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Little Italy #5 – Danilo Gallinari

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Va detto a bassa voce ma i Nuggets, nonostante la solita mancanza di continuità di rendimento nell’arco dei 48 minuti, sembrano essersi lasciati definitivamente alle spalle la traumatizzante serie di otto sconfitte consecutive della seconda parte del mese di Novembre. La truppa di coach Malone ha vinto quattro delle ultime cinque gare, Will Barton (14.7 punti e 5.8 rimbalzi in 28.3 minuti) ha tutte le intenzioni di combattere per ottenere il premio di Sesto Uomo dell’anno e il leader e trascinatore di questa squadra, che sta vivendo un momento di forma, è senza nessun dubbio il nostro Danilo Gallinari. L’azzurro segna 21.7 punti con il 49.6% dal campo nei successi, quando fa almeno 20 punti Denver ha un record di 8-2 e in questa settimana, nell’overtime contro Minnesota, ha dato l’ennesima dimostrazione di essere l’insostituibile àncora della franchigia della Mile High City. I numeri sono molto buoni (17.6 punti, 6.4 rimbalzi e 2.7 assist, tutti massimi in carriera fatta eccezione della terza voce che per ora è la stessa del 2011-12), la leadership è a dir poco evidente e quindi è lecito sognare l’All-Star Game, anche se ciò che sta producendo per ora, specialmente in termini di costanza, non dovrebbe bastare per la convocazione.

 

Contro i Magic, l’8 Dicembre tra le mura amiche, i Nuggets non hanno fatto una bella figura e la prestazione della squadra di coach Malone è stata lo specchio di quella di Gallinari, sicuramente limitato dal dolore al ginocchio sinistro. Denver ha iniziato con un’ottima intensità il match andando anche a +7, ma dalla ripresa in poi ha cominciato ad avere meno attenzione, a sprecare troppi possessi e ad abbassare il suo livello difensivo, così Orlando ne ha furbamente approfittato per vincere 85-74. Danilo ha segnato 11 punti nel primo periodo e a tratti pareva inarrestabile, ma successivamente ha avuto tante difficoltà al tiro, non è più riuscito ad incidere ed ha accusato un calo che ha tolto molte risorse alla squadra. Per lui, alla fine, solo 13 punti con 5-14 dal campo, 6 rimbalzi e 2 assist.

Tre giorni dopo contro i Timberwolves, però, è arrivata la rivincita sia per Denver e specialmente per il ‘Gallo’. I Timberwolves hanno dilagato fino a +18 all’inizio del terzo periodo ma i Nuggets, con un grande orgoglio e una grande rimonta innescata da Nelson e Gallinari, sono rientrati portando incredibilmente il match ai tempi supplementari. All’overtime non ci sono state storie e l’uomo da Graffignana è salito in cattedra con un agonismo, una voglia e un’aggressività esemplari: i suoi compagni si sono completamente affidati a lui, che ha risposto presente regalandoci uno spettacolo straordinario. Danilo ha segnato il canestro del +2 a 2’30’’ dalla fine, la tripla del +3 con 1’30’’ sul cronometro e l’emozionante “game winner” (primo nella Top 10 della notte) cadendo all’indietro dalla media distanza e in faccia a Kevin Martin a 6’’ dall’ultima sirena. Aggiungiamoci anche 2 tiri liberi e i punti dell’azzurro nella parte conclusiva dell’avvincente sfida ad alta quota sono stati 9 sugli 11 totali dei gialloazzurri. “Avevamo bisogno di una prestazione di questo genere davanti ai nostri tifosi, in cui siamo stati efficienti nei momenti decisivi”, dice con soddisfazione l’ex Knicks che ha realizzato 23 punti, con 7 rimbalzi e 4 assist, in totale. 

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No Arthur, no Chandler, no Nurkic, no Mudiay, no problem per Denver, la bestia nera dei Rockets con la vittoria di ieri notte che è stata la terza su tre uscite contro James Harden e compagni. E’ arrivato un altro successo in rimonta per gli imprevedibili Nuggets, capaci di mettere la testa avanti nonostante il -9 ad inizio terzo quarto. Uno degli artefici del recupero gialloazzurro è stato Gallinari, autore di una prestazione in cui si è visibilmente concentrato di più su altri aspetti del gioco al di là della realizzazione. L’ala, infatti, ha tirato solamente 8 volte (4-8, 6-7 dai liberi e 15 punti in 32 minuti) ma ha illuminato il Pepsi Center con dei passaggi illegali (un paio addirittura in “no-look”) per uno della sua altezza, distribuendo ben 7 assist ma catturando anche 5 rimbalzi. Una presenza a 360° sul parquet frutto anche dell’ottimo lavoro svolto dal punto di vista difensivo (2 recuperi ma non solo).

Fabrizio Fasanella