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Little Italy #4 – Andrea Bargnani

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Torniamo ad analizzare l'avventura d'oltreoceano di Andrea Bargnani. Avevamo lasciato il mago in preda ad un problema muscolare al bicipite femorale che lo aveva costretto ad uscire contro i Detroit Pistons dopo appena due minuti dal suo ingresso dalla panchina. Nelle successive 4 partite, nelle quali l'azzuro è stato costretto ad assistere da spettatore, sono arrivate 2 vittorie (contro i Phoenix Suns e i Houston Rockets) e 2 sconfitte cocenti contro i “cugini” New York Knicks e contro gli invincibili Golden State Warriors

Passiamo alla partita della notte dove, ancora una volta, è ricominciata la carriera NBA di Andrea. Il ritorno del mago è di quelli importanti, di quelli che fanno sperare ai tifosi dei Nets di aver trovato un valido giocatore d’esperienza ancora in grado di giocare 30 minuti di elevata qualità partendo dalla panchina. E non solo per qualche singola partita ma per un’intera stagione. Nella vittoria della notte, contro i non irresistibili Philadelphia 76ers, la Dea bendata è sembrata, questa volta, essere dalla sua parte. Pronti via e Brook Lopez incappa in una serie di scelte offensive quantomeno discutibili, che portano il gemello di Robin a perdere 5 volte il pallone in un batter d’occhio. Anche difensivamente il numero 11 dei Nets appare spaesato. Gli avversi lo capiscono ed ecco che lo aggrediscono ogniqualvolta sia possibile. Risultato? 5 falli in poco meno di 20 minuti e panchina per il centro ex Stanford.

Le sfortune di un giocatore però spesso fanno le fortune di un altro. Bargnani questo lo sa e per la prima volta si trova dal lato giusto della medaglia. La fortuna però non può fare tutto da sola, il mago non se lo fa ripetere due volte e coglie l’occasione al volo. Scende in campo al posto di Lopez e, alternandosi tra lo spot di power forward e quello di pivot, riesce a segnare 23 punti con 8/15 dal campo e 7 tiri liberi realizzati su 9 tentati. Da notare anche un’ insolita, per lui, buona presenza fisica sotto entrambi i tabelloni, testimoniata dai 6 rimbalzi (equamente distribuiti tra difensivi ed offensivi) raccolti in tutti i 23 minuti nei quali è rimasto sul parquet.

Pur partendo dalla panchina, è stato l’assoluto scoring-leader della gara, considerando entrambe le squadre. L’ultimo giocatore in maglia Nets ad essere il migliore marcatore della gara, non iniziando nello starting five, fu Bojan Bogdanovic con 28 punti realizzati contro gli Orlando Magic lo scorso 15 Aprile. E’ la prima volta nella stagione che Bargnani sfonda il muro dei 20 punti. Chiude così una striscia che durava da 18 partite iniziata dopo che, lo scorso 5 Aprile, sempre contro i 76ers (ma questa volta con la canotta dei New York Knicks), ne mise a referto 25. Questa che si è chiusa questa notte è la quarta più lunga fatta nella sua intera carriera NBA. Le tre “migliori” sono state: 31 partite da Marzo a Novembre 2008, 20 partite da Novembre a Dicembre 2006 e 19 partite da Novembre a Dicembre 2008.

La prestazione di oggi può essere il segno di una rinascita cestista di Andrea Bargnani? Oppure si tratterà di una singola partita che non farà altro che farci ricordare che “una rondine non fa primavera”? Per avere la risposta basta aspettare qualche ora ed assistere al match contro i Los Angeles Clippers (alla seconda partita del loro East tour). Per Bargnani la parola d’ordine è solo una: continuità!

Leo Lucio Screnci