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Little Italy #2 – Marco Belinelli

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15.2 punti, 2.2 assist, 41.8% al tiro, 36% da 3 in oltre 29' di media a partita, queste i numeri di Marco Belinelli in questa settimana tutta vissuta lontana dalla California insieme ai suoi Kings, cifre in crescita rispetto all'inizio di stagione e che fanno vedere come l'inserimento dell'azzurro nell'attacco di George Karl stia procedendo in modo spedito. L'apice della settimana del Beli si è toccato a Miami quando l'azzurro ha messo insieme il season high con una prova da 23 punti condita da un eccellente 5/10 nel tiro pesante ed 8/9 dalla lunetta in 26' di impiego; purtroppo per il Beli la miglior prestazione stagionale non ha coinciso con un successo di squadra, l'assenza di DeMarcus Cousins fermato dall'NBA per una gomitata inflitta ad Al Horford la sera precedente è costata cara ai Kings, ma oltre a questo aspetto non di certo trascurabile c'è da considerare un'altro fattore scatenante per le sconfitte dei californiani giunte anche ad Atlanta ed a Charlotte (dal +22), la totale mancanza di applicazione difensiva.

Offensivamente Sacramento anche se con qualche passaggio a vuoto di troppo sembra aver trovato una buona quadra, Rajon Rondo smista assist anche al magazziniere, DeMarcus Cousins pur con le solite forzature caratteristiche del suo gioco sta mettendo insieme numeri spaventosi, stesso discorso (riguardo le forzature) per Rudy Gay mentre Marco si sta assestando come game changer dalla panchina, ruolo disegnatogli addosso da coach Karl: “Marco è fondamentale per la nostra panchina, è un giocatore che può segnare anche più di 10 punti in un quarto e cambiarti il volto della partita”, parole di stima trasferite sul campo da un minutaggio di tutto rispetto (28.4 minuti, il 5° della squadra).

Purtroppo per i Kings la pallacanestro si gioca su due lati del campo e nella propria metà del parquet i problemi per i californiani sono enormi, il bassissimo livello di energia difensiva è sotto gli occhi di tutti e questa poca applicazione porta gli avversari a tirare con il 46,9% dal campo (peggior percentuale concessa della lega), numeri insostenibili se si vogliono avere ambizioni di playoffs. Questo basso rendimento difensivo tocca molti giocatori, su tutti le due stelle Rondo e Cousins che spesso omettono completamente ma anche Marco come il resto della squadra deve migliorare, la costante ricerca del pallone (spesso da dietro) con una scarsa attività dei piedi è sinonimo di scarsa efficacia difensiva, se Sacramento vuole risalire la china deve cambiare registro in questo fondamentale aspetto del gioco. Fortunatamente per Beli e compagni la Western Conference, con Rockets e Clippers in difficoltà, sta regalando tempo per crescere a molti, pur con un avvio deludente i californiani sono solo a 2 partite di distacco dalla zona playoffs.  

 Mauro Mazza