gli arriva il pallone. E’ diventato come Byron Mullens, il lungo che iniziava il movimento di tiro ancor prima che gli fosse arrivata la palla. Bargnani ha tirato solo 11 volte da 3 (con il 18.2%), triste fine della sua efficacia dall’arco dei 6.75 metri. I suoi long-two non stanno entrando con grandi percentuali (solo il 42%), le difese non gli prestano attenzione e la pericolosità del suo jumper non sta aprendo gli spazi necessari alla squadra. Inoltre il giocatore passa poco la palla: solo 0.7 assist per partita, uno dei dati più bassi per qualunque giocatore. Andrea è diventato l’eqivalente NBA del personaggio delle commedie romantiche del cinema che viene abbandonato e che non si rade più… che lascia scorrersi la vita davanti a sè come fosse l’ombra di se stesso 

Parole dure e critiche esagerate che Andrea è chiamato a smentire sul campo

Leo Lucio Screnci