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Little Italy #5 – Andrea Bargnani

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Settimana nera quella appena trascorsa per i Brooklyn Nets. Dopo la vittoria, ottenuta sul parquet di casa, contro i Philadelphia 76ers, sono state giocate altre 3 partite sempre difronte al pubblico amico del Barclays Center. Tutte coincise, questa volta, con altrettante sconfitte. Andiamo ora ad analizzare ogni singolo match, ponendo l'accento su quanto fatto da Andrea Bargnani.

Iniziamo dalla partita disputata contro i Los Angeles Clippers. La truppa di coach Rivers arrivava a Brooklyn con la speranza di ricominciare il discorso intitolato “scalata ai vertici della Western Conference”. Il divario tecnico tra le due squadre è evidente ed ecco che la partita si va trascinando verso un risultato scontato. Ad 8 minuti dalla fine della partita Josh Smith realizza il canestro che vale l' 85 a 67. Timeout chiamato da coach Hollins che butta in campo le seconde e terze linee dando inizio al cosìdetto Garbage Time. La partita però cambia totalmente piega. I gregari finiscono per fare meglio delle prime scelte, che comunque (fatta eccezione per Thaddeus Young) non stanno giocando al 100% delle loro possibilità. Appaiono svogliati e rassegnati ad una stagione negativa che peggiora di partita in partita dopo ogni sconfitta. Esempio emblematico di ciò è Brook Lopez. Il centro ex Stanford, che dovrebbe essere il primo terminale offensivo della squadra, è per il momento protagonista di una pessima stagione. Oltre ad un considerevole calo alla voce punti e rimbalzi a partita, il dato maggiormente precoccupante è la poco concentrazione che il giocatore mette in campo ogni sera. Esempio emblematico di ciò è l'invasione di campo del gemello di Robin durante un tiro libero tirato da Chris Paul. La particolarità di questa distrazione è che l'infrazione è stata commessa durante un tiro libero derivante da un fallo tecnico fischiato contro i Nets. Dunque, durante un libero da tirare in assoluta solitudine, Brook Lopez è riuscito nell'impresa di posizionarsi da solo nello spot che occupa solitamente durante un “normale” tiro libero. Bene ma non benissimo (Cit. Flavio Tranquillo). Tornando alla partita, le seconde scelte di Hollins “capitanati” dall'italiano Andrea Bargnani infilano un controparziale di 24-8 che rimette in bilico il risultato finale. Ci mette una pezza Rivers che ributta nella mischia il suo strating-five e, grazie al jumper dalla media distanza di Blake Griffin, riesce a portare a casa la vittoria con più di qualche brivido. Il Mago chiude con 11 punti e 5 rimbalzi in appena 13 minuti. Importante fiducia data all'italiano da coach Hollins che, con la partita ritornata punto a punto, decide di lasciare sul parquet l'ex New York Knicks, ottenendo in cambio una buona prova anche difensiva quando è stato chiamato a fronteggiare Griffin.

Partita totalmente da dimenticare quella disputata successivamente contro gli Orlando Magic. Con la vittoria degli uomini di Scott Skiles è la seconda volta, in settimana, che una squadra riesce a spezzare la “maledizione” del Barclays Center. Dopo i Clippers, anche i Magic sono riusciti nell’impresa di vincere la loro prima partita nella nuova casa dei Nets, dopo che la franchigia si era trasferita dal New Jersey nel 2012. Risultato finale mai stato in discussione, grazie alla miglior prestazione stagionale offensiva offerta dai ragazzi dalla Florida: 54% dal campo grazie ai 41 canestri realizzati sui 76 tentativi totali (9/21 dalla linea dei 3 punti). Niente male per una squadra che fin'ora era stata in grado di raggiungere appena il 50% in sole altre 2 occasioni. Prestazione deludente ancora per quasi tutto il quintetto titolare dei Nets (si salavano solo ancora Thaddeus Yougn e Jarrett Jack). Ne approfitta ancora Bargnani che vede nuovamente il suo minutaggio aumentare senisbilmente, fino a ritornare ai livelli di inizio stagione. Per lui in 20 minuti 12 punti e 3 rimbalzi, con buone percentuali al tiro. L'italiano sa ancora tirare e lo dimostra ogni sera.

Partita più equilibrata quella disputata nella notte contro l'altra franchigia della Florida, i Miami Heat. Risultato in bilico fino all'ultimo minuto dove i punti di distacco tra gli uomini di coach Spoelstra e i padroni di casa era di sole 3 lunghezze. A dare i titoli di coda ci ha pensato Dwayne Wade che, con una penetrazione, ha siglato i 2 punti (28 totali con 13/17 al tiro) che hanno consegnato la vittoria alla sua squadra. In maglia Nets ottima prova del riscatto di Lopez che termina con 25 punti e 6 rimbalzi e ottima doppia doppia del sempreverde Jack (22 punti + 10 assists). Passo indietro per Bargnani che, pur rimanendo in campo 21 minut (terminando con 10 punti e 5 rimbalzi), non è chiamato in causa nei minuti finali del match, quando il divario tra le due squadre era soltanto di una manciata di punti.

3 partite e 3 sconfitte contro squadre che hanno obbiettivi e aspirazioni opposte rispetto a quelle, di quest'anno, dei Brooklyn Nets. 3 partite nelle quali Andrea Bargnani ha francamento dimostrato di poter dare qualcosa in più rispetto a quanto stanno facendo alcuni componenti del quintetto titolare. La domanda che dunque ci poniamo è: “Quando se ne convincerà anche Lionel Hollins?”

Leo Lucio Screnci